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Papa torna in Senegal: «Grazie per l’aiuto»

Grazie alla raccolta fondi lanciata da Vanessa e Patrizia, l’ambulante ha finalmente comprato il biglietto per l’aereo. Finalmente, conoscerà la sua ultima figlia
Papa con Vanessa Gruosi e Patrizia Romanczuk

GROSSETO. È uscito dall’agenzia di viaggi con la ricevuta del biglietto aereo in mano, il sorriso stampato in faccia e gli occhi colmi di riconoscenza. Papa finalmente potrà tornare in Senegal, dove incontrerà per la prima volta l’ultima figlia venuta al mondo quando l’ambulante era già tornato a Grosseto. 

La quarta di quattro femmine, che ha appena 3 mesi. 

«Sono felice ed emozionato – dice Papa, appena uscito dall’agenzia – Vanessa e Patrizia hanno fatto tutto questo per me, posso solo ringraziarle». 

Il lungo viaggio verso casa

Partirà da Roma la prima settimana di febbraio e resterà a casa, con sua moglie e le sue quattro figlie, per tre mesi. Il tempo di godersi un po’ la sua famiglia che vive a Touba, la città santa del Senegal. 

«Per arrivare a casa dall’aeroporto impiego circa tre ore di auto – spiega l’ambulante – Il viaggio è lungo e anche costoso. È un anno che non torno a casa e che non incontro la mia famiglia». 

Questa volta però Papa ha avuto la fortuna di incontrare Vanessa Gruosi e Patrizia Romanczuk che lo hanno aiutato a trovare i soldi per il biglietto aereo, lanciano una petizione online. 

Patrizia, Vanessa e la petizione online

Quando le due ragazze hanno saputo che Papa era in difficoltà nel comprare il biglietto aereo per tornare a casa e conoscere finalmente sua figlia, hanno deciso di aiutarlo. Lanciando una petizione online che ha permesso loro di raccogliere più di mille euro

 

 
 
 
 
 
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«Vogliamo ringraziare tutte le persone che hanno partecipato a questa raccolta – dicono – In tanti hanno dimostrato affetto nei confronti di Papa e questo non può che farci felici». Lunedì 29 gennaio, le due ragazze hanno accompagnato Papa in un’agenzia di viaggi e lì hanno acquistato il biglietto. 

Dalla raccolta, sono avanzati poco meno di 300 euro, soldi che sono stati consegnati all’ambulante per il suo lungo viaggio verso casa. 

 

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