GROSSETO. «Me ne frego», ma anche «vi schiacceremo», «castrazione» e «vincere il Comune». Non servono linguisti esperti per analizzare le parole pronunciate dal consigliere comunale Andrea Vasellini in occasione del consiglio comunale di questa mattina, venerdì 7 novembre.
Il discorso pronunciato dal capogruppo della lista Vivarelli Colonna sindaco in occasione dell’approvazione del piano strutturale del Comune di Grosseto ha portato ad un’accesa discussione in consiglio.
La linea di Vannacci

Parole pesanti che sono state ribadite e difese con orgoglio dal consigliere Vasellini: «Faccio parte della linea di Vannacci – ha sottolineato – quindi il “me ne frego” lo utilizzo con orgoglio. Ritengo opportuno farlo e l’ho fatto. Non servono scuse».
Una linea, quella di Vannacci, che che passa dalla difesa delle classi separate per i disabili ai riferimenti positivi nei confronti di Mussolini, definito uno «statista», dagli attacchi agli omosessuali fino alla rivendicazione del diritto all’odio nei confronti dei musulmani.
A nulla sono servite le rimostranze dei colleghi consiglieri che, ognuno a suo modo, hanno chiesto a Vasellini di moderare i termini e di utilizzare un linguaggio consono al suo ruolo.
L’approvazione del piano strutturale
Tutto è partito dalla discussione in merito all’approvazione del piano strutturale. È stato l’assessore Fabrizio Rossi a presentare il punto all’ordine del giorno, senza tralasciare stoccate nei confronti della Regione Toscana, tacciata di aver rallentato la realizzazione del piano.

«Sarebbe il caso di fare qualche annotazione alla Regione Toscana – ha detto Rossi – visto che si insedierà una nuova giunta, sulla legge 65 e sul piano di indirizzo territoriale, perché serve avere strumenti non troppo burocratici e utilizzabili nel più breve tempo possibile dai comuni. Così da fare le schede di trasformazione e i vari interventi. È necessario che non vi sia la mano pesante, la tagliola, quando questi strumenti vanno nelle mani della Regione, come previsto dal piano di indirizzo territoriale, e tornino totalmente tagliati, sforbiciati. Vogliamo crescere e dobbiamo essere pronti, puntuali e determinati».
Parole che non sono passate inosservate: «La Regione non è una tagliola – ha sottolineato il consigliere Pd Stefano Rosini – Il territorio è un bene comune e non una risorsa da consumare. La Regione contrasta il consumo di nuovo suolo promuovendo il riuso dell’esistente».
Una questione politica

«Avete impiegato cinque anni per presentare questo piano – ha aggiunto il consigliere comunale Davide Bartolini, Pd – Avete aumentato le cubature in maniera importante, in aggiunta avete individuato nuove aree da lottizzare, e rinnovato aree inedificate da 30 anni. Tutto questo senza un criterio, senza una politica che facesse da sostegno. Mi auguro che questo piano vada in revisione per il prossimo mandato, perché è ormai vetusto e privo di obiettivi e non ha più significato».
Ed è proprio sulle parole del consigliere Bartolini che si è agganciata la polemica del consigliere Vasellini.
«Voi avete la sensazione che noi non riusciremo ad approvare per tempo il piano operativo, noi invece abbiamo la sensazione che non riuscirete a vincere il Comune per le prossime elezioni e vi schiacceremo come abbiamo fatto due volte». Ed ha aggiunto: «La regione intende esercitare un controllo politico per limitare lo sviluppo di un Comune di centrodestra. È un utilizzo surrettizio degli strumenti tecnici». Poi il “me ne frego”, rivolto alla consigliera dem Gabriella Capone.




