La borsa delle astronaute Nasa corre sui telescopi di Manciano | MaremmaOggi Skip to content

La borsa delle astronaute Nasa corre sui telescopi di Manciano

Era sfuggita durante un intervento di manutenzione sulla Stazione spaziale internazionale. L’astrofisico Masi l’ha “catturata” con l’occhio elettronico: «Si muove a circa 400Km di quota alla velocità di 30mila Km/h»
I Telescopi che hanno avvistato la borsa Nasa Virtual Telescope
I telescopi che hanno individuato la borsa
La borsa Nasa avvistata dal telescopio di Masi
Al centro, la borsa Nasa avvistata dal telescopio di Masi (su gentile concessione di Gianluca Masi – Virtual Telescope Project)

 

È il cielo della Maremma che ha reso possibile l’avvistamento

A dimostrazione della purezza dei cieli di Manciano, è arrivato l’avvistamento della borsa.

«Proprio attraverso uno dei telescopi di Montauto qualche sera fa sono riuscito a riperdere questa oramai famosa “corsa degli attrezzi” – dice Gianluca Masi – È stata un’impresa non da poco, si tratta di un piccolo oggetto, dalle dimensioni dell’ordine di un metro che si muove a circa 400Km di quota alla velocità di 30mila Km/h. Siamo riusciti a puntarla e inseguirla tra le stelle. Ottenendo così quell’immagine che ha fatto il giro del mondo».

La borsa sta ancora vagando intorno al Pianeta, nei prossimi mesi si avvicinerà progressivamente alla Terra e a contatto con l’atmosfera si disintegrerà.

Telescopio virtual telescope
Il telescopio utilizzato

Il Virtual telescope project comprende strumenti con una tecnologia avanzata, in grado di studiare l’Universo. «Ma sono anche in grado di scrutare e inseguire nel cielo satelliti artificiali di ogni tipo, anche asteroidi – precisa Masi – Ho trasferito a Montauto il mio telescopio dopo una ricerca su tutto il campo nazionale. Proprio per quella sua caratteristica di cielo stellato unico e puro».

Una caratteristica che porta a Manciano anche da tutta Italia un turismo “stellare”. «Un astro-turismo sempre più fiorente e legato a quell’area – dice Masi – fiore all’occhiello dell’offerta turistica del territorio. Altrove in Italia non c’è un cielo stellato come qua. I cieli stellati nel nostro Paese si stanno estinguendo».

Masi ha trasferito i telescopi nel sito di Manciano nel 2020. A inizio 2023 hanno iniziato ad essere operativo, acquisendo dati e inaugurando una prolifica stagione scientifica. «Abbiamo già fatto scoperte sostanziose – dice Masi – come una nova finora sconosciuta, nella galassia di Andromeda».

La petizione per proteggere il cielo stellato di Manciano: «Il paradiso dell’astronomia in Italia»

Come verrebbe naturale proteggere un’area geografica dove vive una specie animale a rischio, Masi ha lanciato una petizione online per proteggere l’ultimo cielo rimasto. «Vorremmo che la Regione Toscana, sensibile alle tematiche ambientali, riconosca questo ruolo a questo cielo maremmano – dice l’astrofisico – sarebbe un vanto per tutti»

Questo parametro ambientale della purezza del cielo stellato è unico nel nostro Paese.

«L’idea mia e di chi opera in questo osservatorio è che un territorio con questa qualità, unica rimasta in Italia, vada tutelato da qualunque iniziativa e progetto che rischi di minarla – dice Masi – Non è un’obiezione sull’impianto eolico in quanto tale. Personalmente sono un sostenitore della prima ora delle tecnologie che parlano di transizione ecologica. Però qui con la giusta causa di tutelare l’ambiente si mina una purezza unica. Qualsiasi struttura impattante rovinerebbe questo patrimonio unico di cielo stellato».

«Manciano è il paradiso dell’astronomia in Italia, tuteliamolo».

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