Il 14enne preso con la droga resta in carcere | MaremmaOggi Skip to content

Il 14enne preso con la droga resta in carcere

L’arresto del giovane trovato con 3 etti di hashish, cocaina ed eroina è stato convalidato: arrivato dalla Tunisia con un barcone, non ha trovato alcun aiuto. Il suo drammatico racconto
L’istituto penitenziario minorile di Firenze

GROSSETO. L’arrivo sul barcone, la famiglia rimasta nel suo Paese d’origine, una mamma malata e nessuna prospettiva. Nessun aiuto. È il drammatico racconto fatto dal quattordicenne tunisino arrestato pochi giorni da fa dalla polizia municipale, con 300 grammi di droga addosso. 

Il ragazzino, difeso dagli avvocati Federica Putignano e Riccardo Lottini, giovedì 15 febbraio è stato interrogato dal giudice. Resta nell’Ipm di Firenze, l’Istituto penitenziario minorile, dov’è rinchiuso da martedì 13 febbraio, dopo essere stato arrestato dagli agenti della polizia municipale. 

Via dalla fame con un barcone

Il giudice per le indagini preliminari del tribunale minorile di Firenze ha disposto il carcere, così come richiesto dal pm. Non ci sarebbe al momento spazio per una decisione diversa, come ad esempio l’affidamento del ragazzo a una comunità

Il 14enne, in Italia, non ha nessuno. Non ha una rete familiare, non ha amicizie. È arrivato in Italia 4 mesi fa, ha spiegato al giudice durante l’udienza di convalida dell’arresto, a bordo di un barcone che lo ha portato fino a Lampedusa. 

Durante il viaggio, non sapeva nemmeno se sarebbe sopravvissuto: è scappato dalla miseria, sperando di trovare fortuna in Italia. 

Ma fin dall’inizio, fin dal suo trasferimento in una comunità a Trapani, la sua nuova vita non gli avrebbe sorriso. In comunità – ha detto al giudice – è stato maltrattato dai ragazzi più grandi. E ha deciso di scappare e di attraversare mezz’Italia, fino a quando è arrivato a Roma. 

A Grosseto per trovare un posto migliore

Ha dormito per strada, ha mangiato quello che gli è capitato, ha rovistato nei cassonetti dell’immondizia. A Roma avrebbe anche provato più volte a chiedere aiuto, insieme ad altri ragazzi che come lui erano arrivati senza documenti in Italia, alle forze dell’ordine. 

Ma nessuno si sarebbe mai fatto avanti per aiutarlo: lasciato a 14 anni per strada, con altri ragazzi che hanno deciso di raggiungere Grosseto. Dove avevano alcuni amici. Lui avrebbe deciso di seguirli e sarebbe arrivato in città, dove, di nuovo avrebbe cercato di arrangiarsi come poteva. Senza soldi, senza documenti, solo con l’aiuto di chi qualche volta gli ha dato da mangiare e da dormire, quando non ha passato la notte fuori, per strada, alla stazione o in altre zone della città. 

È in questo contesto di miseria, di solitudine e di lotta alla sopravvivenza che si sarebbe prestato per spacciare. Confermando, con il suo arresto, che la manovalanza, a Grosseto, è sempre più giovane. 

Al giudice il quattordicenne ha promesso che cambierà vita: che non rifarà mai più quello per cui è finito in carcere. Spacciare, a soli 14 anni, hashish, cocaina ed eroina. Il giudice ha deciso che, al momento, il ragazzo resterà nel carcere minorile, dove potrà cominciare un percorso di recupero. Dove, se vorrà, potrà iniziare a studiare, imparare la lingua o un mestiere che lo tenga lontano dallo spaccio. 

 

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