Guardia di finanza in Comune, Giacomo Gori: «Caso amministrativo di estrema gravità» | MaremmaOggi Skip to content

Guardia di finanza in Comune, Giacomo Gori: «Caso amministrativo di estrema gravità»

Il consigliere comunale interviene sull’acquisizione di atti da parte della Corte dei conti: dubbi su missioni all’estero, trasparenza e gestione dell’ufficio relazioni internazionali
Giacomo Gori ad un consiglio comunale
Giacomo Gori ad un consiglio comunale

GROSSETO. L’intervento degli uomini della guardia di finanza in Comune, su mandato della procura della Corte dei conti, trasforma quelle che l’amministrazione definiva «polemiche da cabaret» in un caso amministrativo e giudiziario di estrema gravità.

A dirlo è il consigliere comunale Giacomo Gori, che interviene sulla vicenda sottolineando come i dubbi sollevati nei mesi scorsi sulla trasparenza amministrativa e sulla gestione delle missioni estero Comune fossero fondati.

«Dinanzi a questo scenario – afferma —-mi trovo costretto a constatare di essere stato un facile profeta: i dubbi che avevo sollevato sulla trasparenza e sulla gestione delle missioni all’estero non erano “riflessi comunisti”, ma preoccupazioni fondate sulla tutela della cosa pubblica».

L’indagine della magistratura contabile

Secondo Giacomo Gori, l’interrogazione consiliare che aveva annunciato non sarebbe più necessaria, perché l’urgenza di una risposta politica è stata ormai superata dai fatti.

Oggi, infatti, è la magistratura contabile a cercare chiarimenti sul funzionamento dell’ufficio relazioni internazionali, acquisendo atti e documenti per valutare la correttezza dell’operato dell’ente.

Il consigliere richiama anche le dichiarazioni del  collega Andrea Vasellini, che avrebbe sostenuto la tesi del «costo zero», spiegando che le imprese coinvolte si sarebbero pagate autonomamente il viaggio e che quindi non sarebbe stato necessario alcun bando.

I dubbi su costi indiretti e trasparenza

Per Giacomo Gori questa ricostruzione ignorerebbe i costi indiretti e i possibili rischi reputazionali. L’ufficio relazioni internazionali, con personale e risorse pubbliche, avrebbe infatti lavorato per organizzare la missione. Secondo il consigliere, se la macchina pubblica viene utilizzata per una delegazione ristretta senza una chiara pubblicità e diffusione dell’opportunità, si configurerebbe un utilizzo poco trasparente delle istituzioni, con possibili criticità sul piano della trasparenza amministrativa.

Gori richiama inoltre il recente orientamento dell’Anac, secondo cui gli accordi di sponsorizzazione devono essere formalizzati definendo prestazioni, ripartizione dei compiti e oneri economici tra soggetto pubblico e privato.

Il ruolo delle istituzioni e la rappresentanza pubblica

«Le istituzioni appartengono a tutti — prosegue il consigliere — Utilizzare il prestigio e i canali diplomatici del Comune come “apripista” per interessi privati non può prescindere da una condotta più che trasparente e partecipata».

Giacomo Gori critica anche il paragone, attribuito al consigliere Vasellini, tra una missione ufficiale presso un’ambasciata e una «cena in pizzeria», definendolo «un insulto al valore della rappresentanza istituzionale».

«Ora la parola passa ai magistrati»

Il consigliere conclude evidenziando come non sia più il tempo di polemiche politiche o comunicati sarcastici.

Mentre l’amministrazione – secondo la sua ricostruzione – avrebbe scelto il silenzio o lo scherno, la guardia di finanza è entrata negli uffici comunali per fare luce su un ambito definito «circoscritto e specifico» della gestione amministrativa.

«Ora che la parola passa ai magistrati – conclude Giacomo Gori – resta l’amarezza di vedere il nome della nostra città accostato a indagini contabili per una gestione che, fin dall’inizio, è apparsa priva del necessario rigore e della dovuta trasparenza verso tutti i cittadini e gli imprenditori del territorio meno “fortunati”, meno “informati” e meno “facoltosi”».

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