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Lavora meno, ma la bolletta lievita di 7mila euro

Ormai l’aumento dei costi dell’energia mette a rischio molte attività. In un hotel sulle colline maremmane anche il paradosso di aver lavorato meno e di aver pagato molto di più
L’aumento dei costi dell’energia elettrica rischia di far chiudere le aziende

GROSSETO. Quello che sta succedendo a livello nazionale è sotto gli occhi di tutti: il costo dell’energia è ormai alle stelle, e tante attività rischiano la chiusura.

In un hotel sulle colline maremmane si è verificato quello che ha tutti i presupposti per essere un paradosso. La struttura ricettiva in questi mesi estivi ha fatto registrare un calo deciso delle presenze, ma la bolletta della luce è invece schizzata alle stelle. Il confronto 2021-2022 ha dell’incredibile.

Nel 2021 la struttura aveva pagato, alla data del 16 agosto, 2607,93 euro per il consumo dell’energia elettrica.

La bolletta 2021

La bolletta arrivata quest’anno, praticamente alla solita data, è di 10.088,48 euro.

La bolletta 2022

Praticamente 7400 euro di differenza.

«In queste condizioni anche solo pensare di andare avanti è difficile – ha spiegato il responsabile della struttura – e considerando gli altri costi fissi, alla luce del calo presenze, il quadro generale assume tinte poco piacevoli».

Confcommercio: «il governo deve agire il prima possibile»

Giulio Gennari, presidente Confcommercio Grosseto traccia un panorama di un problema che, come una malattia, deve essere preso per tempo prima che non sia più recuperabile: «Le aziende hanno enormi difficoltà a pagare delle bollette con importi più che raddoppiati dallo scorso anno – racconta chiaramente Gennari – Non mi sembra che la situazione del punto di vista politico e commerciale vada migliorando, c’è da immaginarsi che ne arriveranno delle altre con altrettanti aumenti. Molte aziende, in Italia, nel settore manifatturiero, hanno chiuso perché consumano troppa energia. Il governo deve intervenire prima che la situazione sia ancora più critica, sollevando le aziende dal sostenere questi costi esorbitanti»

«Per quanto riguarda la Maremma, è sì vero che le aziende del territorio hanno per lo più dimensioni medio-piccole – dice Gennari – ma questo vuol dire anche che per loro è anche più grande la difficoltà di far fronte in tempi brevi a questi tipi di aumento. Mi viene in mente un ristoratore nostro associato che ha ricevuto una bolletta elettrica di 4.200 euro, in genere pagava meno della metà. Lui cosa dovrebbe fare? Raddoppiare il prezzo dei coperti? Non può certo scaricare tutti questi oneri sui clienti».

Costi alti, consumi magri

L’aumento delle costi energetici si riflette anche sui costi della merce al dettaglio una contrazione dei consumi sembra bussare alle porte: «Dalla grande distribuzione non arrivano messaggi incoraggianti – racconta Gennari – si parla di una riduzione del numero di scontrini anche del 20%: questi aumenti tagliano fuori dal mercato una parte importante della popolazione. Quella che ha più bisogno. Il tessuto sociale rischia di sfilacciarsi. Molte persone già non si possono permettere più determinati tipi di beni e cercano di tagliare sul bilancio familiare, e se le aziende inizieranno a chiudere in maniera più massiccia, ci sarà anche tanta gente a casa senza un reddito».

Gennari assieme a tutta Confcommercio chiede un intervento dello stato che sia celere e concreto: «Altrimenti a subire le conseguenze del rincaro delle bollette – conclude – non saranno solo le imprese, ma un Paese intero».

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