GROSSETO. Era stato rinchiuso nel carcere di Massa Marittima per scontare una condanna definitiva per maltrattamenti in famiglia. Era già finito nei guai per spaccio, furto aggravato e porto d’armi.
Ma questo non lo aveva trattenuto dal picchiare e insultare la moglie e la loro figlia piccola. Per questo, oltre che di maltrattamenti in famiglia aveva dovuto rispondere anche di lesioni aggravate.
I poliziotti della questura lo hanno accompagnato alla frontiera: l’uomo, che ha 31 anni, è rientrato in Tunisia.
Non può avvicinarsi a moglie e figlia, torna a casa
Il 31enne tunisino era stato sottoposto dal giudice alla misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento a moglie e figlia. Ma anche il provvedimento del tribunale era servito a fermarlo: spesso era tornato a casa e lì era rimasto fino all’intervento della polizia.
Condannato, con rito abbreviato, a 2 anni e 8 mesi di reclusione, è stato disposto il rimpatrio del trentunenne. L’udienza di convalida, durante la quale non sono mancati momenti di tensione, è stata celebrata nel carcere di Massa Marittima. Il giudice di pace ha convalidato il provvedimento, contestando al trentunenne proprio la violenza che scatenava nei confronti di moglie e figlia.
Qualche giorno fa l’uomo è stato accompagnato dai poliziotti dell’Ufficio immigrazione su un volo con destinazione Tunisi, così come disposto dal questore Claudio Ciccimarra su disposizione della prefetta Paola Berardino.
Altre tre espulsioni in una settimana
Nell’ultima settimana la polizia ha sorpreso e rimpatriato altre tre persone: un 21enne tunisino condannato per spaccio, un algerino di 28 anni, responsabile di reati di furto con destrezza e un nigeriano di 26 anni, tutti irregolari sul territorio nazionale.



