GROSSETO. Alla fine non è stato soltanto uno degli errori che ha commesso quando è stato fermato dalla polizia in un centro commerciale in città. Ma la suocera, a dire ai poliziotti delle volanti che il ragazzo di 29 anni di origini tunisine che avevano appena fermato con alcune dosi di cocaina in bocca, abitava proprio in quell’appartamento.
Permettendo quindi agli agenti di trovare altri 30 grammi di sostanza stupefacente, un bilancino di precisione, più di 2mila euro e materiale per il confezionamento delle dosi.
Per questo il ragazzo, è finito in manette dopo un pomeriggio da film che si è chiuso con una perquisizione piena di sorprese.
La fuga e la cocaina in bocca
Tutto è cominciato giovedì 17 ottobre, verso le 14.50, quando una volante della polizia lo ha notato nei pressi del centro commerciale “Gorarella”.
Alla vista degli agenti, il 29enne ha cercato di allontanarsi. Ma i poliziotti lo hanno raggiunto e bloccato.
Quando gli hanno chiesto i documenti, il giovane non ha nemmeno risposto: teneva la bocca serrata. Aveva tre dosi che non voleva far vedere. Ma quando si è accorto di essere stato scoperto, le ha sputate per terra. Erano tre involucri termosaldati. Dentro, polvere bianca.
Cocaina, come confermato dai test.
La chiave che lo tradisce
Durante il controllo, dalle tasche è spuntato un mazzo di chiavi. Il giovane, che continuava a dire di non avere un posto dove vivere, è stato tradito da quel mazzo di chiavi, che apriva perfettamente il portone di un palazzo in città, poco lontano dal centro commerciale. E la porta di un appartamento al secondo piano.
Gli agenti sono saliti. A casa c’era solo la suocera, che – senza troppi giri di parole – ha subito vuotato il sacco: sì, conosceva il 29enne perché era il fidanzato della figlia viveva in quell’appartamento dall’aprile scorso.
Una collaborazione spontanea, che ha indirizzato i poliziotti dritti verso la camera dove l’uomo teneva le sue cose.
La scoperta: droga e contanti
Dentro i mobili usati da Briki c’era di tutto.
Diciassette involucri di cellophane pieni di cocaina, un panetto di hashish, un bilancino di precisione, rotoli di pellicola per confezionare le dosi e – soprattutto – oltre 2.015 euro in contanti in banconote di vario taglio.
In totale, 33 grammi di droga tra cocaina e hashish.
Una quantità che, per gli investigatori, lascia pochi dubbi: non era per uso personale.
I precedenti e la decisione del giudice
Dagli accertamenti è emerso che il giovane tunisino non era nuovo a situazioni simili: a febbraio, a Orbetello, era già stato arrestato con otto dosi di cocaina e cinque grammi di hashish.
Aveva ottenuto la sospensione condizionale della pena.
Sabato 18 ottobre, in tribunale a Grosseto, davanti al giudice Marco Bilisari, si è tenuta la convalida dell’arresto e la direttissima.
Vista la gravità dei fatti e la recidiva, il giudice ha deciso: il 29enne resta in carcere, su richiesta del sostituto procuratore Mauro Lavra.
L’avvocato farà ricorso
Difeso dall’avvocato Giulio Parenti del Foro di Pisa, il legale ha annunciato che presenterà appello al Tribunale del Riesame per chiedere la scarcerazione.
Ma per ora, per il 29enne tunisino, le porte del carcere restano chiuse.




