I pappagalli verdi conquistano Grosseto: «Possono mettere a rischio gli uccelli locali» | MaremmaOggi Skip to content

I pappagalli verdi conquistano Grosseto: «Possono mettere a rischio gli uccelli locali»

I parrocchetti dal collare hanno iniziato a formare una colonia anche in città. Andrea Sforzi, direttore del Museo di storia naturale della Maremma, spiega da dove arrivano e quali conseguenze possono avere sull’ecosistema
Un parrocchetto dal collare
Un parrocchetto dal collare

GROSSETO. Sono verdi, rumorosi e sempre più presenti anche a Grosseto. Sono i parrocchetti dal collare, conosciuti anche come pappagalli verdi, una specie che da qualche anno ha iniziato a farsi notare anche in città. Ma dietro il loro aspetto colorato si nasconde un problema che riguarda l’equilibrio dell’ecosistema e la convivenza con gli uccelli locali.

I pappagalli sono liberi e anche a Grosseto hanno iniziato a costruire la loro colonia.

«Non si sa da dove arrivano, ma da qualche anno sono in città. Probabilmente sono stati liberati oppure sono scappati e hanno iniziato a costruire la loro colonia – dice Andrea Sforzi, direttore del Museo di storia naturale della Maremma – Da noi la loro presenza è circoscritta e recente, in altre città, come Roma e Milano, ci sono colonie già consolidate e numerose».

Una specie arrivata da lontano

I parrocchetti dal collare sono una specie esotica, cioè non originaria del nostro territorio. La loro presenza è legata a esemplari fuggiti dalla cattività oppure liberati volontariamente, che hanno trovato condizioni favorevoli per sopravvivere e riprodursi.

«Questa specie si adatta facilmente ad altri territori e ad altri climi. Non tutti gli animali introdotti in un ambiente diverso da quello d’origine riescono a stabilirsi. In alcuni casi, però, pochi esemplari possono dare origine a popolazioni che si riproducono autonomamente, arrivando a occupare stabilmente un territorio – dice Sforzi – Possono arrivare da chi ha deciso di liberarli perché i figli sono cresciuti e non sanno cosa farcene, oppure potrebbero essere scappati».

Il problema con i parrocchetti, come con le altre specie invasive, è la competizione che nasce con gli altri uccelli autoctoni.

«I parrocchetti dal collare nidificano nelle cavità degli alberi, gli stessi spazi utilizzati da altri uccelli per riprodursi. Quando queste cavità vengono occupate dai pappagalli verdi, possono diminuire i siti disponibili per le specie locali – dice Sforzi – Poi subentra anche la competizione alimentare con le altre specie autoctone».

Il rischio per le specie autoctone

I parrocchetti sono uccelli sociali, capaci di formare gruppi numerosi e di adattarsi a diversi ambienti. Dove le popolazioni diventano particolarmente abbondanti, la loro presenza può mettere sotto pressione altre specie. E sono originari dell’Africa subsahariana e dell’Asia meridionale.

La diffusione di una specie non autoctona può alterare gli equilibri naturali, soprattutto quando entra in competizione con gli animali già presenti, come è successo con il granchio blu o anche con lo scoiattolo grigio americano, che rappresenta una minaccia per lo scoiattolo rosso europeo.

Alcune di queste specie sono inserite nell’elenco europeo delle specie esotiche invasive di rilevanza unionale, per le quali sono previste specifiche misure di prevenzione e gestione. Il parrocchetto dal collare, invece, non rientra attualmente in quell’elenco.

La comparsa dei pappagalli verdi a Grosseto racconta quindi un fenomeno più ampio: animali provenienti da altri continenti che, una volta liberati o fuggiti, riescono ad adattarsi a un ambiente nuovo.

E proprio per questo liberare in natura animali cresciuti in cattività non è un gesto innocuo: può avere conseguenze anche sulle specie che abitano da sempre il territorio.

 

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