GROSSETO. Ci sono luoghi che tutti credono di conoscere e che invece riescono ancora a sorprendere. È quello che accade guardando “La Fiumara di San Leopoldo”, il documentario realizzato dal grossetano Simone Galli, che attraverso immagini spettacolari e una narrazione coinvolgente accompagna lo spettatore alla scoperta di uno degli angoli più affascinanti e meno raccontati della costa maremmana.
Un’opera nata dalla passione per il territorio, per la natura e per le riprese video, che ha saputo emozionare il pubblico fino a strappare applausi e lacrime durante la prima proiezione.
La Fiumara di San Leopoldo raccontata dall’alto e da terra
Da anni Simone Galli è conosciuto in Maremma per le produzioni video realizzate con BobGas Tv, tra palii marinari, il Palio dei Ciuchi e numerosi eventi del territorio.
Questa volta, però, ha scelto di dedicarsi a un progetto diverso: un documentario capace di raccontare l’anima della Fiumara di San Leopoldo, il canale emissario scavato nel 1828 per volontà del granduca Leopoldo II di Lorena durante le opere di bonifica dell’ex lago Prile.
Oggi il tratto finale della Fiumara attraversa la splendida pineta costiera di Marina di Grosseto e costeggia l’Oasi San Felice, area naturalistica affiliata al Wwf.
Il risultato è un racconto visivo che mostra prospettive inedite di un luogo conosciuto da molti ma osservato raramente con questo livello di profondità.
La Fiumara di San Leopoldo
«Non volevo una cartolina turistica»
Per Simone Galli il documentario nasce prima di tutto da una necessità personale.
«La Fiumara di San Leopoldo nasce da una mia passione, da un’esigenza intima. Non volevo fare una cartolina turistica, ma intrappolare nei pixel l’anima più selvaggia e silenziosa della nostra terra», racconta.

L’obiettivo era creare un linguaggio visivo capace di unire le riprese tradizionali a quelle realizzate con il drone in un unico flusso narrativo.
«Volevo che le immagini da terra e quelle in volo si incatenassero tra loro seguendo il respiro profondo e ancestrale della Maremma», spiega.
Un lavoro di squadra nato dalla passione
Dietro il documentario c’è il lavoro di un gruppo di amici e collaboratori che hanno condiviso la stessa visione.
«È stata un’unione di forze, di passioni e di professionisti nati sul campo. Una vera squadra che ha creduto in questo progetto», dice Galli.
L’obiettivo era coinvolgere completamente lo spettatore, trascinandolo dentro l’atmosfera della Fiumara senza concedergli distrazioni.
Un risultato ottenuto attraverso mesi di lavoro, ricerca e cura maniacale dei dettagli.
Le notti davanti al computer e il segreto del documentario
C’è un particolare che racconta bene quanto questo progetto sia stato vissuto intensamente dal suo autore.
Gran parte del montaggio è stata realizzata nelle ore più silenziose della notte.
«Ho lavorato su DaVinci dalle due alle cinque e mezzo del mattino, in totale isolamento. È in quelle ore che la tecnologia scompare e restano soltanto la mente, il respiro e le immagini», racconta.
Secondo Galli è proprio in quel silenzio assoluto che sono nati il ritmo, il chiaroscuro e l’identità stessa del documentario.
La prima proiezione e l’emozione del pubblico
La risposta del pubblico ha superato ogni aspettativa.
Alla sala polivalente, durante la prima visione, il documentario ha suscitato una forte partecipazione emotiva.
«Vedere le persone piangere quando si sono riaccese le luci, dopo oltre un minuto di applausi a scena aperta, è stata la conferma che quel respiro notturno era arrivato dritto al cuore della gente», racconta Galli.
Un riconoscimento che per l’autore vale più di qualsiasi premio.

Il cast e la squadra che ha dato vita al progetto
La regia e le riprese da terra sono firmate da Simone Galli, affiancato da Piero Stelli e Luca Rosati per le spettacolari riprese aeree con il drone e il supporto logistico.
La narrazione è stata scritta da Elga Ermini, che ha curato anche la parte vocale insieme a Tiberio Crea alla chitarra.
Nel documentario compaiono inoltre Martina Catani con il cavallo maremmano M. Fiamma Seconda, i pescatori Adriano Bertini e Roberto Ciri, il fotografo naturalista Marco Brandi e il Gruppo Runners Marina di Grosseto.
Un ringraziamento speciale è stato rivolto alle Pro Loco di Marina di Grosseto e Principina a Mare, che hanno sostenuto il progetto sin dall’inizio.
Un omaggio alla Maremma più autentica
Più che un semplice documentario, La Fiumara di San Leopoldo è un viaggio dentro la Maremma meno conosciuta, quella fatta di silenzi, acqua, natura e tradizioni.
Un racconto che dimostra come, anche nei luoghi che attraversiamo ogni giorno, possano nascondersi storie e bellezze capaci di emozionare e sorprendere.
E forse è proprio questo il segreto del lavoro di Simone Galli: aver mostrato a tutti una Maremma che pensavano di conoscere, ma che non avevano mai visto davvero.








