La Grosseto degli anni Novanta torna alle Clarisse: apre la Città Visibile | MaremmaOggi Skip to content

La Grosseto degli anni Novanta torna alle Clarisse: apre la Città Visibile

Dai concerti del Jungle a Festambiente, dal Tiburzi a Celtracon, fino a computer, console, giocattoli e fotografie di famiglia. Venerdì 18 settembre alle 18 apre “Pezzi da Novanta”, la grande mostra costruita anche con i ricordi e gli oggetti dei grossetani
Il manifesto della mostra

GROSSETO. Ci sono il Jungle Live Club e il centro sociale Tiburzi, le immagini delle prime edizioni di Festambiente, l’arte contemporanea arrivata a Grosseto con Celtracon. Ma ci sono anche i computer, le console, i giocattoli, le fotografie e i filmati conservati per trent’anni nei cassetti delle famiglie.

È una Grosseto degli anni Novanta raccontata attraverso l’arte, la musica, i luoghi d’incontro e soprattutto la memoria di chi quel decennio lo ha vissuto quella che da venerdì 18 settembre riempirà gli spazi del Polo culturale Le Clarisse.

Alle 18 si inaugura infatti “Pezzi da Novanta. Gli anni ’90 a Grosseto”, diciassettesima edizione della Città Visibile, la manifestazione di arte e animazione culturale urbana organizzata dal Polo culturale Le Clarisse di Fondazione Grosseto Cultura, con il contributo di Fondazione CR Firenze e la collaborazione del Comune e della Provincia di Grosseto.

Una mostra costruita anche dai grossetani

Il cuore della manifestazione sarà “Ninety Open Source M.R.L. – Mostra a responsabilità limitata”, un’esposizione che già nel nome racconta la sua particolarità.

Non una mostra costruita soltanto attraverso opere selezionate dai curatori, ma un racconto collettivo al quale hanno potuto contribuire istituzioni, associazioni e semplici cittadini, rispondendo al bando pubblico e mettendo a disposizione oggetti, immagini e materiali capaci di raccontare quel periodo.

La formula “Mostra a responsabilità limitata” nasce proprio da qui: esiste un coordinamento curatoriale, ma il racconto si allarga a ciò che le persone hanno scelto di conservare e oggi di condividere.

Ne viene fuori una sorta di album collettivo della Grosseto degli anni Novanta, nel quale la grande arte convive con gli oggetti della vita quotidiana.

Quando a Grosseto arrivarono i grandi dell’arte

Una delle sezioni più importanti sarà dedicata a Celtracon, la manifestazione internazionale di arte contemporanea che nel 1995 portò a Grosseto artisti di primo piano.

Tra i protagonisti di quell’esperienza ci furono Daniel Spoerri, Emilio Isgrò, Giuliano Mauri, Luca Patella, Mirella Bentivoglio, Vasco Bendini e Giosetta Fioroni.

La mostra recupererà opere e testimonianze di quella stagione, insieme a lavori realizzati negli anni Novanta da Gunther Rechn e ad alcune opere della collezione Ticci.

Proprio durante l’inaugurazione è prevista anche la cerimonia di donazione alla città di un quadro degli anni Novanta di Gunther Rechn da parte della città tedesca di Cottbus.

Dal Jungle al Tiburzi, i luoghi che hanno segnato una generazione

Ma gli anni Novanta grossetani non furono soltanto arte.

Il percorso prova a ricostruire anche i luoghi nei quali una generazione si incontrava, ascoltava musica, discuteva e sperimentava nuovi linguaggi.

Una sezione sarà dedicata ai “luoghi della cultura”, con materiali sulla nascita di realtà destinate a lasciare un segno nella città e nel territorio, come Festambiente, Storie di cinema e l’Isgrec.

“I luoghi dell’incontro” faranno invece riemergere dalla memoria esperienze molto diverse tra loro come il Centro sociale occupato e autogestito Tiburzi e il Jungle Live Club, nomi che per molti grossetani significano immediatamente serate, concerti, amicizie e un pezzo della propria giovinezza.

Foto e vecchi filmati riportano indietro di trent’anni

A ricostruire il volto della città saranno anche le fotografie provenienti dagli archivi BF e soprattutto i filmati d’epoca e quelli recuperati dagli archivi familiari.

La sezione video è curata da Kansassity e porterà dentro la mostra immagini che non raccontano soltanto gli eventi ufficiali, ma anche la quotidianità di quel periodo.

Una memoria privata che, entrando nelle sale delle Clarisse, diventa memoria collettiva.

Computer, console e giocattoli: gli oggetti simbolo dei Novanta

Ci sarà poi spazio per tutto ciò che negli anni Novanta entrò nelle case cambiando abitudini, giochi e linguaggi.

La sezione “Visible classic device” sarà dedicata a computer e console, mentre altri spazi ospiteranno giocattoli iconici del decennio e i fumetti di Armando Orfeo.

Il passato dialogherà però anche con il presente grazie a “90s MOOD, Mostra diffusa di realtà aumentata”, progetto di Diego Capani.

Attraverso alcuni QR code, i visitatori potranno utilizzare il proprio smartphone per visualizzare oggetti tridimensionali legati agli anni Novanta, sovrapponendo la tecnologia di oggi ai simboli di trent’anni fa.

Anche Space U36 entra nella Città Visibile

La manifestazione non resterà confinata nelle sale delle Clarisse.

Per la prima volta partecipa alla Città Visibile anche Space U36, lo spazio fotografico di via dell’Unione 36/a, che propone “Instant Mania”, un percorso dedicato alla fotografia istantanea.

Dal 18 al 27 settembre saranno organizzati una mostra, incontri e laboratori per ripercorrere la storia di una tecnologia che conobbe la sua età d’oro prima di entrare in crisi proprio negli anni Novanta e tornare successivamente di moda.

L’inaugurazione è in programma venerdì 18 settembre alle 21.

La Notte Visibile accende il centro storico

“Pezzi da Novanta” accompagnerà Grosseto fino a domenica 27 settembre, con un calendario di incontri, musica, arte e performance.

Il momento culminante arriverà sabato 26 settembre con la Notte Visibile della Cultura, quando eventi e iniziative si distribuiranno nel centro storico e i musei cittadini resteranno aperti gratuitamente.

La mostra alle Clarisse sarà visitabile dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20. L’ingresso è gratuito, fatta eccezione per il Museo Luzzetti.

Sabato 26 settembre, in occasione della Notte Visibile, l’intero Polo culturale sarà aperto gratuitamente dalle 18 alle 24.

Per dieci giorni, insomma, Grosseto potrà tornare indietro di trent’anni. Non soltanto per guardare ciò che resta degli anni Novanta, ma per ritrovare la città che c’era, i posti nei quali ci si incontrava e gli oggetti che allora sembravano modernissimi e che oggi sono diventati memoria.

Autore

Riproduzione riservata ©

pubblicità

Condividi su

Articoli correlati