Nicola Prati e il provino negato con l'Atletico Madrid Skip to content

Nicola Prati e il provino negato con l’Atletico Madrid

Le emozioni nel settore giovanile del Grosseto, poi la delusione e la rabbia, fino alla nuova vita nel Sant’Andrea
Nicola Prati con la maglia del Sant'Andrea
Nicola Prati, il terzo in piedi da sinistra

GROSSETO. Pallone e mare, campo di calcio e salsedine. Sono le stagioni di Nicola Prati, 27 anni, di Porto Santo Stefano. Calciatore e navigatore, centrocampista e marinaio. Intreccio da far girare la testa dove l’erba diventa onda e viceversa. L’importante è stabilire un equilibrio, e Nicola lo ha trovato.

Il primo pallone è quello del settore giovanile del Grosseto (presidente Piero Camilli), habitat ideale per affinare e sviluppare le sue doti naturali, che gli consentiranno grandi soddisfazioni personali e di squadra. Ad iniziare dagli Allievi.

«Eravamo a Roma per un torneo. Di fronte avevamo formazioni blasonate il cui nome poteva far tremare i polsi – ricorda Prati – ma le partite vanno giocate e in campo, dopo una leggera emozione, le differenze possono essere ribaltate.

Quella squadra biancorossa era veramente bella, all’interno circolavano coesione, amicizia, valori umani e tecnici. L’allenatore era Luciano Luzzetti, dirigente Luigi Ciantellini, chiamato Gigi, persone che ricordo con grande affetto, con loro ci si poteva divertire pur lavorando seriamente e intensamente».

Nicola Prati, il terzo in piedi da sinistra
Nicola Prati, il terzo in piedi da sinistra

La finale con la Lazio di Simone Inzaghi

Nicola ritorna al torneo romano: «Passo dopo passo arrivammo in finale con la Lazio allenata da Simone Inzaghi. Perdevamo 1-0 ma eravamo vivi, convinti, uniti. Segnai una doppietta, fini 1-3, si vinse partita e trofeo. Una soddisfazione immortale. Le stesse eccitazioni le ho vissute nella Primavera dove ho incontrato la Juventus, il Torino.

Gare sempre giocate con fierezza e grande impegno. Infatti nessuno ci ha mai messo sotto come si dice in gergo sportivo, siamo sempre usciti dal campo tra i complimenti degli avversari. Un pensiero ad un futuro calcistico mi ha sfiorato. Ma nel calcio o sei veramente un fenomeno, io non lo sono, o ti deve venire in soccorso la dea bendata. Con me non è successo».

La beffa dell’Atletico Madrid

Infatti proprio in quel momento, era l’ultimo anno della presidenza Camilli e la società era guidata da nuove persone, la situazione societaria diventò «disastrosa» come la definisce Prati, che poi continua: «Ci fecero firmare un documento precontrattuale, che mi negò la partecipazione ad un provino con l’Atletico Madrid, poi cambiò il mondo e fu il crollo delle speranze».
Rimpianti?
«È fisiologico, umano. La delusione è stata forte, profonda. Ho reagito pensando a studiare, al futuro. Poi nel 2016 ho incontrato il Sant’Andrea contribuendo a farla volare dalla seconda categoria fino alla Promozione. Un percorso incredibile, dal forte sapore umano».
Umano?
«È la parola giusta. Ho trovato persone dai valori umani uguali ai miei, si lavora in silenzio e umiltà, non esistono pressioni, è una famiglia nel vero senso del termine. Ho trovato l’equilibrio, i rimpianti sono volati lontano. Ogni anno nello spogliatoio si forma un gruppo granitico e affianco c’è una società seria, che conosce il calcio e sa dove camminare. Anche quest’anno partiremo sfavoriti per la salvezza, ma sono sicuro che dimostreremo di valere di più. Ancora una volta».

 

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