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Parola di capitan Cretella: «Ora 6 punti nelle prossime due»

Intervista al capitano del Grosseto: «Con il 3-5-2 siamo più coperti e sicuri. Sarà l’attacco il reparto della svolta»
Capitan Riccardo Cretella in azione contro il Livorno (foto Noemy Lettieri per Us Grosseto 1912)
Capitan Riccardo Cretella in azione contro il Livorno (foto Noemy Lettieri per Us Grosseto 1912)

GROSSETO. Riccardo Cretella apre la porta dello spogliatoio biancorosso. Una visita educata, basata sulla discrezione, quasi in punta di piedi. Anzi con le babbucce.

Fuori dal terreno verde lo stile del capitano resta inalterato anche se in mezzo ai capelli circola sempre la rete annullata contro il Livorno.

Cretella e il gol con il Livorno: «Ero in gioco e sarebbe stato importante»

«Non era solo un gol che ribaltava il risultato – rimarca Cretella quasi sottovoce – aveva un altissimo valore intrinseco, era ricco di quelle virtù che potevano capovolgere la nostra stagione rimuovendo le amarezze accumulate in dieci pareggi».

«Non ero in fuorigioco (le immagini confermano, ndr), sotto la curva ho allargato le braccia per aggrapparmi alla gente, che mi applaudiva, un momento bruciato da una bandierina bugiarda alzata senza un perché. Battere il Livorno, inoltre, significava allontanare una rivale sempre difficile e accorciare le distanze. Mi sono girate le scatole». Ecco lo stile.

Giancarlo Mallarini e Riccardo Cretella nella redazione di MaremmaOggi
Giancarlo Mallarini e Riccardo Cretella nella redazione di MaremmaOggi

«Troppi ostacoli nell’andare a rete»

Il caposquadra socchiude leggermente l’uscio.

«Quello che non riusciamo a intuire fino in fondo è il perché incontriamo tanti ostacoli nell’andare a rete – riflette – nonostante in rosa ci siano elementi che il gol lo hanno nel sangue e in panchina ci sia un tecnico portato naturalmente ad attaccare prima di difendersi. Non è corretto, comunque, andare a ricercare motivi di pressione ambientali, rincorrere ipotesi di scarsa coesione di spogliatoio, sollevare sospetti privi di fondamento».

«La rosa è sana – ribadisce Cretella – non esistono attriti o nocivi personalismi. Ritengo che stiamo vivendo una stagione in salita all’interno della quale abbiamo sbattuto su pali e traverse, infortuni anche pesanti, episodi spesso contrari. Vedo gli altri trovare gol aiutati da rimpalli amichevoli, errori difensivi, un tocco sporco e la palla entra. Al Grifone queste situazioni non si sono mai verificate. Alle nostre difficoltà si aggiungono risvolti negativi capaci di annullare sforzi e sudore. I nostri attaccanti, comunque, restano il collante su cui contare, devono essere incoraggiati, non accusati. Le colpe sono di tutti».

«Con il 3-5-2 siamo più coperti e sicuri»

È sciolto, Cretella, non servono domande, nemmeno inviti, sa cosa dire e come dirlo.

«Il Livorno ha detto che siamo sulla strada giusta. Il mister ha variato modulo, il 3-5-2 ci ha consentito di essere più coperti e palleggiare con maggiore sicurezza. Devo dire anche che a Bonuccelli variare l’assetto è costato parecchio, non gradisce uscire dalle sue idee. E lo capisco in pieno, ma quando una mossa può essere utile alla causa è giusto farlo. Lo stesso pensiero l’ho usato quando c’era bisogno in difesa e ho dovuto lasciare il terreno del centrocampo».

Seravezza e Altopascio: «6 punti per cambiare la stagione»

«Ora serve veramente lo strappo atteso troppo a lungo – sono le conclusioni del capitano – Seravezza e Altopascio dovranno essere interpretate affinché i 6 punti incrementino la nostra classifica. Non ci sono alternative, nemmeno alibi».

«Non voglio arrivare a fine stagione carico di rimorsi. Cercheremo con tutta la volontà del gruppo a prenderci questi successi anche perché tecnicamente sono pienamente alla nostra portata. Sarebbe bello, poi, dedicare le vittorie al nostro allenatore Bonuccelli. Se le merita».

Il giudice sportivo ha multato il Grosseto di 800 euro, il Livorno di 1000, perché “propri sostenitori hanno introdotto ed utilizzato materiale pirotecnico nei settori loro riservati e rivolto cori offensivi all’indirizzo della tifoseria avversaria”.

 

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