PIOMBINO. Il clima tra all’interno dello stabilimento JSW di Piombino si fa sempre più pesante. All’indomani dell’ultimo incontro tra l’azienda e le organizzazioni sindacali, l’Unione Sindacale di Base (USB) rompe gli indugi con un comunicato durissimo che parla di una “distanza enorme tra gli annunci e la realtà “.
Al centro della polemica, non solo il futuro industriale del sito, ma un’emergenza sicurezza che sta assumendo i contorni del dramma sfiorato.
Impianti a pezzi: «Potevano essere tragedie»
L’accusa più grave riguarda lo stato di manutenzione delle infrastrutture. Secondo quanto denunciato dal sindacato, negli ultimi giorni si sono susseguiti episodi inquietanti: dal deragliamento di un locomotore al cedimento di una trave di un carroponte, fino alla rottura di un gancio e a criticità strutturali al forno del treno rotaie.
«Non si tratta di fatalità – tuona l’USB – ma del risultato di una gestione che non garantisce la sicurezza minima».
Il sindacato denuncia inoltre una totale mancanza di coordinamento e il mancato rispetto delle procedure, segnalando che persino gli infortuni o i mancati infortuni non verrebbero riportati correttamente al responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP).
La direttiva ai lavoratori è chiara: fermarsi davanti a ogni rischio: «La produzione non può venire prima della vita».
Accordo di Programma: il nodo Metinvest e le bonifiche
Sul fronte istituzionale, la situazione appare bloccata in un limbo burocratico. L’Accordo di Programma, atteso da mesi, non è ancora stato firmato.
Restano sul tavolo nodi spinosi come la gestione della banchina portuale e le incognite legate al progetto Metinvest, appesantito dal tema irrisolto delle bonifiche ambientali.
Per l’USB, questo stallo è un’operazione che scarica l’incertezza esclusivamente sulle spalle dei lavoratori, mentre le risorse pubbliche continuano a essere drenate dagli ammortizzatori sociali anziché essere investite in un vero rilancio produttivo.
Le richieste: «Lo Stato torni protagonista»
La posizione della sigla sindacale è radicale e punta alla nazionalizzazione. L’acciaio è considerato settore strategico; lo Stato non deve più limitarsi a pagare la cassa integrazione ma deve tornare a decidere.
Sono necessarie delle verifiche straordinarie come la richiesta immediata di un tavolo tecnico con RSPP e RLS per una mappatura dello stato degli impianti.
Inoltre, servono garanzie occupazionali: «Nessun accordo sarà accettato se scollegato dal piano complessivo e se non tutelerà ogni singolo lavoratore del sito».
Verso la mobilitazione
Il messaggio inviato a JSW e al Governo è un ultimatum: la fiducia è esaurita. In assenza di risposte concrete e immediate sulla sicurezza e sul piano industriale, l’USB si dice pronta a coinvolgere gli enti competenti e a dare il via a una stagione di mobilitazione generale.
Piombino non può più aspettare: la sicurezza e il futuro del polo siderurgico, per il sindacato, “non sono negoziabili”.