Piano operativo, Grosseto riparte: incarico a un nuovo team di urbanisti dopo l’addio a Silvia Viviani | MaremmaOggi Skip to content

Il futuro di Grosseto cambia regista: ecco chi scriverà il nuovo Piano operativo

Il Comune affida per quasi 136mila euro la redazione del Piano operativo a un raggruppamento guidato da Ldp Studio di Siena. Obiettivo: trasformare il Piano strutturale nelle regole che disegneranno la città dei prossimi anni
Una veduta di Grosseto dall'alto, riparte l'iter per il Piano operativo
Una veduta di Grosseto dall’alto, riparte l’iter per il Piano operativo

GROSSETO. Il Piano operativo di Grosseto riparte. Dopo la risoluzione consensuale del contratto con il gruppo guidato dall’urbanista Silvia Viviani, che aveva fatto temere un rallentamento dell’iter, il Comune ha scelto la nuova squadra che dovrà tradurre in regole, progetti e trasformazioni concrete la visione strategica contenuta nel Piano strutturale approvato nel novembre scorso.

Chi scriverà quindi le regole che guideranno la crescita di Grosseto nei prossimi decenni?

Con la determinazione dirigenziale numero 1278 del 28 maggio 2026 il Settore Servizi per le imprese e per il territorio ha infatti affidato la redazione del nuovo Piano operativo comunale a un raggruppamento temporaneo di professionisti guidato da Ldp Studio di Siena.

Un passaggio fondamentale per il futuro della città.

Perché il Piano strutturale approvato nel 2025 definisce la strategia di sviluppo di Grosseto, ma è il Piano operativo che stabilirà concretamente dove si potrà costruire, quali aree saranno trasformate, quali interventi saranno consentiti e quali invece resteranno esclusi.


 


Il Comune corre per recuperare il tempo perso

L’amministrazione comunale aveva già avviato il procedimento del Piano operativo nel 2021. Quel percorso era stato successivamente revocato e riavviato nel luglio del 2024.

Nelle scorse settimane era poi arrivata la decisione di sciogliere consensualmente il rapporto con il gruppo incaricato della progettazione.

Una scelta che aveva aperto interrogativi sul rispetto dei tempi e sulla possibilità di arrivare all’approvazione dello strumento urbanistico prima della conclusione del mandato amministrativo.

La nuova determina rappresenta quindi una risposta precisa: il Comune non intende fermare il percorso e punta ad accelerare.

Chi guiderà il nuovo Piano operativo

E per uno strano scherzo del destino, ben conoscendo la storica rivalità fra le due città, a disegnare la Grosseto del futuro saranno dei… senesi.

La capofila del raggruppamento sarà infatti Ldp Studio, società di progettazione urbanistica che fa capo a Luca Gentili e Stefania Rizzotti con sede a Siena in viale Toselli. Alla società è stata assegnata la quota principale dell’incarico, pari al 64%.

Accanto a Ldp Studio lavoreranno Alberto Tomei (di Prato), urbanista e pianificatore territoriale (10,8%); Maria Rita Cecchini (di Prato, 17,6%); Ats Srl di Monteroni d’Arbia (5,4%) e Gherardo Biancofiore (di Panzano in Chianti, 2,2%).

Si tratta di un gruppo multidisciplinare che dovrà occuparsi non solo della redazione del Piano operativo, ma anche della Valutazione ambientale strategica (Vas), dello Studio di incidenza e delle indagini geologiche, idrauliche e sismiche necessarie per l’approvazione dello strumento urbanistico.

Quanto costerà il nuovo Piano

L’offerta presentata da Ldp Studio attraverso la piattaforma Start della Regione Toscana ammonta a 113.200 euro oltre oneri previdenziali e Iva.

Il costo complessivo per il Comune sarà pari a 135.846 euro, ai quali si aggiungono 35 euro di contributo Anac.

Le risorse saranno finanziate attraverso il capitolo comunale dedicato alla redazione degli strumenti urbanistici.

Siamo sotto la soglia massima per gli affidamenti diretti (140mila euro).

Tre anni per consegnare il futuro della città

La durata prevista dell’incarico è di tre anni. La determina stabilisce un cronoprogramma articolato in più fasi. Certo dall’inizio del procedimento di revisione degli strumenti urbanistici, piano strutturale e operativo, alla fine passeranno 10 anni, mentre la città è cambiata da sola, aggiungendo una lottizzazione all’altra, come in un patchwork venuto male.

Alcune sono spalmate sul territorio aperto, altre sono così compresse che neppure è rispettata la distanza minima di 10 metri da un corpo all’altro, regola base che un progettista dovrebbe conoscere, quasi come la X per un professore di matematica.

Una prima parte sarà dedicata agli studi preliminari e alla costruzione del quadro conoscitivo.

Successivamente arriverà la predisposizione degli elaborati necessari per l’adozione del Piano operativo in consiglio comunale, passaggio che vale da solo il 40% dell’intero compenso professionale.

Infine saranno affrontate le osservazioni, le integrazioni e la documentazione necessaria per l’approvazione definitiva dello strumento urbanistico.

Perché il Piano operativo è così importante

Il Piano operativo è il documento che traduce in regole concrete la strategia del Piano strutturale.

Da questo strumento dipenderanno le future espansioni urbane; gli interventi di rigenerazione; le aree produttive; la disciplina delle zone agricole; le infrastrutture; la tutela ambientale e il recupero degli immobili esistenti.

In sostanza sarà il documento che determinerà come potrà crescere Grosseto nei prossimi anni.

La vera sfida: arrivare prima delle elezioni

Dal punto di vista politico la questione più delicata resta quella dei tempi. L’obiettivo dell’amministrazione è arrivare almeno all’adozione del Piano operativo entro la fine della legislatura. Che, a dire il vero, è dietro l’angolo. Si dovrebbe votare fra un anno, intorno a maggio 2027.

Dopo le difficoltà che hanno portato all’uscita del precedente gruppo di progettazione, il nuovo affidamento rappresenta quindi molto più di una semplice pratica tecnica. È il tentativo di rimettere in carreggiata uno degli strumenti più importanti per il futuro urbanistico della città.

E adesso la partita passa alla nuova squadra di professionisti chiamata a trasformare la visione strategica del Piano strutturale nelle regole che disegneranno la Grosseto dei prossimi decenni.

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