GROSSETO. Lo stadio Carlo Zecchini si è trasformato in un grande simbolo di memoria, legalità e solidarietà. Oltre 3mila persone hanno partecipato alla seconda edizione di “Stop alla Mafia 2026”, il quadrangolare di calcio a 11 dedicato ai giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, diventato ormai uno degli appuntamenti più sentiti sul territorio grossetano.
Una giornata intensa, partecipata e carica di significato, che ha unito sport, istituzioni e cittadini in un messaggio forte contro ogni forma di criminalità organizzata.
Allo Zecchini i simboli della lotta alla mafia
Alla manifestazione hanno preso parte numerose autorità civili, militari e istituzionali, insieme a figure simbolo dell’impegno contro la mafia.
Tra gli ospiti più attesi c’era Caterina Chinnici, magistrato ed europarlamentare, figlia del giudice Rocco Chinnici, assassinato dalla mafia insieme agli uomini della sua scorta. Presente anche il dottor Giovanni Germanà, già questore e sopravvissuto a un attentato mafioso, considerato uno dei simboli della lotta a Cosa Nostra.

Applausi anche per l’attore Ettore Bassi, da sempre vicino alle iniziative dedicate alla memoria delle vittime di mafia e alla diffusione della cultura della legalità.
La figlia del magistrato ucciso: «La mafia è dappertutto»
Caterina Chinnici è tante cose. Lo ha detto lei, appena ha preso il microfono in mano per presentarsi agli studenti delle scuole seduti in tribuna.
«Mi hanno presentata come europarlamentare – ha detto – ma sono tante cose. Sono anch’io magistrato, come lo era mio padre, sono figlia di Rocco Chinnici, primo magistrato ucciso dalla mafia. E sono mamma orgogliosa di due appartenenti alle forze dell’ordine, di un maggiore dei carabinieri e di un ispettore di polizia».
Una presentazione necessaria, quella di Caterina Chinnici, soprattutto agli studenti. Ai più giovani, a quelli che hanno sentito il nome di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, ma che non conoscono la storia di Rocco Chinnici. Eppure, è stato lui a fondare con i suoi colleghi il primo pool antimafia a Palermo e a cambiare il metodo della lotta alla mafia.

«Un metodo che non è stato compreso subito da tutti i colleghi di mio padre – dice – ma che la mafia invece aveva capito benissimo. Falcone e Borsellino frequentavano casa nostra, lavoravano con mio padre. Erano due persone di famiglia». Che il metodo del pool avrebbe cambiato il destino della criminalità organizzata in Sicilia, i mafiosi lo avevano capito. Tanto che cambiarono anche loro metodo e anziché utilizzare il kalashnikov, per eliminare Chinnici e poi Falcone e Borsellino, usarono il tritolo.
La prima volta del Sim carabinieri: la squadra debutta ed esce imbattuta
Quest’anno, per la prima volta sul rettangolo verde, sono scesi anche i colori dell’Arma. La segreteria provinciale del Sim carabinieri Grosseto, che è nata soltanto nel gennaio 2026, ha accolto l’invito a partecipare all’iniziativa senza alcuna esitazione.
Un impegno portato avanti dai segretari Manolo Fiorini, Giovanni Adamo, Teresa Abbate e Luca Buselli, che in pochi mesi hanno costruito una rete sempre più ampia di iscritti e collaboratori, partecipando attivamente all’organizzazione della manifestazione.

Il Sim carabinieri Grosseto ha preso parte all’evento anche con una rappresentativa composta da numerosi tesserati della provincia, che sono scesi per la prima volta in campo con i colori dell’Arma. Alla giornata ha partecipato anche il segretario regionale aggiunto Giuseppe Vaccaro.
L’impegno del Sap al fianco dei più giovani
A rendere ancora più intensa la giornata è stata soprattutto la partecipazione dei giovani, che con cori, applausi e momenti di riflessione hanno trasformato lo stadio Zecchini in un grande messaggio collettivo di legalità.
L’iniziativa, promossa dal Sap Grosseto nell’ambito delle celebrazioni nazionali del Memorial Day Sap, ha voluto ricordare le vittime della mafia, del terrorismo e del dovere, trasmettendo alle nuove generazioni il valore della memoria, del coraggio e dell’impegno civile.

Presenti il sindaco di Grosseto, numerose autorità civili e istituzionali e importanti ospiti che, con le loro testimonianze, hanno dato ancora più forza al significato dell’evento.
Tra loro anche Roberto Mazzini, segretario nazionale Sap, Barbara Marinucci, vicepresidente Sap, e il segretario regionale Toscana Michele Pengue, che hanno scelto di essere presenti accanto agli studenti e agli operatori della sicurezza in una giornata dal forte valore simbolico.
Molto apprezzati anche gli interventi dedicati ai temi della legalità e della lotta alle mafie, con testimonianze che hanno coinvolto direttamente i ragazzi in un dialogo fatto di esperienze personali, emozioni e riflessioni profonde sul significato di servire lo Stato e difendere la democrazia.

«Vedere tanti ragazzi gridare insieme “Stop alla mafia” è stata un’emozione difficile da descrivere – ha dichiarato Tina Eger, segretaria provinciale del SAP Grosseto –. Oggi non abbiamo assistito soltanto a una manifestazione sportiva o commemorativa, ma a una vera lezione di legalità vissuta con il cuore. I giovani hanno dimostrato di esserci, di voler partecipare e di credere nei valori sani dello Stato. È a loro che dobbiamo continuare a parlare, perché la mafia si combatte anche attraverso la cultura, la memoria e il coraggio quotidiano delle nuove generazioni».
Sport, giovani e cultura: in campo vince la legalità
Nel corso degli interventi, le autorità presenti hanno sottolineato il valore di manifestazioni capaci di unire sport, memoria e impegno civile, evidenziando l’importanza di coinvolgere soprattutto le nuove generazioni nella diffusione della cultura della legalità.
Ed è proprio in campo che si è misurata la febbre della legalità: tutte le squadre hanno giocato con impegno, divertendosi e facendo divertire il pubblico dell’evento organizzato da Lux events. Alla fine non ha contato chi ha vinto e chi ha perso: in campo, ad alzare la coppa alla fine del torneo, è stata la legalità.
Le offerte per la Pediatria del Misericordia
La manifestazione ha avuto anche una forte finalità solidale. Le offerte raccolte durante la giornata saranno infatti destinate all’acquisto di un bilirubinometro da 6.500 euro per il reparto di Pediatria dell’ospedale Misericordia di Grosseto.
Un gesto concreto che ha reso ancora più significativo un evento capace di trasformare il ricordo delle vittime di mafia in partecipazione attiva, responsabilità sociale e aiuto alla comunità.






