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Il Pd attacca: «Il sindaco viola la par condicio»

Vivarelli Colonna e Pacella parteciperanno al convegno sulla rigenerazione urbana, i democratici vanno all’attacco
Il segretario dell'Unione comunale Simone Baricci
Il presidente dell’Unione comunale del Pd Simone Baricci

GROSSETO. Il convegno in programma sabato 25 settembre sulla “Rigenerazione urbana e centri storici: il caso Grosseto”, che si terrà nell’Aula magna del Polo universitario, ha fatto andare su tutte le furie l’Unione comunale del Pd. Perché al convegno porterà i propri saluti il sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna,  mentre al presidente del consiglio comunale Claudio Pacella – in qualità di presidente del Comitato tecnico scientifico del Polo Universitario Grossetano, è stata affidata l’apertura dei lavori.

«L’arroganza del sindaco di Grosseto, più volte mostrata durante il suo mandato, raddoppia in campagna elettorale  – attaccano dall’Unione comunale del Pd – quando lo stesso non è più solo sindaco ma anche candidato. Con protervia si fa beffa delle regole democratiche che dovrebbero regolare questo periodo elettorale: egli moltiplica i propri incontri istituzionali che in realtà non sono che l’occasione per fare la sua campagna elettorale ed aumentare la propria visibilità».

Al centro della polemica è finita quindi la partecipazione di Vivarelli Colonna e di Pacella al convegno organizzato dal Confedilizia. «Non è tollerabile l’organizzazione di un convegno come quello dove, pur parlando di urbanistica, il sindaco coglie l’ennesima occasione per fare passerella –  Non è tollerabile che ciò avvenga con l’avvallo del presidente del consiglio comunale che dovrebbe essere – e poche volte lo è stato- figura imparziale e di garanzia per tutti: peraltro egli stesso è candidato ma qui indossa la casacca – che magari gli è più comoda – del presidente del comitato scientifico del polo universitario – aggiungono all’Unione comunale del Pd – Capiamo che probabilmente questo convegno è stato organizzato per dare visibilità a soggetti che puntualmente si fanno vivi per le campagne elettorali (spesso è irrilevante con chi) ma non possiamo accettare la palese violazione della legge sulla par condicio (l.28/2000) che richiede, durante le campagne elettorali, una comunicazione imparziale dell’ente Comune. Detto atteggiamento è intollerabile: per tal motivo procederemo denunciando i fatti non solo in sede politica ma anche nelle sedi opportune: solo i sovrani assoluti sono al di sopra delle regole ma, per fortuna, i titoli nobiliari sono stati aboliti».

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