GROSSETO. «Lo avevamo annunciato settimane fa. E purtroppo è successo». Dopo l’ennesima giornata difficile per chi viaggia sulla linea ferroviaria Tirrenica, il Comitato pendolari Roma-Grosseto torna a puntare il dito contro Regione Toscana, RFI e Trenitalia, sostenendo che quanto accaduto domenica 6 luglio era ampiamente prevedibile.
Una presa di posizione che arriva dopo i ritardi fino a 80 minuti e le cancellazioni che hanno interessato Alta Velocità, Intercity e treni Regionali lungo la direttrice Pisa-Grosseto-Roma, aggravando una situazione che era già motivo di forte preoccupazione tra pendolari e amministratori locali.
Una previsione trasformata in realtà
Il Comitato ricorda di aver più volte evidenziato i rischi derivanti dalla contemporanea presenza dei cantieri sulla costa tirrenica e dei lavori nel nodo ferroviario di Firenze.
Secondo i pendolari, la giornata del 6 luglio ha dimostrato che il sistema ferroviario non riesce a sostenere questo livello di traffico.
«Oggi la linea Tirrenica ha mostrato esattamente ciò che avevamo previsto e annunciato da settimane: se ai cantieri già presenti sulla costa si sommano i lavori di Ponte al Pino, il sistema non regge. Non è polemica, è cronaca», scrive il Comitato.
Ritardi e cancellazioni sulla Pisa-Roma
L’inconveniente tecnico registrato nei pressi di Follonica ha provocato una lunga serie di disagi.
Secondo quanto ricorda il Comitato, i ritardi hanno raggiunto gli 80 minuti per alcuni convogli di Alta Velocità, Intercity e Regionali.
Tra i casi segnalati figurano:
- il Regionale 4132 Roma Ostiense-Pisa, arrivato con circa 70 minuti di ritardo;
- il Regionale 19410 Grosseto-Pisa, cancellato nella tratta compresa tra Campiglia Marittima e Pisa.
Nel pomeriggio si sono poi aggiunti ulteriori rallentamenti sulla linea tra Santa Severa e Ladispoli, peggiorando ulteriormente la situazione.
La protesta: «A pagare sono sempre i pendolari»
Per il Comitato il problema non riguarda soltanto il singolo guasto, ma la gestione complessiva della rete.
Con il nodo ferroviario di Firenze interessato da importanti lavori, una parte consistente del traffico ferroviario nazionale viene infatti deviata sulla costa.
«La Tirrenica oggi è sembrata una corsia d’emergenza nazionale: basta un inconveniente e si blocca tutto», spiegano i pendolari.
La preoccupazione principale riguarda ancora una volta i treni regionali, che, secondo il Comitato, finiscono per essere penalizzati per garantire la circolazione dei convogli a lunga percorrenza.
L’associazione torna ora a ribadire che quanto accaduto rappresenta la conferma di quei timori.
«Non si può dire che non ve lo abbiamo detto prima», si legge nella nota.
Il richiamo anche alla sicurezza dell’Aurelia
Il documento richiama anche un altro tema molto sentito in Maremma: quello della strada statale Aurelia.
Secondo il Comitato non è possibile considerare l’auto una valida alternativa al treno.
«Tra Grosseto Sud e il confine regionale l’Aurelia non è un’alternativa sicura. È una strada che negli anni è stata segnata da incidenti anche mortali. Scaricare sui pendolari il problema ferroviario significa trasferire il disagio sulla sicurezza delle persone».
Le richieste a Regione, RFI e Trenitalia
Il Comitato conclude chiedendo interventi concreti e immediati.
Tra le proposte avanzate figurano:
- maggiore tutela dei treni regionali;
- gestione più trasparente delle precedenze tra convogli;
- informazioni tempestive ai viaggiatori;
- coincidenze garantite nelle stazioni di Campiglia Marittima, Grosseto e Orbetello;
- un piano urgente per migliorare la sicurezza dell’Aurelia.
«Oggi non è accaduto l’imprevedibile. È accaduto l’annunciato. E quando un disservizio è annunciato, non basta chiamarlo inconveniente tecnico», conclude il Comitato.



