GROSSETO. I miasmi che da tempo vengono segnalati dai residenti di Casalecci tornano al centro del dibattito politico. A intervenire è Azione Grosseto, che denuncia una situazione definita «ormai insostenibile» per le famiglie della frazione alle porte della città e chiede al Comune un intervento immediato.
Secondo il partito, soprattutto nelle ore serali e notturne e durante i periodi di caldo, i cattivi odori costringerebbero molti residenti a tenere porte e finestre chiuse.
«Vivere a Casalecci dovrebbe significare qualità della vita e tranquillità – afferma Azione – invece la quotidianità è ormai segnata da miasmi soffocanti».
Le critiche sulla gestione degli impianti
Nel comunicato, Azione sostiene che il problema non riguarderebbe soltanto Casalecci, ma anche altre aree del territorio comunale dove sono presenti impianti a biogas.
Il partito precisa di sostenere la transizione ecologica e lo sviluppo delle energie rinnovabili, ma ritiene che questi obiettivi debbano essere conciliati con la tutela della salute pubblica e della qualità della vita dei residenti.
Secondo quanto riportato da Azione, le segnalazioni dei cittadini alla polizia municipale non avrebbero finora prodotto risposte concrete da parte dell’amministrazione comunale.
Le richieste al sindaco
Per questo motivo Azione Grosseto chiede al sindaco e alla giunta di intervenire con una serie di misure.
Tra le richieste figurano controlli serali e notturni della polizia municipale nelle aree interessate, l’installazione di centraline Arpat per il monitoraggio continuo della qualità dell’aria e delle sostanze odorigene, verifiche sullo spandimento del digestato nei terreni agricoli vicini alle abitazioni e l’istituzione di un tavolo tecnico permanente con cittadini, enti di controllo e gestori degli impianti.
«Va garantito il diritto a respirare aria pulita»
«Il sindaco, in qualità di massima autorità sanitaria locale – conclude Ludmila Deli, del direttivo di Azione Grosseto – ha il dovere di tutelare la salute di tutti i cittadini. Chiediamo che venga garantito, senza ulteriori ritardi, il diritto delle comunità interessate a tornare a respirare aria pulita».



