«La gente è stufa di contare le vittime»: l’Aurelia torna al centro | MaremmaOggi Skip to content

«La gente è stufa di contare le vittime»: l’Aurelia torna al centro

La manifestazione si è tenuta a Capalbio, l’obiettivo è quello di sbloccare la Tirrenica. L’appello unitario arriva anche dalla politica
Corridoio tirrenico
Le figure istituzionali presenti alla maniferstazione

CAPALBIO. È stata una manifestazione partecipata e trasversale quella andata in scena oggi, venerdì 17 aprile, per chiedere il rilancio del corridoio tirrenico, un’infrastruttura attesa da anni e considerata strategica per lo sviluppo della costa toscana.

In piazza, accanto ai cittadini, numerosi esponenti politici e istituzionali, a testimonianza di una mobilitazione che supera gli schieramenti. Tra i presenti anche il presidente della Provincia di Grosseto Francesco Limatola, il vice Valentino Bisconti, insieme all’onorevole Fabrizio Rossi, Luca Minucci, consigliere regionale, con loro tanti sindaci del territorio, tra cui il sindaco di Capalbio Gianfranco Chelini e Arturo Cerulli, affiancati da numerosi altri amministratori. Tante le associazioni di categoria presenti.

La politica: «Ora è il momento di fare»

Dai rappresentanti istituzionali è arrivato un messaggio chiaro: serve uno scatto decisivo. Più che un semplice auspicio, quello emerso è stato un impegno concreto affinché l’opera venga finalmente sbloccata.

«Il corridoio tirrenico non è più rinviabile: qui si parla di sicurezza e sviluppo. I cittadini chiedono risposte e noi siamo qui per questo»: ha detto Francesco Limatola, che ha aperto la conferenza stampa con il piglio e la convinzione di chi vuole trasmettere un messaggio positivo, una certezza che nasce proprio dalla grande partecipazione e dalla trasversalità politica della manifestazione.

«Serve un cronoprogramma chiaro e tempi certi – ha detto il sindaco di Capalbio Gianfranco Chelini – Il territorio non può più attendere decisioni rinviate da anni».

Più scettico è Arturo Cerulli, sindaco di Monte Argentario. «Non è più il tempo degli annunci, ma delle scelte concrete – dice – Ogni ulteriore ritardo ha un impatto diretto sulla vita quotidiana delle persone».

Gli interventi hanno sottolineato come il corridoio tirrenico non sia solo una questione infrastrutturale, ma un nodo cruciale per sicurezza, economia e mobilità. La speranza condivisa è che questa mobilitazione possa rappresentare un punto di svolta, capace di imprimere un’accelerazione reale ai lavori.

Una partecipazione ampia e sentita

La presenza dei cittadini è stata significativa. Famiglie, lavoratori, pendolari: una comunità intera scesa in piazza per chiedere risposte. Un segnale forte che evidenzia quanto il tema sia sentito nel quotidiano.

«Siamo qui perché questa strada la viviamo ogni giorno – ha raccontato un partecipante – tra pericoli, traffico e disagi continui».

«Non è solo una questione di infrastrutture – ha aggiunto un’altra cittadina – ma di sicurezza per chi si sposta per lavoro e per le famiglie».

Non sono mancati momenti di confronto diretto tra istituzioni e cittadini, in un clima di attenzione ma anche di aspettative molto alte. «La gente è stufa di contare le vittime – ha detto una residente della zona a ridosso della statale Aurelia – Solo negli ultimi tempi tre morti, per non parlare dei quasi quaranta negli ultimi trent’anni».

Le interviste: amministratori e territorio a confronto

Tra le voci raccolte, anche quelle di amministratori locali e rappresentanti istituzionali. «Non è più il tempo degli annunci, ma delle scelte concrete – ha detto Cirillo – Ogni ulteriore ritardo pesa sulla vita quotidiana dei cittadini, in particolare per comuni come il nostro che vivono di turismo. La gente a volte è spaventata e non viene».

Valentino Bisconti ha evidenziato il tema della continuità degli interventi: «Non sia soltanto propaganda, ma qualcosa che abbia un seguito serio, fino a realizzare davvero ciò che serve al territorio».

Luca Minucci ha posto l’accento sulla sicurezza. «Al di là delle soluzioni tecniche, la priorità resta una percorrenza sicura ed efficiente per chi utilizza ogni giorno questa tratta – ha detto – La nostra presenza dimostra la coerenza che come amministratori abbiamo avuto rispetto a questa problematica».

Il sindaco di Capalbio Gianfranco Chelini ha invece richiamato l’impatto sul territorio. «Troppe persone evitano questa zona perché mancano infrastrutture adeguate – ha detto – Questo incide su economia, turismo e qualità della vita. E poi troppe stragi, i cittadini sono sempre in apprensione. L’Aurelia fa paura».

Marco Simiani, parlamentare grossetano del Pd ha parlato del segnale della manifestazione. «La manifestazione sulla Tirrenica ha mandato un segnale forte e chiaro – ha detto – Basta promesse e slogan, il Governo torni indietro e rifinanzi l’ammodernamento e la messa in sicurezza della strada».

Alla manifestazione era presente anche il segretario generale della Cisl di Grosseto Simone Gobbi. «Siamo qui per rivendicare un diritto per tutto il territorio – ha detto – e per tutti i cittadini e quei lavoratori che ogni giorno si mettono sulla strada: il diritto alla sicurezza».

Parole diverse ma unite da un filo comune: la necessità di passare rapidamente dalle promesse ai fatti concreti.

In attesa dei prossimi passi

La giornata si chiude con un messaggio forte, a cui si unisce anche la presidente della Provincia di Livorno Sandra Scarpellini: «Il territorio c’è, anche la nostra parte di Toscana c’è e siamo solidali».

Un popolo che chiede di essere ascoltato. Ora la palla passa alle istituzioni nazionali e agli enti competenti, chiamati a dare risposte concrete. Una mobilitazione che potrebbe rappresentare un nuovo inizio, ma molto dipenderà da ciò che accadrà nelle prossime settimane. Dal palco, in chiusura, è arrivato un messaggio netto: «Questo territorio non chiede favori, chiede rispetto e risposte. È arrivato il momento delle decisioni».

Polizia, carabinieri e guardia di finanza hanno garantito lo svolgimento ordinato e sicuro della manifestazione, in un clima di grande tranquillità.

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