CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. C’è un filo che attraversa i secoli e unisce Antigone a don Lorenzo Milani, Gandhi a Martin Luther King, fino alle donne e agli uomini che oggi scelgono di disobbedire quando obbedire significa accettare ciò che ritengono ingiusto.
È il filo seguito da Mario Lancisi nel suo libro La ribellione è una virtù. Storie, avventure e ritratti di disobbedienza civile, che sarà presentato venerdì 11 settembre alle 18.30 alla biblioteca di Castiglione della Pescaia, nell’ambito del Salotto di Italo Calvino.
A dialogare con l’autore sarà il giornalista Flavio Fusi.
Il libro nasce per i 60 anni dal processo a don Milani per obiezione di coscienza. Fra i tanti personaggi del libro c’è un capitolo dedicato a don Ciotti che, da ragazzo, ha abitato a Grosseto.
Da Antigone alla disobbedienza civile dei nostri giorni
Il viaggio proposto da Lancisi parte molto lontano, dall’Antigone di Sofocle e da uno dei conflitti più antichi e ancora attuali: quello tra la legge dello Stato e la coscienza individuale.
Creonte, re di Tebe, vieta la sepoltura di Polinice, considerato un traditore. Antigone decide di sfidare quel decreto per dare sepoltura al fratello, scegliendo di rispondere a una legge morale che considera superiore a quella imposta dal sovrano.
È proprio da quella frattura tra legalità e giustizia, obbedienza e coscienza, che prende le mosse il libro.
Perché la domanda posta più di duemila anni fa dalla tragedia di Sofocle resta aperta: fino a che punto è giusto obbedire a una legge che si ritiene ingiusta?
Da don Milani: l’obbedienza non è più una virtù
Uno dei riferimenti fondamentali del volume è don Lorenzo Milani. Nel 1965 il priore di Barbiana scrisse L’obbedienza non è più una virtù, testo destinato a diventare uno dei punti di riferimento del pacifismo italiano e della battaglia per l’obiezione di coscienza.
Lancisi riparte idealmente proprio da lì, rovesciando la prospettiva nel titolo del suo libro: la ribellione è una virtù.
Una ribellione che non coincide con il semplice rifiuto delle regole. Al centro del racconto c’è piuttosto una disobbedienza consapevole, capace di trasformarsi in proposta e di aprire strade nuove.
«La disobbedienza non è mero ribellismo – si legge nell’introduzione – ma si esprime in istanze costruttive e creative. È il seme del progresso della società e dell’umanità».
Le storie di chi ha scelto di ribellarsi
Accanto ai grandi disobbedienti della storia, da Gandhi a Martin Luther King, Lancisi racconta uomini e donne del nostro tempo che hanno scelto di opporsi a sistemi sociali, economici o politici considerati ingiusti.
Il viaggio attraversa alcuni dei grandi temi contemporanei: immigrazione e accoglienza, salvataggi in mare, sfruttamento del lavoro agricolo, fine vita, lotta alle mafie, patriarcato, corruzione, diritti e nuovi modelli economici.
Ci sono le esperienze di Vicofaro e di don Massimo Biancalani, il soccorso dei migranti nel Mediterraneo, la lotta al caporalato e quella dei lavoratori della Gkn. Ci sono le battaglie contro la mafia e la corruzione, quelle per i diritti delle donne e le esperienze di chi prova a immaginare un’economia e perfino un calcio differenti.
Tra le vicende raccontate anche quella dell’Eternit, con la lunga battaglia contro le conseguenze dell’amianto, e le storie di protagonisti della difesa dei diritti e dell’impegno civile come don Luigi Ciotti, Moni Ovadia e Tomaso Montanari.
«Essere vivi e ribelli»
A sintetizzare il senso del libro è una frase di don Milani ricordata nell’introduzione. Il priore di Barbiana immaginava il giorno in cui l’allievo sarebbe stato capace di superare il maestro, con una scuola «felice soltanto che il suo figliolo sia vivo e ribelle».
Essere vivi e ribelli diventa così la chiave di lettura dell’intero viaggio di Lancisi.
Non la ribellione fine a se stessa, ma il coraggio del no quando quel no può diventare l’inizio di qualcosa di diverso. Un tema che attraversa la storia e arriva direttamente dentro le grandi questioni del presente.
Di questo Mario Lancisi parlerà con Flavio Fusi venerdì 11 settembre alle 18.30 nella biblioteca di Castiglione della Pescaia, nell’appuntamento organizzato nell’ambito del Salotto di Italo Calvino.





