Incendi, pioggia e vento hanno fatto strage di girasoli | MaremmaOggi Skip to content

Incendi, pioggia e vento hanno fatto strage di girasoli

La denuncia da parte di Coldiretti Grosseto di quello che sta succedendo nelle campagne della Maremma

GROSSETO. Dall’inizio dell’anno, denuncia Coldiretti Grosseto, sono triplicati gli eventi estremi: dopo i meloni bruciati, ora anche i problemi si abbattono anche sui raccolti del girasole.

La strage di girasoli a Castiglione della Pescaia

Il passaggio dell’ultima perturbazione di questa pazza estate ha lasciato una nuova scia di danni e raccolti mancati nelle campagne della Maremma.

Ad Albinia bruciati i raccolti di angurie e meloni. Le piogge hanno abbattuti i girasoli

L’immagine dei meloni e delle angurie bruciati nella zona di Albinia, e degli incendi degli scorsi giorni, hanno lasciato il posto a quella di interi filari di girasole piegati ed abbattuti dalle piogge e dalle forti raffiche di vento della scorsa domenica.

Diverse le aziende finite nell’occhio del maltempo nella zona di Castiglione. Almeno una trentina gli ettari di terreni che non potranno avere il raccolto. Salvo il frumento che era stato trebbiato appena in tempo.

Il presidente Coldiretti Grosseto Castelli: «Danni a macchia di leopardo»

«In poche ore siamo passati dal caldo record che scotta i meloni, le melanzane e i pomodori, alle piogge torrenziali che, a macchia di leopardo, con una forza impressionante – spiega Simone Castelli, presidente di Coldiretti Grosseto – hanno interessato anche il nostro territorio. Il settore agricolo è il primo a pagare il prezzo del clima impazzito: le colture sono in campo tutto l’anno e non possono essere ne spostate ne protette facilmente. I danni alle coltivazioni, pronte per essere raccolte o prossime, sono ancora una volta pesanti». 

I veloci cambiamenti climatici la causa dei danni

Gli effetti dei cambiamenti climatici sono sotto gli occhi di tutti e sono soprattutto innegabili. I numeri del resto non mentono: dall’inizio dell’anno ad oggi i fenomeni atmosferici eccezionali sono triplicati. Le previsioni nel medio-lungo periodo tracciate dall’Esa, l’agenzia europea per l’ambiente, non sono incoraggianti con l’Italia che già oggi, considerando il periodo 1980-2023, ha già registrato 135 miliardi di euro di perdite economiche, in buona parte a spese proprio dell’agricoltura. Circa 4 miliardi nel solo 2024, pari allo 0,2% del Pil che potrebbero arrivare, senza le adeguate contromisure, a 100 miliardi nel 2050.

«E’ fondamentale accelerare gli investimenti pubblici e privati sulla prevenzione attiva come reti antigrandine, impianti antigelo, sulla nuova genetica green e sulla resilienza della nostra agricoltura: è una questione di competitività e di sicurezza alimentare – prosegue ancora Castelli – La realizzazione ed il recupero dei laghetti aziendali è l’altra grande sfida nei confronti della quale dobbiamo accelerare per mitigare l’impatto degli eventi estremi meteorologico riducendo i rischi idrogeologici e di alluvione e recuperare una risorsa importante da impiegare nei momenti di caldo e stress idrico. Così come è necessario semplificare e rendere più veloci gli indennizzi per le imprese assegnatarie. Un altro tema centrale è quello della gestione del rischio. Fare agricoltura oggi significa proteggere anche gli investimenti: le assicurazioni agevolate contro eventi come la grandine, il gelo, la siccità e le alluvioni, sono strumenti di tutela diretti ed efficaci. Oggi in Toscana, solo un’impresa su cinque, si assicura per difendersi dalle calamità. Ancora troppo poche».

 

Autore

Riproduzione riservata ©

pubblicità

Condividi su

Articoli correlati