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Grifone, il puzzle non è riuscito

Mancano due sole partite, ma la squadra non è compatta. In 180 minuti in gioco una stagione partita male e ancora in bilico
Filippo Vetrini con il tecnico Roberto Cretaz
Filippo Vetrini con il tecnico Roberto Cretaz

GROSSETO. In questo ultimo tratto di campionato il Grifone si è trovato di fronte tutte le asprezze di una stagione veramente anomala, costellata di ostacoli dalle forme irregolari e meteo mai amico.

Per iniziare ecco due ritiri per una rosa lunga come un treno merci, proseguendo sono apparsi due presidenti con conseguente rimescolamento dell’organigramma societario all’interno di traversie anche pubbliche e poco simpatiche.

I terremoti, applicati ad una situazione particolarmente magra dei necessari elementi per fare sport, sono stati arginati con Andrea Liguori in panchina. Il tecnico è stato bravo a dipanare una matassa senza fine riuscendo ad asfaltare una mulattiera di montagna regalando alla fine del suo mandato 28 punti.

In inverno altra strambata. Nuova società, nuovo presidente, nuovi uomini all’interno. Contemporaneamente è iniziato il via vai nello spogliatoio con arrivi e partenze come fosse Ferragosto. Il panorama da magro è diventato garanzia di presente e futuro.

La rivoluzione in panchina

Allontanato Liguori ecco Cretaz. Per entrambi l’incognita si chiamava “amalgama” nello spogliatoio.

Il primo ne ha pagato le conseguenze, per il secondo si tratta di una patata bollente ancora non risolta. E non risolvibile in soli 180′ che restano da giocare. Perché, è inutile girarci intorno, le stanze biancorosse non sono compatte, i due affluenti estivo e invernale non si sono fusi dando origine a prestazioni definite poi poco “reattive”.

Squadra poco coesa, senza carattere

Il Grifone non ha un’anima sola, non è, come si dice adesso, coeso. Di conseguenza le avversarie appaiono molto più protese verso gli obiettivi mentre l’uccellaccio perde piume e si spezza gli artigli.

In pratica ognuno gioca per se stesso con il valore squadra a restare ai margini. Per essere ancora più crudeli qualcuno non esce con la maglia zuppa pensando già alla prossima avventura. La cornice che racchiude il quadro l’ha disegnata il dopo Livorno con la squalifica dello Zecchini fino a fine maggio.

Anche questo è stato usato come alibi per deporre anzitempo motivazioni e agonismo.

Autore

  • Giancarlo Mallarini

    Collaboratore di MaremmaOggi. Ho viaggiato sulla carta stampata, ho parlato alla radio e alla televisione. Ora ho la fortuna e il privilegio di scrivere online su maremmaoggi.net. Come lavagna uso il cielo. Maremma Oggi il giornale on line della Maremma Toscana - #UniciComeLaMaremma

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