Jsw, Piombino si ferma: sciopero di 24 ore e presidio dei lavoratori davanti alla Regione Toscana | MaremmaOggi Skip to content

Piombino si ferma e va a Firenze: sciopero e protesta sotto la Regione contro l’accordo Jsw

Fim, Fiom e Uilm alzano il livello dello scontro: lavoratori di Jsw, Piombino Logistics e Gsi a Firenze. I sindacati temono che nel nuovo accordo di programma vengano meno le garanzie occupazionali
Accordo di programma Jsw, dura replica di Marco Carrai sui ritardi
La Jsw di Piombino e il presidente Marco Carrai

PIOMBINO. Dopo anni di promesse, rinvii e accordi annunciati, Piombino torna a mobilitarsi. Oggi, mercoledì 24 giugno è una giornata di sciopero di 24 ore per tutto il gruppo Jsw, con i lavoratori di Jsw Steel Italy, Piombino Logistics e Gsi che si spostano a Firenze per un presidio davanti alla sede della Regione Toscana.

Fim, Fiom e Uilm alzano il livello dello scontro e lanciano un messaggio chiaro alle istituzioni: «Non firmate accordi distruttivi per Piombino e per migliaia di famiglie».

I sindacati: «La situazione è ancora più esplosiva»

Secondo le organizzazioni sindacali, dopo l’iniziativa pubblica del 29 maggio e le assemblee con i lavoratori, le preoccupazioni non solo non sono diminuite, ma sarebbero addirittura aumentate.

Le segreterie nazionali hanno chiesto il 9 giugno una convocazione di un tavolo con Jsw e Metinvest per fare il punto sul futuro del polo siderurgico, ma la richiesta sarebbe rimasta senza risposta.

«Nel nuovo accordo mancano le garanzie occupazionali»

La preoccupazione maggiore riguarda il nuovo accordo di programma per Jsw.

Secondo notizie ufficiose riportate dai sindacati, il testo che dovrebbe arrivare al Mimit non conterrebbe la clausola di salvaguardia occupazionale per tutti i lavoratori.

Fim, Fiom e Uilm chiedono invece che venga confermato quanto previsto dall’articolo 14 dell’accordo di programma del 24 luglio 2018, che impegnava la parte privata a mantenere gli attuali livelli occupazionali con il supporto degli ammortizzatori sociali e degli accordi sindacali.

«I lavoratori hanno rispettato gli accordi e pretendiamo che facciano altrettanto le istituzioni», scrivono i sindacati.

I timori per Piombino Logistics e Gsi

Nel mirino anche il futuro delle società collegate.

Secondo Fim, Fiom e Uilm, nel nuovo accordo di programma non sarebbe previsto il “conto terzi” per Piombino Logistics, considerato indispensabile per la continuità dell’azienda. Una situazione che potrebbe mettere a rischio la sopravvivenza stessa della società.

Analoga la preoccupazione per Gsi, che secondo i sindacati rischierebbe di uscire dal mercato a causa della necessità di importare il semiprodotto. Anche in questo caso, il nuovo accordo potrebbe segnare la fine dell’attività e dei posti di lavoro collegati.

«Lo stabilimento è stato ridotto così»

Durissimo anche il giudizio sulla gestione industriale del gruppo indiano.

Dal 2018, ricordano i sindacati, sono stati fermati il treno barre e il treno vergella, mentre il treno rotaie sarebbe oggi in funzione con un solo motore e con problemi quotidiani sotto il profilo impiantistico e della sicurezza.

Per questo Fim, Fiom e Uilm invitano i lavoratori a fermarsi qualora ritengano che vi siano condizioni di rischio, segnalando immediatamente eventuali criticità alla Rsu.

«Prima di firmare fermatevi»

Nel documento le organizzazioni sindacali chiedono al Governo di verificare eventuali interessamenti di altri soggetti industriali, anche italiani, e di valutare forme di partecipazione pubblica per salvaguardare la produzione delle rotaie, considerata strategica per il Paese.

«Ci sono tutti gli elementi per fermarsi e fare ulteriori valutazioni», scrivono Fim, Fiom e Uilm, che invitano Regione, Comune, Autorità portuale e Ministero a non sottoscrivere intese che possano mettere a rischio il futuro del polo siderurgico.

Il primo passo è il presidio a Firenze

La mobilitazione parte oggi, mercoledì 24 giugno con lo sciopero di 24 ore e con il presidio davanti alla sede della Regione Toscana.

Ma per i sindacati si tratta soltanto dell’inizio.

«Senza garanzie occupazionali siamo pronti ad alzare ulteriormente il livello dello scontro già nelle prossime settimane», avvertono Fim, Fiom e Uilm.

Autore

Riproduzione riservata ©

pubblicità

Condividi su