Nuovo presidente del tribunale, Turco si insedia ma il Comune diserta | MaremmaOggi Skip to content

Nuovo presidente del tribunale, Turco si insedia ma il Comune diserta

Cerimonia a Grosseto con tutte le istituzioni. Assente il Comune, il richiamo del nuovo presidente: «Dispiace per questa assenza, serve collaborazione»
Il nuovo presidente del tribunale Eugenio Maria Turco

GROSSETO. Da una parte (quasi) tutte le istituzioni, militari e civili, dall’altra la famiglia. Martedì 28 aprile  nell’aula d’assise del tribunale di Grosseto, il nuovo presidente Eugenio Maria Turco ha preso possesso del ruolo. Lo ha fatto con accanto la procuratrice capo Maria Navarro, in un passaggio istituzionale che ha segnato ufficialmente l’inizio del suo incarico.

 

 
 
 
 
 
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Un momento solenne e partecipato, con la presenza delle istituzioni civili e militari, del personale amministrativo e dell’avvocatura. Ma a colpire è stata soprattutto un’assenza: quella del Comune di Grosseto, notata e sottolineata dallo stesso presidente nel suo intervento.

Dieci mesi senza presidente: il lavoro di Compagnucci

A presiedere il collegio è stato Sergio Compagnucci, presidente della sezione penale, che ha guidato il tribunale per dieci mesi durante la vacanza della presidenza. Accanto a lui, i giudici Agnieszka Karpynska e Marco Bilisari

Un periodo lungo e delicato, affrontato in una fase segnata da carenze di organico e criticità organizzative. Compagnucci ha voluto ringraziare in particolare il personale delle cancellerie e della presidenza, sottolineando come senza il loro contributo non sarebbe stato possibile garantire continuità all’attività giudiziaria.

Un lavoro riconosciuto anche dall’avvocatura, che ha parlato di risposte efficaci nonostante le difficoltà.

L’avvocatura: «Collaborazione ma anche fermezza»

A portare il saluto è stato il presidente dell’ordine, Alessandro Oneto, che ha definito quello di Grosseto «un tribunale piccolo ma complesso».

Un passaggio che ha messo in evidenza le difficoltà strutturali dell’ufficio, ma anche la necessità di mantenere un equilibrio tra magistratura e avvocatura.

«Esistiamo per difendere la libertà, il contraddittorio e il giusto processo», ha detto Oneto, sottolineando come l’avvocatura sarà sempre pronta alla collaborazione, ma anche ferma nel pretendere il rispetto delle garanzie.

Il profilo di Turco: esperienza, equilibrio e incarichi internazionali

Il nuovo presidente arriva a Grosseto con un curriculum di alto profilo. In magistratura dal 1987, ha iniziato la carriera come sostituto procuratore per poi diventare pretore e quindi giudice a Viterbo. 

«Negli anni ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità fino a diventare presidente di sezione del tribunale di Viterbo, incarico che ha svolto fino alla nomina a Grosseto – ha detto il presidente della sezione penale Sergio Compagnucci – E non c’è stata solo l’Italia nel suo curriculum. Turco ha maturato anche esperienze internazionali di rilievo, lavorando nei Balcani come esperto nei progetti di cooperazione giudiziaria, in particolare in Serbia, dove ha ricoperto ruoli operativi in contesti complessi».

Un profilo descritto da colleghi e operatori del settore come caratterizzato da equilibrio, umanità e capacità organizzativa, qualità che gli hanno garantito stima trasversale nel mondo giudiziario.

Gli obiettivi del presidente: digitalizzazione, tempi e autocritica

Nel suo intervento, Turco ha parlato a lungo degli obiettivi del tribunale, evidenziando la necessità di intervenire su più livelli.

«Il primo è la digitalizzazione – ha detto – insieme alla riduzione dei tempi dei processi e all’abbattimento dell’arretrato». Ma, ha tenuto a sottolineare, anche una grande attenzione ai  procedimenti di famiglia, dove il ruolo del giudice si intreccia con esigenze sociali delicate.

Turco ha anche lanciato un messaggio interno alla magistratura: «Serve un approccio meno burocratico e più consapevole – ha detto – capace di andare oltre la semplice logica dei numeri».

«La nostra attività non deve essere solo numerica», ha sottolineato, richiamando la necessità di una maggiore autocritica e di un coordinamento più stretto con le altre istituzioni.

Il richiamo al Comune: «Un’assenza che dispiace»

È proprio su questo punto che Turco ha evidenziato l’assenza del Comune di Grosseto.

«Mi dispiace», ha detto apertamente, sottolineando come il lavoro del tribunale sia strettamente legato a quello dei servizi sociali e delle amministrazioni locali.

Un passaggio netto, che ha dato un significato politico-istituzionale alla cerimonia. Per il nuovo presidente, infatti, uno degli obiettivi principali è proprio quello di rafforzare il lavoro comune sui temi sociali, dove la collaborazione tra tribunale e enti locali è fondamentale

Un’assenza che, in questo contesto, appare come un’occasione mancata. A raccogliere l’invito, c’era il presidente della Provincia Francesco Limatola

Trasparenza, indipendenza e difesa dei giudici

Nel finale del suo intervento, Turco ha ribadito alcuni principi cardine: trasparenza, indipendenza e tutela dell’operato dei magistrati.

«Mi adopererò per difendere i giudici da ogni tipo di strumentalizzazione – ha detto nell’aula d’assise – e per costruire un clima di lavoro basato sulla fiducia e sul rispetto reciproco».

«Io ci credo davvero», ha detto, rilanciando l’idea di un tribunale aperto, disponibile al confronto e orientato al lavoro di squadra.

Poi, il ringraziamento che viene dal cuore. Quello al presidente del tribunale di Viterbo Francesco Oddi, presente alla cerimonia di insediamento e quello alla sua famiglia: alla moglie Vittoria e ai figli Enrico, Eloisa ed Eleonora, anche loro seduti nell’aula d’assise. 

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