GROSSETO. Entra nel vivo la settima edizione del Trame Festival al Molino Hub, sulle mura medicee a Grosseto: promosso da Clan e realizzato grazie al contributo della Fondazione Cr Firenze, con il patrocinio del Comune di Grosseto e in collaborazione con Istituzione Le Mura, Kansassiti aps, Mediateca digitale della Maremma, La Compagnia dei Cosi aps, Clorofilla Film Festival.
Tanti artisti sul palco del Molino
Ad aprire il festival saranno Amarilli Soriente, Sara Masiani, Pixa, Francesco Angioloni e Federico Pellicci a confrontarsi con il tema di quest’anno, “Abbiamo bisogno di spazio”.
Cinque ricerche differenti che entreranno fisicamente nel tessuto della città, facendo delle serrande un luogo di espressione, confronto e trasformazione. Il lavoro degli artisti si svilupperà sotto gli occhi della città per tutta la durata del festival. Non un intervento calato dall’esterno, ma un processo aperto, nel quale l’opera prende forma mentre il quartiere continua a vivere.

Trame nasce dall’idea di portare l’arte contemporanea fuori dai suoi luoghi abituali e dentro la città, creando occasioni di incontro tra artisti, pubblico e spazio urbano. Nel corso delle sue edizioni il festival ha costruito un percorso che mette in relazione linguaggi diversi e che trova nello spazio pubblico non soltanto uno scenario, ma un vero luogo di produzione culturale.
Memoria, architettura e musica ecco gli Spomenik
Alle 21, al Molino Hub, il festival propone la lecture Spomenik – I monumenti perduti della Jugoslavia di Tito, con Massimo Dolce.
Gli spomenik sono monumenti e complessi memoriali realizzati nella Jugoslavia socialista, spesso caratterizzati da forme architettoniche radicali e astratte. Pensati per lo spazio pubblico, hanno legato arte, architettura e memoria collettiva in modi ancora oggi difficili da ricondurre a un unico significato. Molti di questi luoghi, dopo la dissoluzione della Jugoslavia, sono stati abbandonati, dimenticati o hanno assunto nuovi significati.
È proprio qui che il tema di Trame incontra la storia: lo spazio non è mai neutro. Può conservare una memoria, renderla visibile oppure cancellarla. Può diventare luogo di appartenenza, di conflitto, di condivisione. Gli spomenik raccontano tutto questo attraverso la materia e l’architettura, mostrando come un luogo possa continuare a parlare anche quando il mondo che lo ha prodotto non esiste più.
Dalle architetture della memoria si passa poi alla musica con Trame di cemento, in programma dalle 21.30. Sul palco Olgha, progetto italo-polacco di dark synth pop, e Faglia, formazione post-punk/darkwave. A seguire, il dj set di YGY.dj, con una selezione goth e post-punk.
Una serata dedicata a sonorità scure, elettroniche e alternative, che porta a Trame una scena musicale lontana dai circuiti più consueti e apre Molino Hub a un immaginario sonoro internazionale e underground.




