GROSSETO. «Dal Comune-comunità al Comune-azienda». È con questa formula netta che il consigliere comunale del Movimento 5 stelle Giacomo Gori interviene sull’attività dell’ufficio relazioni internazionali del Comune di Grosseto e sulla recente missione istituzionale a Dubai e Abu Dhabi.
In un duro comunicato, Gori accusa la giunta e il sindaco di imprimere alla città una «deriva manageriale della politica», trasformando l’ente pubblico in uno strumento al servizio di una ristretta cerchia di imprenditori.
«Una deriva manageriale della politica»
Secondo il consigliere, l’avvio dell’attività dell’ufficio relazioni internazionali, con il coinvolgimento diretto di imprenditori locali, non sarebbe «solo una scelta amministrativa», ma il segnale di una trasformazione più profonda.
Nel testo viene citato il direttore di Limes, Lucio Caracciolo, e la sua analisi sull’«età delle transazioni», dove – scrive Gori – «la politica smette di seguire regole istituzionali e democratiche trasparenti per diventare un terreno di accordi diretti».
Per il consigliere M5s, il rischio è quello di un Comune che agisce come una struttura aziendale: «Il sindaco non è più un leader politico che risponde alla comunità, ma un manager che gestisce relazioni per estrarre capitale, mentre il cittadino viene declassato a semplice risorsa umana».
La missione a Dubai nel mirino
Nel comunicato si fa riferimento diretto alla recente missione istituzionale negli Emirati Arabi Uniti, giustificata dalla giunta come un’occasione per agganciare mercati in crescita e hub logistici internazionali.
Secondo Gori, però, si tratterebbe di uno sforzo amministrativo «su un terreno che non compete al Comune» e che sarebbe già «densamente presidiato da soggetti pubblici e privati a ogni livello».
«Le più alte istituzioni locali – scrive – non possono diventare lo strumento per l’internazionalizzazione delle imprese private».
«Trasparenza totale sulle attività dell’ufficio»
Il consigliere parla di «confusione di ruoli» e di possibili discriminazioni sia nell’ambito imprenditoriale sia sul piano sociale, denunciando una percezione di crescente distanza tra istituzioni e cittadini.
Gori chiede quindi «trasparenza totale» sulle attività dell’ufficio relazioni internazionali, domandando che sia chiarito se l’amministrazione stia operando nell’interesse generale della città o se stia «allestendo un tavolo per transazioni private di una cerchia ristretta».
Nel mirino anche il modello comunicativo adottato dall’amministrazione, definito «esageratamente sbilanciato verso i personalismi interni all’istituzione».
Un fronte politico destinato ad allargarsi
L’intervento del Movimento 5 stelle apre un nuovo fronte politico attorno al tema dell’internazionalizzazione e al ruolo del Comune nelle dinamiche economiche.
Resta ora da capire se la giunta replicherà nel merito alle accuse e quali chiarimenti verranno forniti sull’attività dell’ufficio relazioni internazionali e sulle future missioni all’estero.



