Incubo autovelox: la multa sale a 1000 euro. E il ricorso è rinviato | MaremmaOggi Skip to content

Incubo autovelox: la multa sale a 1000 euro. E il ricorso è rinviato

Un automobilista da tre anni non riesce ad avere una risposta al ricorso per una multa presa all’autovelox di Rispescia. E che è salita a 1000 euro
L'autovelox del Comune di Grosseto a Rispescia: gran parte delle multe vengono fatte da questa macchinetta
L’autovelox del Comune di Grosseto nella stazione di servizio a Rispescia

GROSSETO. Tre anni dopo quella multa, presa al “solito” autovelox di Rispescia, quello arrampicato sulla piazzola della stazione di servizio che, da solo, fa una bella fetta del bilancio del Comune, un automobilista di passaggio ancora non vede la fine dell’incubo. Mentre la multa è lievitata a oltre mille euro e il ricorso al giudice di pace è stato rinviato di sei mesi.

L’automobilista ci ha scritto, raccontando la sua disavventura.

Ciociaro, non più un ragazzino, passava dall’Aurelia e da Rispescia come succede a tanti. E, come chi non è di Grosseto, chi vive in Maremma ormai non ci casca più, è stato fotografato da quell’autovelox furbo, inserito in un punto in cui la velocità massima è 70 kmh. Quando prima di Grosseto è 110 kmh e poco più a sud a 90 kmh.

Diversi limiti di velocità in pochi km sull'Aurelia
Diversi limiti di velocità in pochi km sull’Aurelia

Lì, e per un breve tratto (dall’uscita per Montiano a quella, ora chiusa, per Vallemaggiore), è a 70 kmh. Sembra quasi fatto apposta per piazzarci l’autovelox.

Certo è che, dai tempi del Covid, l’automobilista che ci ha scritto ancora non sa se il suo ricorso alla multa possa essere accolto o meno.

«Un ridicolo uso dell’autovelox»

«Parlo – scrive Michele Santulli – del ridicolo uso dell’autovelox. Ridicolo anzi grottesco: chi mai installa una trappola micidiale e poi informa la povera volpe o l’inerme coniglio  con tabelle e tabelloni, di fare attenzione al pericolo? Non esiste, anzi esiste solo nel nostro beneamato Paese, tale realtà: il risultato non è certamente quello di ottenere il rispetto dei limiti e della educazione, anzi il contrario!»

«Anche al d là delle Alpi i limiti di velocità vanno rispettati e, se del caso, sanzionati anche a mezzo dei congegni elettronici  ma in modo produttivo: corretta la tabella o le tabelle  di avvertimento della presenza dei meccanismi di controllo  ma se riferiti, ecco la sostanza,  a un percorso di cento, duecento, 400 Km e non di dieci metri come le trappole nostrane!» 

«Infatti l’automobilista sa che se non rispetta le regole lungo tutto il tragitto vedrà recapitarsi la relativa sanzione o addirittura seduta stante  anche dal vigile acquattato da qualche parte che blocca la vettura in colpa, mostra la macchinetta portatile con i km segnati e invita l’automobilista a seguirlo! In questo caso non ci sono verbali: o paghi o ti sequestrano la macchina! »

«La SS 1 Aurelia è una superstrada principale a due carreggiate e quattro corsie nei due sensi, a  tratti alternata col vecchio percorso a una carreggiata, quindi una mezza superstrada; ha due peculiarità: è in realtà per circa quattrocento Km da Civitavecchia a Livorno un doppione dell’autostrada, ma gratis e seconda peculiarità, a tratti evidenzia  – oggi un po’ di meno –  un fondo strada talmente disastrato che ricorda una pista della savana e, in aggiunta,  tempestato di continue tabelle di avvertimento di controlli elettronici».

«Evidente, si direbbe, la volontà di castigare l’automobilista che ha scelto la gratuita quasi superstrada e non la comoda autostrada, a pagamento».

«Perché il limite di 70 kmh?»

«Si legge che il Comune di Grosseto grazie al suo autovelox qui installato, incamera ogni anno oltre quattro milioni di euro, quale pacchia! E il Comune o chi per esso, per i pochi metri di efficacia dell’autovelox ha imposto un limite di 70 Km orari senza ragione apparente, se non quella del bene dell’automobilista».

«Infatti immediatamente prima il limite è di 110 Kmh e immediatamente dopo di 90. L’autovelox, inoltre, è imboscato in una stazione di servizio, il che cozza chiaramente con le disposizioni del Codice della Strada che ben altri requisiti impone e ordina ai fini della massima visibilità, cosa impossibile in una stazione di servizio».

«Altro che bene dell’automobilista. Ci si chiede dove siano gli organi di controllo o almeno le associazioni di categoria  e se siano vivi».

«Oltre a quanto fin qui ricordato, l’automobilista incappato nell’italico autovelox di Grosseto, ha avuto due altre esperienze che lasciamo valutare al lettore: la raccomandata della multa è stata spedita dalla polizia municipale in epoca Covid nel periodo esatto in cui un decreto ministeriale espressamente vietava di spedire raccomandate per multe. La polizia municipale? Fai ricorso! Il sindaco? Zero risposta!»

«Rinviato il ricorso al Giudice di Pace, perché Comune… non informato»

«Quindi ricorso al Giudice di Pace di Grosseto: spese, tempo, distanza, assistenza legale in quanto la multa è lievitata a oltre mille euro. Al momento dell’udienza, qualche settimana fa, l’automobilista, dopo un viaggio  di non poche centinaia di km con la moglie (circa 170 anni in due), appena entra nell’ufficio del Giudice di Pace si sente dire  che la seduta non può aver luogo perché il Comune di Grosseto non è stato informato del ricorso dalla cancelleria».

«Non una parola di scuse per il pesante disagio arrecato ai malcapitati, nulla. Figurarsi al prestigio della giustizia. Tutto rinviato a giugno 2024. Qualche modesta obiezione ha come risposta il Giudice di Pace che alza sempre più la voce fino a quasi urlare che lui non ha nessuna colpa del fatto».

«Nessun commento, anche se ce ne sarebbero: solo la solita domanda: dove sono i ben pasciuti e ben mantenuti organi di controllo? Tali macroscopiche disfunzioni a danno del cittadino? Un tale giudice barzelletta? Il fascicolo che si apre il giorno della seduta?»

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