Mister Malotti: «Il Grosseto si è adeguato alle mie esigenze. Compresi due cani» Skip to content

Mister Malotti: «Il Grosseto si è adeguato alle mie esigenze. Compresi due cani»

Il tecnico Malotti dopo la vittoria del Grosseto a Poggibonsi: «Vedo progressi importanti, ma possiamo fare ancora meglio»
La grinta di Roberto Malotti, tecnico del Grosseto (foto Noemy Lettieri per Us Grosseto 1912)
La grinta di Roberto Malotti, tecnico del Grosseto (foto Noemy Lettieri per Us Grosseto 1912)

GROSSETO. Il lunedì di Roberto Malotti, tecnico del Grifone. Sveglia mattiniera (6,30), organizzazione del lavoro, divisione dei compiti, sincronizzazione della giornata, parlare con i dipendenti, sistemare cucina e sala. Praticamente allenare.

Ma il calcio può e deve attendere, Malotti ha i suoi tempi, ogni cosa ha i suoi spazi. Il difficile sta nel sovrapporli in modo che niente possa inquinare il cammino. Perché il pallone deve rimanere l’emozione, l’hobby, la passione. Mister dilettante, ristoratore professionista.

«Mi ritengo molto fortunato ad aver incontrato una società chiamata Grosseto – respira Malotti – c’è un ambiente che mi piace, dove avverto fiducia e affetto, che mi permette di restare quello che sono. Io sono, e rimango, questo. Sono perfettamente consapevole che è proprio questo ambiente che si adegua alle mie esigenze e non viceversa».

«Chi avrebbe potuto accettare un allenatore che allena in compagnia di due cani, per altro anche molto grossi? Capisco che non sia molto professionale. Il pallone resta la mia isola felice, contorna di azzurro la mia vita quotidiana, mi rende felice regalandomi emozioni straordinarie, quelle che solo il calcio è capace di regalare. Poi c’è la vita lavorativa, il mondo che ho costruito con fatica e sacrifici. Per dirla in una parola sola sono un allenatore anomalo».

Malotti: «Vedo progressi importanti»

Nel dopo gara col Poggibonsi non era particolarmente soddisfatto, successo a parte.

«È vero, non ero del tutto contento. Ho gradito l’impegno della squadra, la sua determinazione, sul piano dell’evoluzione, invece, ho storto la bocca. Si poteva fare meglio sullo sviluppo del gioco, del palleggio. Aspettavo risposte migliori dopo la vittoria con il Figline. Evidentemente il gruppo non è ancora consapevole di quello che potrebbe fare».

«Nella ripresa ci siamo allungati troppo, sul doppio vantaggio la gestione non è stata perfetta, ci siamo abbassati troppo. Dobbiamo lavorare su questi aspetti anche se vedo progressi importanti, tocco con mano l’evoluzione dei singoli, una crescita generale, il sapere entrare in campo con la giusta mentalità. Questi sono i miei compiti, le mie responsabilità».

A Poggibonsi Riccobono e Rinaldini sono stati sostituiti simultaneamente. I motivi?

«Avevano dato molto e il campo non era congeniale alle loro qualità. Certo che privarsi di questa coppia non è una scelta presa alla leggera, sono uomini che possono inventare qualcosa in ogni istante della partita. Ma ho messo in campo giocatori altrettanto validi, che hanno giocato meno pur essendo figure tecnicamente importanti. Mi è molto dispiaciuto per l’infortunio di Bensaja, un risentimento muscolare, che mi ha costretto a sostituirlo».

Ottima la risposta di Prati dopo gli errori con il Figline.

«Non poteva essere diversamente. Il ragazzo è forte, serve proteggerlo. Nella sua evoluzione per migliorarsi commetterà altri errori, è normale alla sua età. Dovrà affinare la sua personalità, che per adesso lo aiuta ma, contemporaneamente, lo limita».

Dopo 4 gare biancorosse Malotti ha ottenuto due successi (FollonicaGavorrano e Poggibonsi) e altrettanti pareggi (Sangiovannese e Figline) per un totale di otto punti.

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