La cometa come non l'avete mai vista. Ma il cielo unico di Manciano è a rischio | MaremmaOggi Skip to content

La cometa come non l’avete mai vista. Ma il cielo unico di Manciano è a rischio

I telescopi di Manciano fotografano la cometa 12 Pons che si avvicina alla Terra, grazie a un cielo buio unico in Italia. Che ora si rischia di perdere
La cometa 12 Pons fotografata dai telescopi di Montauto, vicino a Manciano
La cometa 12 Pons fotografata dai telescopi di Montauto, vicino a Manciano

MANCIANO. La cometa 12 Pons-Brooks si sta avvicinando alla terra, nella sua maestosità. È una cometa periodica, che orbita intorno alla Terra in circa 70 anni. L’ultima volta è stata al perielio (il punto più vicino dell’orbita alla Terra) nel 1954. Il prossimo perielio è previsto per il 21 aprile. Manca poco, e infatti è sempre più visibile, tanto che sarà possibile osservarla ad occhio nudo in occasione dell’eclissi di sole prevista per l’8 aprile.

Intanto dall’osservatorio astronomico di Montauto, l’astrofisico Gianluca Masi, che dirige il Virtual Telescope Project, l’ha fotografata. La foto è bellissima, il nucleo e la coda della cometa sono dettagliati a contrasto con il cielo pieno di stelle. Un’immagine unica. 

E in un’altra foto la cometa è più piccola, ma più in là si vede la grande galassia di Andromeda. Un’altra immagine eccezionale.

La cometa 12P e la grande galassia di Andromeda fotografate da Manciano
La cometa 12P e la grande galassia di Andromeda fotografate da Manciano

Immagini così sono possibili solo da Manciano. Perché il cielo di Manciano è il più buio d’Italia, il meno contaminato da luci dell’intero Paese, l’ultimo rimasto con queste caratteristiche.

Un cielo meraviglioso e unico che ora rischia di essere contaminato. Con un processo che sarebbe irreversibile.

Perché da tempo incombe sulla zona il progetto di parco eolico presentato circa un anno fa da Wind Italy 1 Srl, otto torri da duecento metri di altezza. Torri che contaminerebbero per sempre dal punto di vista delle luci quell’area. 

Masi: «Il cielo di Manciano è unico, rischiano di distruggerlo per sempre»

Gianluca Masi, l’astrofisico che guida il progetto, è molto preoccupato.

«Una premessa, io sono favorevole alle fonti rinnovabili. Da qualche parte l’energia va prodotta e la decarbonizzazione è un obiettivo in cui credo. Ma per questi impianti ci sono zone che vanno bene e altre che non vanno bene. E qui siamo di fronte a un patrimonio unico, ambientale, perché la purezza del cielo sotto il profilo delle luci è un parametro ambientale, che si rischia di perdere per sempre. Sarei contrario anche se ci facessero un albergo: qualunque fonte di luce cambierebbe le caratteristiche di quest’area».

In Europa ci sono leggi che tutelano il cielo buio. In Italia no. Tanto che nella relazione ambientale allegata al progetto di Wind Italia 1 vengono analizzati tanti parametri, ma non l’illuminazione dell’area.

«Questo è l’ultimo cielo buio rimasto in Italia. L’Unesco dice che l’accesso al firmamento è un diritto inalienabile delle persone”. Ecco, mi piacerebbe che la Regione prendesse in mano la situazione e creasse qui un “Parco delle stelle“, per tutelare questo bene prezioso e unico».

Per questo Manciano ha oltre 30 installazioni di telescopi, un record in Italia.

Foto uniche e successi scientifici

Certe foto, quindi, sono possibili solo grazie ad un cielo così pulito dalle luci.

«Non sono solo le foto bellissime – dice ancora Masi -. Qui portiamo avanti progetti scientifici di rilievo internazionale, come il calcolo delle traiettorie degli asteroidi potenzialmente pericolosi per la Terra e altri ancora. E rischiamo di perdere tutto per un progetto che potrebbe esser fatto altrove».

Qualche tempo fa i telescopi di Manciano catturarono anche la borsa degli attrezzi da 100mila euro persa dalle astronaute della Stazione spaziale internazionale.

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