di ROSSANO MARZOCCHI
GROSSETO. Ci sono figure e ruoli, storicamente associati alle donne, oggi sconosciute ai più anche nel loro significato. Una di queste è la figura della levatrice.
Antesignana dell’ostetrica, è una professione storica e di prestigio, resa ancor più celebre dal cinema neorealista e dalla commedia all’italiana. In un tempo che oggi sembra lontanissimo, la levatrice entrava a far parte della famiglia non solo per l’aiuto al parto, ma anche dopo la nascita del bambino, perché fungeva quasi da zia o nonna. Una di queste donne straordinarie è stata Isolina Ducceschi.
Da Pisa a Paganico, una vita dedicata alle nascite
Nata a Chianni nel 1897, Isolina si diploma come ostetrica presso la facoltà di Medicina dell’Università di Pisa e, giovanissima, si trasferisce a Paganico, dove rimarrà in servizio come “Levatrice di condotta” fino al pensionamento, nel 1964.
Considerata l’epoca in cui Isolina esercita la professione, si può immaginare che la maggior parte dei nati tra il 1922 e i primi anni Sessanta nel territorio paganichese siano stati fatti nascere e abbiano ricevuto le prime cure proprio da lei.
Un punto di riferimento per tutta la comunità
Donna dal carattere forte, Isolina sa imporsi energicamente nel suo campo prendendo sempre decisioni rapide ed efficaci, estendendo la sua professionalità un po’ a tutta la popolazione locale, cui elargisce prestazioni di tipo infermieristico e assistenza psicologica, in stretta collaborazione con il medico condotto.
Per queste attività riceve dai pazienti, in segno di gratitudine, non denaro, ma polli, conigli, frutta, verdura, olio, vino e dolci di cui ha sempre piena la casa.
Una famiglia costruita a Paganico
A Paganico Isolina conosce e sposa Agostino Baldini, vedovo con due figli piccoli, Anna e Carlo, ai quali farà da madre. Oggi, suo nipote Alessandro è un valido e noto medico grossetano.
L’ultimo desiderio
Isolina scompare all’età di ottantasei anni con un unico, piccolo, desiderio: che sulla sua lapide funeraria, nel cimitero di Paganico, venga scritta la parola “Ostetrica”.
Rossano Marzocchi, nota biografica
Rossano Marzocchi è nato e vive a Grosseto. Giornalista pubblicista, già direttore di banca, è un attento studioso e cultore di storia locale, tematica che da molti anni tratta su quotidiani e periodici legati al territorio.
In particolare, dal 2011 al 2025, su La Nazione Grosseto ha ripercorso ogni domenica le vite di uomini e donne che hanno segnato la Maremma, raccontando negli anni le storie di oltre seicento personaggi.
È membro delle redazioni del settimanale Toscana Oggi/Rinnovamento e del mensile Maremma Magazine, del consiglio di amministrazione della Fondazione Luciano Bianciardi e dell’Arciconfraternita di Misericordia di Grosseto.
Ha ricoperto in passato incarichi pubblici e istituzionali, tra i quali membro della Commissione Toponomastica del Comune di Grosseto, della Commissione consultiva del Teatro Comunale degli Industri e commissario dell’Azienda Farmaceutica Comunale. Per il suo impegno per il territorio, nel 2005 è stato insignito anche dell’onorificenza di Commendatore della Repubblica.
È autore, inoltre, di numerosi saggi che affondano la penna nella Maremma e nella sua gente. Tra questi, Vite nel vento – Storie e persone che hanno segnato l’ultimo secolo in Maremma” (Polistampa, 2009), acquisito anche dalle biblioteche statunitensi delle Università di Princeton, Harvard e Yale, nonché dalla Library of Congress e dalla New York Public Library; Maremma voce dell’anima – Il linguaggio della nostra terra (Innocenti Editore, 2017); La storia dei Grifoni – Sessant’anni del premio della Proloco di Grosseto, scritto insieme a Umberto Carini (Innocenti Editore, 2018).
Nel 2025, La Nazione ha pubblicato il libro da lui curato “Storie di Maremma – Grosseto e la sua terra nei volti dei protagonisti”, che raccoglie una selezione di articoli dell’autore tra quelli pubblicati nel tempo per il giornale.







