Manciano caos, Bruni fa un gruppo suo. E Galli risponde al Pd | MaremmaOggi Skip to content

Manciano caos, Bruni fa un gruppo suo. E Galli risponde al Pd

L’ex vicesindaca Bruni esprime il suo rammarico e costituisce un gruppo autonomo. Marco Galli al Pd: «Fate solo giochi sporchi»
Valeria Bruni, ex vicesindaca di Manciano e Marco Galli, ex sindaco Pd, ora in maggioranza con Morini
Valeria Bruni, ex vicesindaca di Manciano e Marco Galli, ex sindaco Pd, ora in maggioranza con Morini

MANCIANO. Chissà se gli Aldobrandeschi, e poi gli Orsini, che hanno governato a lungo Manciano, staranno divertendosi a vedere il caos che regna in quello che era il loro paese. Una vicesindaca super votata esclusa dalla giunta, le accuse del Pd, prima a lei poi a Marco Galli, ex sindaco proprio del Pd, poi le repliche della maggioranza. 

Le prossime amministrative sono nel 2027, ma il clima è parecchio spumeggiante, diciamo così, visto che siamo sotto alle feste.

Intanto Valeria Bruni ha deciso di costituire un gruppo autonomo, chiamato “Cittadini protagonisti“. In sostanza sarà in consiglio, slegata da maggioranza e minoranza, libera di votare ogni provvedimento in base alle proprie convinzioni. Lei dice «votando in linea con il mandato originario», quindi, al momento, non pare in rottura completa con la giunta di cui faceva parte. Ma da qui al 2027 può succedere di tutto.

E, in questo contesto, ecco la risposta di Marco Galli al Pd, che lo ha chiamato in causa, accusandolo di tenere il piede in due staffe, attraverso una chat condivisa con i dirigenti provinciali del Pd.

Bruni: «Rammaricata con la maggioranza, creo un gruppo autonomo»

Questa la nota di Valeria Bruni.

«Egregio signor sindaco, rispettabili assessori e consiglieri di maggioranza e minoranza – scrive l’ex vicesindaca -, di fronte agli avvenimenti recenti, non posso che esprimere il mio rammarico per i comportamenti manifestati da ciascuno di voi».

«Una minoranza che insinua che io abbia simulato un malore per opportunismo, nonostante un accesso in pronto soccorso e dichiarazioni sui rapporti inesistenti tra me e loro.

«Una maggioranza che, sin dalle 10.40 di mattina, era consapevole dei miei problemi di salute e che non giustifica la mia assenza pur di perseguire il proprio interesse, culminando con la revoca delle mie deleghe da parte del sindaco».

«In passato, avevo chiesto al sindaco di poter parlare senza ricevere alcuna risposta; mesi di voci sulla mia permanenza in maggioranza circolavano, accompagnate da offese e bugie».

«Nonostante le difficoltà familiari nel 2023, ho continuato a dedicare tempo e passione al mio incarico amministrativo, contribuendo al bene comune senza discriminare colore politico, razza o religione».

«Purtroppo, le circostanze hanno limitato il tempo che potevo dedicare al mandato, ma non ho mai smesso di partecipare con passione, dedizione, rispetto e amore. Ho svolto ogni delega, cercando spesso di aiutare colleghi assenti nel rispetto dei ruoli».

Bruni: «Non ho tradito la maggioranza»

«Non posso affermare di essere stata perfetta, ma non ho tradito la maggioranza o gli indirizzi del gruppo cui ho creduto, compreso il Sindaco, considerato quasi un fratello.

«Il secondo mandato Morini è iniziato male, con rimproveri sui voti presi, diverbi su metodi e rapporti, e isolamento. Le difficoltà familiari hanno reso tutto più complesso, ma la volontà di alcuni ha prevalso».

«Dopo un consiglio cui non ho partecipato, mi è stato richiesto di tutto senza concedere tempo per le verifiche. Non c’era spazio per aspettare, e l’ostacolo principale doveva essere rimosso».

«Il sindaco ha revocato la fiducia a me riposta senza motivazioni valide. A luglio, in ospedale, mi è stato chiesto di partecipare a un consiglio senza considerare le diverse circostanze».

«Nonostante tutto, non provo rancore né desiderio di vendetta. Rimarrò consigliere comunale indipendente, costituendo il gruppo “Cittadini protagonisti” e votando in linea con il mandato originario».

«Chiedo di essere inclusa in tutte le commissioni, come previsto. La mia delusione è umana, non politica, e spero che i cittadini valutino con obiettività».

«Auguro buon lavoro a tutti, nella speranza che gli interessi siano collettivi e non di pochi».

Marco Galli: «La minoranza sa solo gettare fango, farebbe meglio a guardare in casa propria e ad accettare la sconfitta»

Anche Marco Galli replica al Pd.

«È quasi spassoso, se non fosse per le accuse personali denigratorie, leggere ed ascoltare le dichiarazione del Pd di Manciano che, trovandosi in evidente difficoltà, scarica sulla maggioranza i suoi scivoloni».

«Come ho già detto, e sfido chiunque a dimostrare il contrario, io non ho rapporti politici con il Pd, è chiaro che restano delle amicizie che vanno aldilà dello schieramento politico ma non credo che per questo si possa dire che “tengo il piede in due staffe” e chiedere le mie dimissioni. È ridicolo».

«Mi permetto però di suggerire al Pd di Manciano alcune riflessioni. Prima di tutto sarebbe meglio che la minoranza guardasse in casa propria: chi ha divulgato quelle chat forse non è poi così attaccato al suo partito? Perché, visto che si ostinano a dire che abbiamo rapporti con il Pd provinciale, non parlano direttamente coi loro dirigenti? Perché chiedono conto a noi di rapporti, che ribadisco, non abbiamo? Non dialogano con i loro vertici? Il Pd di Manciano è slegato dalla rete provinciale?»

«Entrando nel merito, quelle chat hanno ribadito ciò che loro stessi hanno dichiarato nel corso del penultimo consiglio comunale in merito alla questione dell’ex vicesindaco, quindi dove sta il problema? Prima si lancia il sasso e poi si toglie la mano? Lo sottolineo di nuovo: le foto delle chat non sono arrivate a me, perché mi tirano in ballo?»

«Il Pd di Manciano sta perdendo credibilità e cerca di trascinare nel fango chi sta negli scranni opposti. Giochi sporchi, giochi di potere, chiacchiere sotto banco, uscite al fulmicotone sulla stampa: non capisce, il Pd di Manciano, che i mancianesi sono stanchi del suo modus operandi? Eppure la conferma l’ha avuta dai risultati delle scorse amministrative».

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