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La piccola Russia, la Gavorrano operaia, trionfa a Torino

Il documentario cinematografico girato da Maurizio Orlandi “La piccola Russia” ha vinto il 1° premio del Festival del Cinema Glocal di Torino
Una foto storica della casa del popolo di Gavorrano
Una foto storica della casa del popolo di Gavorrano

GAVORRANO. Il documentario cinematografico girato da Maurizio Orlandi “La piccola Russia” ha vinto il 1° premio del Festival del Cinema Glocal di Torino, festival sulla produzione cinematografica piemontese secondo solo al “Torino Film Festival”.

La locandina del documentario di Orlandi

La notizia è arrivata in paese nella tarda serata di domenica 24 marzo e a darla è stato proprio il regista. L’euforia è alle stelle e già si parla del 3 maggio come la data in cui il documentario sarà proiettato alla Casa del Popolo del Bagno, evento organizzato dall’associazione “Arci in Progress”.

La Gavorrano operaia

Prodotto dalla Cooperativa Filmrouge di Torino che fa capo ad Angelo Santovito, il lavoro di Orlandi è nato sia dal sentimento che lo lega al mondo minerario (il padre era un impiegato della Montecatini-Montedison), sia dai filmati originali girati, a partire dagli anni settanta, dall’allora giovanissimo Mauro Giusti durante gli eventi di una Gavorrano operaia.

Due persone quindi con il sangue maremmano, che hanno vissuto le realtà dei piccoli centri delle Colline Metallifere, quando erano le miniere che dettavano il come e il perché nelle vite della maggior parte degli uomini e delle donne che hanno vissuto quel periodo.

Maurizio Orlandi è infatti originario del Bagno di Gavorrano anche se ha vissuto per alcuni anni a Niccioleta e poi a Boccheggiano, prima che suo padre fosse trasferito a Torino dove finì per stabilirsi.

La collaborazione con Mauro Giusti

Lo stesso vale per Mauro Giusti anche lui nato a Bagno, padre minatore e la passione per le riprese in super8. Anche qui le miniere, la Montedison, la classe operaia, il partito e le lotte per la giustizia sociale.

Nel frattempo Giusti scrisse il libro “I ricordi di un ragazzo del palazzo di mezzo”, che racconta la storia vissuta di coloro che nella piccola frazione del grossetano, si dedicarono alla politica intesa come divulgazione e crescita di quegli ideali che, secondo loro, avrebbero fatto del mondo un posto più giusto dove vivere. Ognuno come e dove poteva: dai dibattiti nelle riunioni del partito oppure nelle giornate concluse al bar, fino all’organizzazione delle Feste dell’Unità per le quali le donne prestavano la loro manodopera in cucina.

La piccola Russia racconta un’epoca

Il titolo del documentario, La piccola Russia, è esplicativo di un’epoca, quella in cui la percentuale di iscritti al Partito Comunista era tale da non porsi nemmeno la domanda di chi avrebbe vinto le successive elezioni e scelto perché “così venivano chiamate molte delle località del territorio sviluppatesi intorno all’attività mineraria”.

Orlandi, con il suo documentario e grazie al prezioso materiale video che gli ha messo a disposizione l’amico Mauro, ha raccontato la giornata dell’inaugurazione della Casa del Popolo di Bagno, costruita interamente con il contributo dei minatori e della comunità, divenuta (forse anche per questo) il punto di riferimento di diverse generazioni per quasi mezzo secolo.

Una scena da La piccola Russia
Una scena da La piccola Russia

La piccola comunità gavorranese

Ieri e oggi, passato e presente si rincorrono nella pellicola di Maurizio Orlandi parlando della piccola comunità gavorranese dove un ruolo, solo apparentemente secondario, lo hanno invece avuto le donne la cui opinione era fondamentale per la famiglia come per la società. Secondo il regista, esse «hanno avuto un ruolo importantissimo in un periodo in cui la gente si sentiva protagonista della vita sociale in tutte le sue espressioni e dove la dimensione privata coincideva quasi naturalmente con quella collettiva».

Ma parlare di quella giornata, viverla guardando le persone e la gioia di quel giorno riprese da una piccola cinepresa, ascoltare il comizio di Pietro Ingrao arrivato per l’occasione da Roma, è anche parlare di quello che Bagno è diventata oggi. Ieri e oggi, passato e presente, e questa è la sua storia.

«Vorrei ringraziare di cuore – dice il regista Maurizio Orlandi – il Parco Nazionale delle Colline Metallifere, Federico Santini che si è occupato delle riprese, Dario Canal e Gabriele Bernabò per la colonna sonora, la Cgil Spi di Grosseto, Cgil Spi di Torino, l’associazione La Quercia di Grosseto, il Comune di Gavorrano, Università di Torino, Circoscrizione VII di Torino, Centro Servizi culturali Cagliari e casa di produzione Larione10. E naturalmente i gavorranesi, di ieri e di oggi».

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