I trattori tornano in città: prosegue la protesta degli agricoltori | MaremmaOggi Skip to content

I trattori tornano in città: prosegue la protesta degli agricoltori

Martedì 6 e mercoledì 7 febbraio un corteo di trattori e macchine agricole nel piazzale adiacente al Maremà. Mecarozzi: «Difendiamo la possibilità di avere ancora cibi sani sulle nostre tavole»
Aurelia Sud bloccata per la protesta degli agricoltori
La protesta degli agricoltori

GROSSETO. La protesta degli agricoltori non si ferma. Sono previste altre due giornate di manifestazione per martedì 6 e mercoledì 7 febbraio. Due giorni nei quali i trattori arriveranno nel piazzale adiacente al centro commerciale Maremà dove il picchetto resterà anche durante la notte. 

I trattori arriveranno da tutta la Maremma, com’è già successo la scorsa settimana, quando i mezzi agricoli si sono fermati alle porte di Grosseto. Incassando la solidarietà dei cittadini e di parte della politica.

Abbiamo parlato con Fabio Mecarozzi, agricoltore e promotore della protesta. 

I motivi della protesta

«Abbiamo avuto i permessi e la manifestazione verrà fatta nel piazzale adiacente al Maremà. Sarà una manifestazione questa volta ancora più grande perché avremo un’adesione di macchine agricole non indifferente, e si manifesta non solo perché noi stiamo difendendo il nostro lavoro, ma stiamo difendendo anche gli italiani – spiega Mecarozzi – In questo caso infatti, il futuro che andremo a proteggere è quello di poter avere ancora dei cibi sani avere la possibilità di produrre nelle nostre campagne, di dire all’Europa e far capire che noi abbiamo bisogno di lavorare e produrre tutti i marchi che altrimenti nelle campagne andrebbero ad estinguersi. Perché la nostra produzione non è rinomata solo in Europa, ma in tutto il mondo».

Un settore ormai in forte pericolo

«Se come si dice, la salute è ciò che mangi, è presto detto. Per i nostri prodotti, per le nostre famiglie, tutto questo è molto importante perché un intero settore è in pericolo. Dopo di noi anche altri settori si troveranno in difficoltà, perché noi facciamo girare l’economia nel senso che compriamo i trattori dalle industrie, compriamo gasolio, compriamo le sementi per seminare, pensiamo alla zootermia, anche questi settori saranno come noi in difficoltà – dice ancora uno dei promotori della protesta –  L’agricoltore è quello che fa muovere tanto l’economia. Quindi noi stiamo proteggendo il nostro futuro, quello dei nostri figli e soprattutto anche il fatto che noi siamo delle vere e proprie sentinelle del territorio. Questo perché riusciamo a tenere sott’occhio il territorio e quando arriva il turista altrimenti non vedrebbe le meraviglie ad esempio delle campagne senesi o il parco del grossetano, vedrebbe soltanto una situazione in malora e non custodita».

I prodotti italiani sono competitivi in Europa e nel mondo

«Noi portiamo avanti una possibilità di produrre dei prodotti che sono l’eccellenza e questa eccellenza va tutelata. Invece, alla Comunità Europea purtroppo, non interessa, perché ci sta togliendo tutti i sussidi. Per esempio la PAC che è un sussidio che ci danno, purtroppo con i contratti che hanno fatto i prezzi non sono adeguati a quello che noi produciamo, quindi ci danno questo aiuto altrimenti riusciremo a camminare con le nostre gambe, siamo competitivi non solo a livello europeo ma mondiale. Solo che che l’agricoltura italiana è sempre stata messa in ginocchio sempre messa in difficoltà perché purtroppo l’Europa, lo Stato italiano, i ministri che sono stati cambiati come le stagioni, al ministero dell’agricoltura, non hanno mai avuto un peso per poter dire e proporre una campagna agraria forte. Devono far capire che gli agricoltori italiani possono produrre ed essere competitivi, invece ci hanno sempre messo in difficoltà. Tutti nel tempo ci hanno fatto sempre promesse e invece poi non hanno mai fatto niente. Tutte le proposte di legge sono sempre finite in un cassetto e ci hanno sempre tenuto buoni senza affrontare la situazione».

«Ora non ci vogliamo far rappresentare da nessuno»

«Ora non ci vogliamo far rappresentare da nessuno, non abbiamo forze politiche bandiere di sindacati, di categoria, il nostro futuro ora lo vogliamo rappresentare da noi stessi, vogliamo essere noi gli artefici del nostro futuro. Questo anche per i cittadini perché la terra è anche dei cittadini, perché ci vivono anche loro, tuteliamo la salute di noi agricoltori, dei cittadini e dei figli dei cittadini. Un domani infatti ci saranno nuove generazioni che avranno altrimenti molte difficoltà».

«Una cosa molto importante di questi giorni è proprio vedere il supporto e la vicinanza dei cittadini, è addirittura commovente vedere le persone che quando passiamo con i trattori ci battono le mani ci seguono con le macchine, è una cosa che ci commuove il cuore. Ringrazio anche i giornalisti che ci stanno vicino in questi momenti narrando la nostra storia e dandoci visibilità».

La presidente del Comitato Pastori di Italia, Mirella Pastorelli

La presidente del Comitato Pastori di Italia, Mirella Pastorelli, non può rimanere in silenzio in un momento così tragico per gli allevatori e per gli agricoltori scesi in strada per rivendicare i loro diritti troppo spesso calpestati dalla politica sia italiana che comunitaria. La protesta si sta allargando a macchia d’olio su tutto il territorio italiano e contemporaneamente in altri Paesi membri della Comunità Europea.

Mirella Pastorelli, presidente comitato pastori d'Italia
Mirella Pastorelli, presidente comitato pastori d’Italia

Una protesta che si sta dilagando in Europa per protestare contro il parlamento europeo schierato a pro lobby con normative “ Green “ che stanno distruggendo il settore agricolo .

Paesi diversi uniti da un unico obiettivo

La manifestazione per la prima volta vede Paesi diversi uniti per un comune obiettivo: combattere scelte scellerate, tra le tante il taglio dei contributi alle attività agricole, l’uso dei fitofarmaci, il sottocosto dei prodotti ai produttori, i terreni a riposo . Non mancano le critiche anche al governo italiano che dal 2024 tasserà i terreni ( nuovo Irpef), i costi eccessivi dei carburanti , l’inflazione galoppante e i danni ai raccolti e agli allevamenti dalla fauna selvatica. Dinanzi ad un quadro così desolante, la presidente, non poteva trascurare il problema che riguarda le aziende , che oltre ad avere i problemi elencati, si trovano ad affrontare anche i problemi della viabilità. L’Aurelia, un‘ arteria importante percorsa ogni giorno da migliaia e migliaia di auto, necessità da anni di essere messa in sicurezza . Ultimamente c’ è la proposta di chiudere lo svincolo di Cupi.

 

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