Ospedale: 22 posti per i disabili e solo 7 auto con il permesso Skip to content

Ospedale: 22 posti per i disabili e solo 7 auto con il permesso

Un’abitudine che si ripete, purtroppo non solo all’ospedale. E nessuno controlla
Gli stalli per i disabili occupati dalle auto senza tagliando al Misericordia
Le auto parcheggiate negli stalli per i disabili all’ospedale

GROSSETO. Maleducazione, inciviltà, arroganza. Non ci sono molte altre parole per definire l’atteggiamento di chi continua a occupare i parcheggi riservati ai disabili senza averne alcun diritto. Ancora più grave se questo avviene all’ospedale o in qualunque altro luogo di cura.

Questa mattina, 28 settembre, già alle 8, al parcheggio del Misericordia di Grosseto, quello realizzato accanto alla nuova ala, su 22 posti riservati alle persone con handicap, solo 7 auto esponevano l’apposito permesso. Le altre 15 non avevano il contrassegno per l’handicap

Le auto senza contrassegno handicap @maremaoggi
Le auto senza contrassegno handicap nel parcheggio dell’ospedale @maremaoggi

Parcheggi disabili, nessuno controlla

Lo abbiamo visto con i nostri occhi (e fotografato), verificando poche ore dopo, nella speranza che la situazione fosse cambiata. Purtroppo era rimasta uguale. La maggior parte delle auto continua a stare sugli stalli dei disabili senza averne diritto. E nel frattempo, nessuno ha controllato per sanzionare gli automobilisti, in questo caso, non indisciplinati, ma maleducati.

Magari, qualcuno ha dimenticato di esporre il tagliando sul cruscotto, anche se in questo caso, come prevede il Codice della strada, rischia la rimozione, se prevista, o la multa. 

Il problema si ripete non solo in tutti i parcheggi dell’ospedale Misericordia e delle strutture per l’assistenza sanitaria, ma anche in città, nei casi più estremi anche negli spazi riservati a una specifica persona, in prossimità della sua abitazione.

La campagna #solounminuto

In risposta a questa barbara abitudine, che purtroppo è diffusa ovunque, alcuni anni fa Lorella Ronconi, battagliera paladina dei diritti delle persone diversamente abili, aveva lanciato l’hashtag #solunminuto: una campagna culturale di “auto-educazione” e di sensibilizzazione a sostegno di mobilità, sicurezza, autonomia, accessibilità delle persone diversamente abili, nelle loro città. 

L’obiettivo era contribuire a eliminare di cattive abitudini che discriminano le persone con diversa abilità, ma evidentemente che quello che serve è una “rivoluzione culturale”, o sanzioni ancora più severe.

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