Omicidio di Monterotondo: niente perizia psichiatrica Skip to content

Omicidio di Monterotondo: niente perizia psichiatrica

I giudici respingono la richiesta della difesa di Nicola Stefanini: il cinquantenne non ha uno stato di intossicazione cronico. Si va verso la conclusione del processo
Nicola Stefanini con il suo avvocato Tommaso Galletti

MONTEROTONDO MARITTIMO. È durata pochi minuti l’udienza fissata per mercoledì 12 aprile nell’aula d’Assise del tribunale di Grosseto. Pochi minuti durante i quali, il presidente Adolfo Di Zenzo ha respinto la richiesta presentata durante l’ultima udienza del processo a carico di Nicola Stefanini, che nell’agosto del 2021 ha ucciso la compagna, Silvia Manetti, con 16 coltellate.

«Nessun stato di intossicazione cronica»

La richiesta, era stata presentata alla corte d’assise (giudici Di Zenzo e Laura Previti), dall’avvocato Tommaso Galletti, dopo che in aula aveva parlato il consulente della difesa, il neuropsichiatra Romano Fabbrizzi. Tutto ruotava intorno allo stato di intossicazione cronica da stupefacenti che il medico aveva riscontrato visitando Stefanini. 

«Lo stato di intossicazione cronica da sostanze stupefacenti è una situazione irreversibile – ha detto il presidente della corte Di Zenzo – Ma nelle cartelle cliniche dell’imputato, che abbiamo studiato prima di dare questa risposta, non c’è traccia di questa condizione».

Stefanini ha ascoltato le parole del giudice in silenzio, insieme al suo avvocato, all’avvocato di parte civile Riccardo Gambi e al sostituto procuratore Giampaolo Melchionna

Il processo nei confronti dell’operaio cinquantenne si avvia a conclusione: la discussione è fissata il 24 maggio. 

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