Piazza Lulli, la banlieue grossetana - Fotogallery | MaremmaOggi Skip to content

Piazza Lulli, la banlieue grossetana – Fotogallery

Sporcizia, siringhe abbandonate per terra, escrementi dietro ai cespugli, cestini spaccati e gente che dorme sulle panchine
Piazza Lulli, maremma-oggi
Sporcizia e panchine ricoperte di graffiti ©maremmaoggi

GROSSETO. Non c’è pace per la piazza grossetana intitolata al musicista Giovan Battista Lulli: tra sporcizia, spaccio di droga, siringhe abbandonate per terra, cestini spaccati, panche e tavoli in legno rotti, gente che, a ogni ora del giorno, dorme sulle panchine ricoperte di graffiti e scarabocchi, il lastroni del percorso pedonale sbriciolati.

Non solo ma c’è qualcuno che usa i cespugli come toilette, tra escrementi e puzza di urina.

Storie di ordinario degrado da periferia suburbana, che avvicina piazza Lulli più alle malfamate banlieue parigine che ai playground newyorkesi, dove i ragazzi di ogni età si sfidano in interminabili partite di basket, accanto a giardini, strade e parcheggi.

E se la pallacanestro rappresenta per molti «uno stillicidio quotidiano tra pallonate, palleggiamenti, insopportabili schiacciate che rimbombano sui tabelloni in ferro dei canestri già alle 7 del mattino», scrive una lettrice di MaremmaOggi che non abita a Grosseto, ma che è stato ospite di amici con la casa in piazza Lulli, anche il “contorno” non è da meno. E allora il basket è davvero l’ultimo dei problemi.

Lo documenta a dovere la fotogallery: immagini che si aggiungono alle altre pubblicate da MaremmaOggi e che dimostrano il fallimento tanto del piano di recupero della piazza, quanto il totale disprezzo di ogni regola del vivere civile.

Assenza di regole e di controlli, ma soprattutto di educazione, civiltà e rispetto

C’è proprio tutto in piazza Lulli e senza nessuna regola, come racconta la stessa lettrice: «degrado urbano con muri crollati, pericolosi pali di ferro, reti rotte. Oltre al vociare, alle grida e al rumore, non mancano nemmeno la droga che devasta i ragazzi, i comportamenti discutibili e la totale assenza di controllo.

È quasi impossibile vivere in questo luogo sottoposto all’amministrazione cittadina, ma che sembra non fa parte della città stessa. Peccato, tutta questa incuria all’interno di un tranquillo quartiere residenziale a un passo dal centro», conclude la lettrice.

 

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