GROSSETO. Lascia il carcere e passa agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico il giovane arrestato dopo il rocambolesco inseguimento con i carabinieri, conclusosi con il ribaltamento dell’auto dopo una fuga a velocità elevatissima.
Il tribunale del riesame di Firenze ha infatti accolto parzialmente l’istanza della difesa, rappresentato dall’avvocato Giulio Parenti, riformando la precedente ordinanza emessa dal tribunale di Grosseto e sostituendo la misura della custodia cautelare in carcere con quella degli arresti domiciliari, subordinata all’applicazione del dispositivo elettronico di controllo.
La decisione del Riesame
Il provvedimento è stato depositato il 1° luglio.
I giudici del riesame hanno disposto che il giovane venga trasferito presso la propria abitazione a Grosseto, dove dovrà rimanere agli arresti domiciliari senza potersi allontanare se non previa autorizzazione dell’autorità giudiziaria. La misura sarà accompagnata dal braccialetto elettronico, al quale l’indagato dovrà prestare il proprio consenso.
L’ordinanza prevede inoltre che i carabinieri verifichino l’idoneità dell’abitazione all’installazione del dispositivo di controllo.
Il braccialetto elettronico è determinante
Il tribunale precisa che, una volta verificata la possibilità tecnica di installare il braccialetto elettronico, il giovane sarà immediatamente scarcerato e accompagnato dalla polizia penitenziaria nella propria abitazione per l’esecuzione della misura cautelare.
Qualora invece il dispositivo non potesse essere installato oppure l’indagato rifiutasse di indossarlo, resterebbe in carcere, continuando a essere sottoposto alla misura della custodia cautelare già in atto.
La vicenda
Il giovane era finito in carcere dopo un pericoloso inseguimento avvenuto nelle scorse settimane.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, non si era fermato all’alt imposto dai carabinieri, dando il via a una fuga a velocità che avrebbe raggiunto i 120 chilometri orari. La corsa si era conclusa con il ribaltamento dell’auto, al termine di una serie di manovre ritenute estremamente pericolose.
Dopo l’arresto, il ragazzo aveva spiegato ai carabinieri di essersi allontanato perché temeva di perdere la patente, una giustificazione che non aveva evitato l’applicazione della misura cautelare in carcere.
La misura cambia, il procedimento prosegue
La decisione del tribunale del riesame non riguarda il merito delle accuse, che dovranno essere valutate nel prosieguo del procedimento penale.
I giudici hanno esclusivamente modificato la misura cautelare ritenendo, in questa fase, sufficienti gli arresti domiciliari con controllo elettronico al posto della detenzione in carcere.





