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Pitigliano terra di Etruschi e bambù

Lì dove c’era un vigneto adesso cresce un rigoglioso bosco di bambù, dai germogli nascono originali conserve che ben si sposano con i sapori della Maremma
Daniele Marroni nel suo bosco di bambù

Il territorio e i suoi prodotti raccontati con Conad Grosseto

PITIGLIANO. Il viaggio di Conad e Maremma Oggi nelle eccellenze dell’enogastronomia locale passa sopra le vie cave, in una terra densa di storia e tradizione. Dove però non si è mai smesso di innovare.

Nella terra degli Etruschi infatti, vicino al borgo che sembra sorgere dal tufo, Daniele Marroni, proprio lì dove c’era un vigneto, adesso sta coltivando un bosco di bambù.

Una passione ritrovata

«Da giovane ho lavorato diversi anni come cameriere, poi ho deciso di sfruttare il diploma che avevo e ho iniziato a fare l’elettricista – racconta Marroni – l’agricoltura non era la mia passione. Finché il mio babbo ha vissuto e coltivato il suo terreno le nostre strade non si sono incontrate. Poi 13 anni fa purtroppo è venuto a mancare, proprio in una data vicina alla nascita di mia figlia. È stato un momento della mia vita che mi ha fatto riflettere molto».

«Sono tornato su questo appezzamento di circa 1 ettaro e la nostalgia si è trasformata in voglia di fare – dice Marroni – I miei piani sono cambiati: ho deciso che mi sarei dedicato all’agricoltura, ma a modo mio. Riprendere a lavorare la terra di mio babbo è stato come intraprendere un percorso di riconciliazione».

Davanti alla domanda su come fare agricoltura in quell’appezzamento, investire nel bambù è stata la risposta: così Daniele dal 2015 ha iniziato a posare a terra le prime piantine. Dal bosco di bambù, coltivato a regime completamente biologico, riesce a ricavare germogli che si trasformano in prelibate conserve. In più il bambù è la materia prima di anche di prodotti in fibra e utensili. 

«Ho dovuto attendere circa 4 anni per poterne ricavare i primi prodotti – dice Marroni – raccolgo a primavera e in inverno faccio lo sfoltimento del bosco. Il bambù fornisce numerosi “frutti”. Il materiale che si recupera si può utilizzare anche per fare da supporto alle viti, e con la fibra si possono creare anche tessuti».

I germogli di bambù: dalla confettura al condimento

Il tocco di oriente che Marroni ha portato a Pitigliano sorprende anche i più scettici. I prodotti principali  del suo bosco (arrivano anche nei supermercati Conad di Grosseto) sono quelli fatti con i germogli di bambù.

Poveri di zuccheri e di grassi, sono ricchi di vitamine del gruppo B, minerali (soprattutto rame, manganese, calcio, ferro potassio e fosforo) e di fibre. Il loro sapore è molto delicato, e si adatta (dato anche il suo basso apporto calorico) a originali abbinamenti con i prodotti della nostra terra.

Infatti oltre ai classici utilizzi della cucina asiatica, Marroni con le sue ricette in barattolo, lo ha rivisitato aggiungendo spunti in chiave mediterranea e maremmana.

Marroni ha iniziato producendo germogli in barattolo utilizzabili sia come affiancamento ad un secondo piatto, sia come ingrediente di una portata a base di cinghiale per esempio. Ha anche creato squisite confetture di bambù adatte ad accompagnare formaggi o farcire dolci. C’è anche una linea di sughi pronti, con cui poter condire un piatto di pasta o ingolosire un crostino.

I germogli di bambù prima di essere raccolti

La crema spalmabile di bambù e carciofi e il ragù vegetale rosso per bruschette e crostini saranno altri due prodotti che arricchiranno la sua già gustosa offerta. Prossimamente Marroni ha intenzione di rendere anche visitabile il bosco «Questo è un luogo dove potersi riposare in tranquillità, assaggiare buoni prodotti e rilassarsi – dice Marroni – chi magari visita queste zone potrebbe scegliere questo bosco per fermarsi al fresco e all’ombra di queste fronde sempreverdi».

Un bosco che salva il Pianeta

Il bosco di Marroni, dal quale si accede dopo aver superato l’originale segnale “Maremma che bambù“, è una della attività agricole che fanno anche bene al pianeta. È in grado di catturare fino a 17 tonnellate di anidride carbonica all’anno, e con le sue radici che fungono da filtro naturale riesce a trasformare le sostanze inquinanti in biomassa. Manca ancora qualche anno e il bosco si svilupperà completamente anche in altezza: il bambù gigante che ha piantato infatti, tra circa 5 anni, riuscirà a raggiungere una piena maturità con piante di 12-18 metri di altezza, e 8-12 cm di diametro. Un vero manto verde formato da piante alte quanto dei palazzi.

Informazioni

Azienda agricola bio Marroni Daniele

Strada regionale 74, Pitigliano

Telefono: +393336140368

Email: marroni.daniele@gmail.com

 


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