A processo per spaccio, chiede scusa ai giudici | MaremmaOggi Skip to content

A processo per spaccio, chiede scusa ai giudici

Il tribunale del riesame di Firenze dispone la scarcerazione del 32enne arrestato a Grosseto: per lui il divieto di dimora nella provincia
Il tribunale di Firenze

GROSSETO. Il tribunale del riesame di Firenze ha disposto la scarcerazione di Yahya Sahlaoui, il 32enne arrestato a Grosseto con l’accusa di spaccio.

I giudici hanno accolto parzialmente la richiesta presentata dall’avvocato Giulio Parenti, sostituendo la misura della custodia cautelare in carcere con il divieto di dimora nella provincia di Grosseto.

La decisione è arrivata dopo l’udienza del 5 maggio davanti al tribunale del riesame di Firenze, collegio composto dai magistrati Luca Gaspari, Franco Attinà e Francesco Cerretelli.

L’arresto dopo il controllo dei carabinieri

Il 17 aprile i carabinieri avevano notato Sahlaoui muoversi avanti e indietro lungo la strada e cedere qualcosa a un automobilista attraverso il finestrino dell’auto, ricevendo in cambio del denaro.

Subito dopo il controllo, i militari avevano trovato addosso al 32enne due involucri di eroina, nascosti nella tasca dei pantaloni, e tre involucri di cocaina occultati in un calzino, oltre a 98 euro in contanti.

La droga sequestrata ammontava complessivamente a circa tre grammi tra eroina e cocaina.

Il precedente divieto di dimora a Firenze

Nell’ordinanza viene evidenziato anche un altro elemento ritenuto importante dagli investigatori: al momento dell’arresto, Sahlaoui era già sottoposto a un divieto di dimora a Firenze per un procedimento analogo legato agli stupefacenti.

Secondo il tribunale, questo elemento dimostrava un concreto rischio di reiterazione del reato. Per questo motivo, in un primo momento, il tribunale di Grosseto aveva disposto la custodia cautelare in carcere.

La decisione del riesame

Il tribunale del riesame ha però ritenuto eccessiva la permanenza in carcere rispetto alla gravità complessiva dei fatti contestati.

Pur riconoscendo la presenza delle esigenze cautelari e il rischio che l’uomo possa tornare a spacciare, i giudici hanno stabilito che una misura meno afflittiva fosse sufficiente.

Per questo motivo è stato disposto il divieto di dimora nella provincia di Grosseto, misura considerata idonea a interrompere i contatti con eventuali fornitori e clienti presenti sul territorio.

Le scuse davanti ai giudici

Nel corso dell’udienza, l’imputato avrebbe anche espresso le proprie scuse per quanto accaduto.

La difesa, rappresentata dall’avvocato Giulio Parenti, aveva chiesto l’annullamento della misura cautelare o, in alternativa, la sostituzione del carcere con una misura meno severa.

Una richiesta che il tribunale del riesame ha deciso di accogliere parzialmente, ordinando l’immediata liberazione dell’uomo se non detenuto per altre cause.

Autore

Riproduzione riservata ©

pubblicità

Condividi su

Articoli correlati