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Non piove, incubo siccità sulla Maremma

I dati di gennaio e febbraio confermano il drastico calo delle piogge e la possibile siccità nei prossimi mesi estivi
L'Ombrone in secca all'altezza di Istia
Allarme siccità, l’Ombrone in secca all’altezza di Istia

GROSSETO. Il rischio siccità in Toscana e in Maremma torna ad affacciarsi sul 2023, nonostante le precipitazioni piovose e nevose di gennaio. Secondo i dati del Servizio idrogeologico regionale (Sir), l’annualità 2022, appena trascorsa, si è chiusa con un deficit pluviometrico in Toscana. Negli ultimi 12 mesi il deficit a livello regionale è stato di circa -11% (corrispondente a -107 mm di pioggia).

I primi giorni del 2023 avevano fatto sperare in un recupero grazie alle precipitazioni nevose e piovose, verificatesi soprattutto a gennaio, ma il mese di febbraio ha visto piogge scarse, inferiori alla media, su quasi tutto il territorio regionale, registrando un deficit pari a circa il -57% (corrispondente a circa 47 mm di pioggia in meno).

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A questi dati  si accompagnano le previsioni del Lamma, che parlano per i prossimi tre mesi di precipitazioni nella media e temperature leggermente superiori, una situazione che invita alla prudenza paventando la possibilità di una nuova estate a rischio siccità.

«Ci auguriamo che la realtà sia migliore delle previsioni – ha detto l’assessora regionale all’ambiente Monia Monni – tuttavia stiamo lavorando su più fronti per farci carico del problema e tentare di prevenire le criticità. Già lo scorso anno, grazie al Dipartimento di emergenza nazionale, abbiamo realizzato interventi per 4 milioni di euro finalizzati alla lotta alla siccità, tra cui nuovi pozzi, interconnessioni, manutenzione e riempimento depositi; inoltre, in virtù della proroga dello stato di emergenza nazionale, abbiamo potuto presentare nuovi progetti, sui quali siamo già al lavoro con Autorità idrica toscana e con i gestori».

«A questo dovrebbe aggiungersi il nuovo invaso di San Pietro in Campo in Val d’ Orcia, con un potenziale da 50 mln di metri cubi di acqua. Stiamo anche confrontandoci con gli agricoltori sul tema dell’irrigazione agricola, ma il ruolo dei cittadini resta fondamentale e per questo ritengo essenziale informare fin da subito la popolazione di questo rischio e invitarla ad evitare sprechi di acqua».

I report del servizio idrogeologico regionale, costantemente aggiornati, sono disponibili QUI

Minimo di precipitazioni nel bacino del Fiora

Nello specifico nel mese di febbraio 2023 le precipitazioni si sono attestati su valori medi regionali prossimi a 35 mm, con i valori massimi nel bacino del Serchio e in Versilia.

Il resto dei bacini regionali sono caratterizzati da valori medi areali di circa 30-35 mm, con minimi di circa 15-20 mm localizzati nei bacini del Fiora, Ombrone e Cornia.

Rispetto al triennio precedente il deficit pluviometrico nel bacino del Fiora è del 62% (corrispondente a circa 42 mm in meno), del Po -64% (corrispondente a circa 73 mm in meno), dell’Ombrone-GR -52% (corrispondente a circa 33 mm in meno), dell’Arno -54% (corrispondente a circa 43 mm in meno), del Tevere -51% (corrispondente a circa 40 mm in meno), del Magra -74% (corrispondente a circa 104 mm in meno), del Serchio -66% (corrispondente a circa 85 mm in meno). I bacini della costa toscana vedono un -51% (corrispondente a circa 33 mm in meno) ed infine i bacini della Versilia registrano -67% (corrispondente a circa 92 mm in meno).

Le differenze nelle piogge nel febbraio 2023 rispetto agli anni scorsi

Le portate fluviali registrate nel mese di febbraio 2023 evidenziano valori medi inferiori a quelli storici (< 25° percentile). Questo andamento, visibile in tutti i bacini, risulta particolarmente evidente riguardo al Serchio, nel Valdarno Inferiore e negli altri bacini costieri centro-settentrionali.

I dati relativi al Valdarno Superiore e all’Ombrone grossetano mostrano valori leggermente migliori, posizionandosi tra il 25° e il 75° percentile, ma si attestano proprio in corrispondenza del limite inferiore di questa fascia, confermando nella sostanza il deficit generale.

L’analisi delle falde mostra un evidente abbassamento nell’area centro settentrionale del territorio toscano. Registrate nei bacini del Serchio, in Versilia e nella riviera Apuana e fino al Magra soggiacenze inferiori ai valori medi storici (< 25° percentile). Condizioni di criticità persistono lungo la fascia costiera livornese, tra il fiume Cecina e San Vincenzo, dove ancora si registrano abbassamenti significativi in particolare nell’area di San Vincenzo. Le falde esaminate sono state 68.

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