Matteini, da Gavorrano agli Usa con la nazionale di footgolf Skip to content

Matteini, da Gavorrano agli Usa con la nazionale di footgolf

Ha smesso di giocare a calcio a 40 anni, ma il pallone gli è rimasto attaccato ai piedi e ora lo manda in buca nei campi da golf. Ed è così bravo da vestire la maglia azzurra
Paolo Matteini
Paolo Matteini

GROSSETO. Quando ti chiami Paolo Matteini, tuo zio Mario è stato l’indimenticabile presidente del Gavorrano e da anni lavori al Pelagone Golf club, è del tutto naturale che ad un certo punto ti possa innamorare del footgolf. Uno sport che miscela la magia del calcio a quella, appunto, del golf.

Ancora. Quando le tue doti calcistiche sono naturalmente buone e il golf si prende una bella fetta del tuo entusiasmo, ecco che nasce una maglia azzurra, quella della nazionale.

Con la nazionale, ai mondiali negli Stati Uniti

Così Paolo Matteini si tiene stretta la convocazione ed è in procinto di partire per gli Stati Uniti. Precisamente per Orlando, dove dal 27 maggio al 6 giugno difenderà i colori dell’Italia partecipando alla quarta edizione del mondiale di footgolf.

«Ho lasciato il calcio a 40 anni, dopo aver girato praticamente tutta la provincia indossando le maglie di Follonica, Massa Marittima, Gavorrano, Argentario e molte altre. Quindi ho conosciuto gli amatori della Uisp. Giocavo in cabina di regia, il piede migliore era, ed è, il mancino», racconta Matteini.

«Frequentando per lavoro i prati del golf, mi sono incuriosito quando ho visto alcune persone giocare con un regolamentare pallone da calcio. Mi sono subito appassionato a questo nuovo modo di fare golf. Adesso ho la casa piena di trofei, coppe, riconoscimenti e tanto altro», racconta.

Le regole sono del golf

Matteini parla con passione del suo nuovo amore. «Le regole sono quelle del golf, al posto della mazza si usano i piedi cercando la stessa precisione e potenza di tiro – spiega – tenendo sotto controllo la morfologia del terreno. Sono importanti, per esempio, i pendii, le inclinazioni. Gli obiettivi sono le buche, vanno da 9 a 18, di 50 centimetri circa da centrare usando meno tiri possibili. La concentrazione è vitale».

E ora che è arrivata la convocazione in nazionale, si corona un percorso costellato di successi e gratificazioni. «Vado a Orlando per prendermi quello che viene, fare una bellissima esperienza con il sorriso e il batticuore di giocare per l’Italia. Inoltre, sono felice che questo sport si stia espandendo raggiungendo personaggi come Totti, Fuser e tanti altri grandi calciatori», conclude.

Autore

  • Giancarlo Mallarini

    Collaboratore di MaremmaOggi. Ho viaggiato sulla carta stampata, ho parlato alla radio e alla televisione. Ora ho la fortuna e il privilegio di scrivere online su maremmaoggi.net. Come lavagna uso il cielo. Maremma Oggi il giornale on line della Maremma Toscana - #UniciComeLaMaremma

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