Sotto il mare della Maremma esiste un mondo incredibile: relitti, coralli neri e foreste sommerse | MaremmaOggi Skip to content

Sotto il mare della Maremma esiste un mondo incredibile: relitti, coralli neri e foreste sommerse

Dove scendere sott’acqua nel sud della Toscana, tra alcuni dei fondali più ricchi e sorprendenti del Tirreno
Subacquei alle Formiche (foto Luciano Forti)

GROSSETO. C’è una Maremma che non si vede. Non è fatta di colline, borghi o spiagge, ma di pareti sommerse, secche rocciose, grotte e relitti che emergono dal blu solo per chi decide di scendere sotto la superficie.

È una Maremma silenziosa e verticale, dove la luce cambia rapidamente, i colori si accendono sulle gorgonie e i pesci si muovono in banchi compatti tra le correnti. Qui il paesaggio non si attraversa: si esplora in profondità.


 


Tra il promontorio del Monte Argentario, le isole del Giglio e di Giannutri, fino alle Formiche, si concentra uno dei sistemi subacquei più ricchi del Tirreno.

In questo viaggio nel blu ci siamo fatti accompagnare da Luciano Forti, decano dei sub della Maremma e presidente del Circolo sub Amiata.

Luciano Forti
Luciano Forti

Indice delle immersioni (clicca per andare alla sezione)

Le immersioni più belle della Maremma

👉 Vai direttamente all’immersione che ti interessa 👇

 

Le Formiche: il cuore selvaggio della Maremma subacquea

Formiche di Grosseto

 
Tre scogli che emergono appena dal mare, ma che sotto la superficie diventano uno dei sistemi più complessi e ricchi della costa toscana. Alle Formiche non esiste una sola immersione: ogni lato cambia completamente scenario, profondità e difficoltà.

La Secca dello Zi’ Paolo, sul lato nord, è più accessibile e ricca di vita, mentre sul lato sud si entra già in un ambiente più impegnativo. La Formica di mezzo è forse la più completa: a nord grandi banchi di barracuda e dentici, a sud una zona archeologica oltre i 40 metri, con grotte popolate da gamberi. Ancora più giù, oltre i 60 metri, compaiono formazioni di corallo nero.

👉 È qui che si incontrano gorgonie rosse, astrospartus e grandi pelagici.

Dati tecnici

  • profondità: 5 – 60 m
  • livello: da open a tecnico
  • ambiente: secche, grotte, immersioni profonde

(foto Luciano Forti)

Punta Ala: immersioni accessibili ma ricchissime

Scoglio della Troia e Porcellini

 
Qui il mare cambia ritmo. Le immersioni sono più accessibili, ma non per questo meno interessanti. Tra scogli e fondali relativamente bassi si concentra una biodiversità sorprendente, perfetta per osservazioni ravvicinate.

👉 Si incontrano facilmente nudibranchi, aragoste e lupacanti, in un ambiente ideale anche per chi è alle prime immersioni.

Dati tecnici

  • profondità: 10 – 30 m
  • livello: principianti / intermedio
  • ambiente: fondali misti

Monte Argentario: il regno delle immersioni tecniche

Secca di Mezzo Canale

 
Una delle immersioni più conosciute e rispettate della zona. La secca emerge dal blu creando un ambiente isolato dove si concentrano cernie, aragoste e grandi gorgonie.

👉 Correnti e profondità la rendono un’immersione tecnica.

Dati tecnici

  • profondità: 24 – 40+ m
  • livello: avanzato
  • ambiente: secca isolata

(foto Luciano Forti

Scoglio del Corallo

Qui si entra in un ambiente più chiuso e tecnico, con grotte decorate da concrezioni dove si nascondono grandi gronchi.

👉 immersione da affrontare con esperienza, soprattutto in ambienti coperti.

Dati tecnici

  • profondità: 25 – 40 m
  • livello: avanzato
  • Nitrox consigliato

Cala dei Santi

Un’immersione equilibrata, dove il fondale alterna pareti e anfratti ricchi di corallo, aragoste e nudibranchi.

Dati tecnici

  • profondità: 10 – 30 m
  • livello: medio

Capo d’Uomo

Fondali ricchi di colore, con gorgonie e crostacei distribuiti lungo la parete.

Dati tecnici

  • profondità: 10 – 40 m
  • livello: avanzato

Argentarola (lato sud)

Pareti spettacolari ricoperte di gorgonie rosse e grotte lungo la discesa.

⚠️ lato nord interdetto

Dati tecnici

  • livello: open / avanzato
  • ambiente: parete

Isola del Giglio: luce, correnti e pareti

Punta del Fenaio

Un’immersione dinamica, spesso influenzata dalle correnti. Già a basse profondità si incontrano parazoanthus e axinelle, mentre più in profondità il fondale si apre.

Dati tecnici

  • profondità: 16 – 40 m
  • livello: medio

Grotte dell’Allume

Qui domina la luce: cavità a bassa profondità con giochi visivi spettacolari.

Dati tecnici

  • profondità: 12 m
  • livello: principianti

Punta Capel Rosso

Un’immersione dominata dal colore, con gorgonie rosse e gialle.

Dati tecnici

  • livello: medio

Le Scole

 
Uno dei siti più iconici: a 20 metri un bassorilievo della Madonna, a 30 un’ancora, e più in profondità pareti ricche di vita.

Dati tecnici

  • profondità: 20 – 40 m
  • livello: open / avanzato

Giannutri: immersioni per veri sub

Punta Secca

Immersione articolata, con zone accessibili anche agli open.

⚠️ lato est interdetto

Dati tecnici

  • livello: open / avanzato

Relitto Anna Bianca

Un’immersione “quadra”, con il relitto ben visibile a 40 metri. Il relitto si trova ad una profondità compresa tra i 33 e i 52 metri adagiata su un fondale di sabbia bianca. La parte di poppa è ancora ben conservata, mentre la parte centrale della nave ormai è completamente distrutta. La prua si trova a circa 52 metri di profondità.

Il relitto dell’Anna Bianca (foto di Luciano Forti)

Nella cabina del comandante è facile scorgere enormi gronghi e grossi scorfani rossi.

Dati tecnici

  • profondità: 40 m
  • livello: avanzato
  • Nitrox consigliato

Punta San Francesco

Qui la protagonista è la corrente.

⚠️ da affrontare solo con guida

📊 Dati tecnici

  • livello: avanzato

Relitto Nasim II

L’ 11 febbraio del 1976 la nave cargo Nasim II molla gli ormeggi nel porto di Livorno diretto ad Alessandria d’Egitto. Il manifesto di carico era costituito 49 automobili (12 Fiat, 35 Peugeot e 2 Mercedes), 16 rimorchi e 3 carrelli elevatori destinati al mercato nordafricano. Alle 4.30 del mattino del 12 febbraio la nave urtò le rocce di Punta Scaletta dell’Isola di Giannutri e colò a picco in meno di venti minuti nelle acque tra Punta Pennello e Cala Maestra.

A 60 metri il relitto completo, a 37 le automobili.

Dati tecnici

  • profondità: 37 – 60 m
  • livello: tecnico

Quando immergersi in Maremma

Primavera (aprile – giugno)

👉 uno dei periodi migliori

  • acqua limpida
  • meno traffico nautico
  • fauna molto attiva

Estate (luglio – settembre)

👉 mare più caldo e condizioni stabili

  • ottima visibilità
  • maggiore affollamento
  • perfetto per immersioni facili

Autunno (settembre – novembre)

👉 il momento migliore per sub esperti

  • presenza di pelagici (ricciole, tonni)
  • acqua ancora calda
  • meno barche

Inverno

👉 solo per sub esperti

  • acqua più fredda
  • condizioni variabili
  • immersioni più tecniche

Dove immergersi in base al livello

Scegliere il punto giusto in Maremma è fondamentale: nel giro di poche miglia si passa da immersioni facili a discese tecniche. Ecco come orientarsi.

Per principianti (Open Water)

Se hai appena iniziato, la Maremma offre diversi punti sicuri e spettacolari.

👉 consigliati:

  • Scoglio della Troia e Porcellini (Punta Ala)
  • Grotte dell’Allume (Giglio)
  • Cala dei Santi (Argentario)
  • Formiche – lato nord (Zi’ Paolo)

✔ fondali accessibili
✔ grande biodiversità
✔ ottima visibilità

Per livello intermedio (Advanced)

Qui iniziano le immersioni più complete, con profondità e varietà maggiori.

👉 consigliati:

  • Punta del Fenaio (Giglio)
  • Le Scole (Giglio)
  • Capo d’Uomo (Argentario)
  • Formica di mezzo – lato nord

✔ presenza di correnti leggere
✔ fondali più articolati
✔ maggiore profondità

Per sub esperti e tecnici

La Maremma diventa davvero interessante quando si scende più in profondità.

👉 consigliati:

  • Secca di Mezzo Canale
  • Scoglio del Corallo
  • Relitto Anna Bianca
  • Relitto Nasim II
  • Formiche – lato sud e profondità oltre i 40 m

✔ immersioni impegnative
✔ profondità elevate
✔ incontri con grandi pelagici

Il vero volto della Maremma sommersa

La Maremma subacquea è fatta di contrasti e varietà.

Nel giro di poche miglia si passa da immersioni semplici a discese tecniche, da grotte illuminate a pareti profonde.

Ed è proprio questa varietà a renderla unica: un mare ancora autentico, dove ogni immersione è diversa dalla precedente.

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