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«La pietra d’inciampo è abusiva»

La commemorazione di Gigliola Finzi a Roccastrada diventa un caso: l’opera d’arte non è stata realizzata da Gunter Demnig ma da un fabbro del borgo. Sarà messa in una teca all’ingresso del teatro
La pietra d’inciampo dedicata a Gigliola Finzi

ROCCASTRADA. La pietra d’inciampo dedicata a Gigliola Finzi è abusiva. E non potrà quindi essere installata nel corso Roma, dov’era prevista, lunedì 19 febbraio, la posa. Perché è stata realizzata da un fabbro locale, su indicazione dei Roccastradini nel mondo e non dall’artista tedesco Gunter Demnig, che ha lanciato, anni fa, questa iniziativa. 

Il caso è esploso nel corso di una riunione che si è svolta in Municipio, dove il sindaco Francesco Limatola, ha sollevato la questione. La posa delle pietre d’inciampo, nel mondo, deve seguire un iter ben preciso che prevede la registrazione dell’opera d’arte. Cosa, questa, che non sarebbe avvenuta per quella dedicata alla piccola Gigliola, morta a soli tre mesi nel campo di concentramento di Auschwitz

Pietra d’inciampo abusiva, scoppia la polemica

A sollevare un polverone, nel corso di una riunione in Comune, è stato Mario Amerini, segretario del gruppo Roccastradini nel mondo, che ha organizzato la celebrazione in ricordo della bambina vittima dei soldati nazisti. 

«La pietra è stata realizzata grazie a una sottoscrizione popolare e nel 2020, 4 anni fa – racconta Amerini – Al sindaco avevamo chiesto una prima riunione, ma che non è mai stata convocata. L’8 novembre 2023, 3 mesi fa, ho inviato una Pec al sindaco, per organizzare un incontro con le scuole che volevano partecipare. L’incontro c’è stato e abbiamo deciso che gli amministratori avrebbero partecipato a livello personale, senza simboli e gonfaloni». 

All’inizio di febbraio, gli amministratori del gruppo hanno ricevuto l’ok alla posa della pietra. «Poi però il sindaco ha fatto dietrofront – dice Amerini – Ci ha informati che ha ricevuto lagnanze da Anpi, dalla comunità ebraica di Livorno, dall’Isgrec di Grosseto e dal museo dei deportati di Prato e, dulcis in fundo, da Gunter Demnig».

Amerini non ha chiesto l’autorizzazione all’artista, credendo che, su un fatto di questa rilevanza, il plagio di opere d’arte non esistesse. 

La pietra d’inciampo abusiva nella teca del teatro

Amerini ha quindi consegnato la pietra alla scuola di Roccastrada, che l’ha deposta in cassaforte in attesa del da farsi. La cerimonia, lunedì 19 febbraio, si svolgerà come da programma. «Con il presidente dell’associazione Roccastradini nel mondo – spiega il sindaco Limatola – siamo d’accordo che quella pietra d’inciampo verrà esposta in una teca all’ingresso del teatro

«Le pietre d’ inciampo sono una vera e propria “opera d’arte diffusa” ideata dall’artista tedesco Gunter Demnig, su cui vige la proprietà intellettuale, il signore in questione ha organizzato l’iniziativa di installazione di quello che lui chiama pietra di inciampo non chiedendo alcuna autorizzazione all’autore – spiega il sindaco di Roccastrada – Ricordo che come opera d’arte è tutelata e non è ammesso il “plagio” come quello che lui avrebbe voluto fare calpestando regole, norme e buon senso».

 

 

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