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Il gol del riscatto segnato con il cuore

Con un colpo di testa ha segnato la rete del successo, poi ha pianto. Davide Ferrante: «Lacrime di chi nonostante tutto non ha mai mollato un centimetro ed ha sempre continuato a sognare e sperare»
Davide Ferrante
Davide Ferrante dopo il gol

GROSSETO. Davide Ferrante è salito sul pullman insieme ai compagni di squadra. La trasferta di Città di Castello, come ogni spostamento, si profilava difficile. L’andata era finita con una sconfitta, nell’autobus si avvertiva voglia di riscatto, aria di compensazione, desiderio di rimpinguare classifica e stimoli.

Davide ascoltava anche il cuore dando voce a ricordi senza sorriso, ad un anno trascorso con poca luce. Restava solo il profondo amore per il pallone, una passione nata insieme a lui a Orbetello, il 24 febbraio 2001. A 21 anni non ci si può arrendere senza avere un’altra occasione per dimostrare che si è bravi a giocare questo sport tanto dannato quanto superlativo.

«Non voglio mollare»

«Mi trascino dietro – rievoca tra sé e sé Ferrante sul pullman – esperienze poco brillanti come San Luca a Reggio Calabria, Gelbison a Salerno dove è vero che abbiamo vinto il campionato conquistando la serie C, ma dove non ho giocato tanto, contribuendo poco al traguardo. In estate sono approdato al Cynthialbalonga dove ho conosciuto persone serie. Anche qui, comunque, non ho mai giocato e ho chiesto di tornare a casa. Mi sono sentito messo da parte, una brutta impressione, ma l’esperienza allarga le spalle. Non voglio mollare».

Sul pullman Davide ripassa questi passaggi di vita mentre l’Umbria e la gara si avvicinano. «Poi mi ha chiamato il ds Vetrini e il cielo è diventato limpido – dice –  Sono fiero e felice di essere biancorosso, è un onore vestire questi colori che sanno di Maremma».

Dal finestrino Davide riconosce l’Umbria, Città di Castello è dietro l’angolo. «Giocherò? – si chiede in silenzio Davide guardando il mister – certo che Liguori è un uomo speciale, con lui parlo spesso, mi tiene vivo facendomi partecipe del progetto, al centro delle sue attenzioni. Per lui non ci sono attori principali o comparse. Questo particolare piace a tutto lo spogliatoio».

Davide gioca e segna

Le speranze diventano realtà, Davide è titolare, indossa la maglia numero 6, gioca e segna il gol della vittoria, dei tre punti incassati per inseguire la salvezza con più serenità. «Quando è arrivato il calcio d’angolo – questa è la voce di Davide Ferrante – ho pensato che potesse nascere una occasione propizia per ripagare la fiducia di tutti. Sono salito fino all’area opposta mentre Cesaroni si aggiustava la palla vicino alla bandierina. Ho visto la palla volare e mi sono detto che era lei quella che aspettavo. Ho colpito di testa e quella palla è diventata la rete del successo. In quell’istante – conclude Davide – ho cancellato i cattivi pensieri, sono stato travolto da una miscela di emozioni senza riuscire a trattenere le lacrime».

Appena rientrato in laguna, Davide affida ai social la sua commozione: «Quelle lacrime… – scrive Davide – lacrime di chi sa cosa ha vissuto in quest’ultimo anno, di chi sa cosa ha passato, quante cattiverie ha ricevuto e quanti rospi ha dovuto ingoiare…lacrime di chi nonostante tutto non ha mai mollato un centimetro, ed ha sempre continuato a sognare e sperare».

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