CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Ci sono abitudini che raccontano una persona meglio di qualsiasi parola. E ci sono silenzi che, all’improvviso, fanno paura.
Per Giuseppe Baggiani, architetto di 62 anni, uno dei momenti più importanti della giornata era quello trascorso con il suo cavallo. Un legame profondo, fatto di gesti semplici e di attenzioni quotidiane. Quasi ogni giorno raggiungeva il centro ippico di Punta Ala per accudirlo. E quando non riusciva ad andarci, prendeva il telefono e chiamava per chiedere come stesse, per assicurarsi che fosse tutto a posto.
Poi, all’improvviso, quel telefono ha smesso di squillare.
Il silenzio che ha fatto scattare l’allarme
Per due giorni nessuna visita, nessuna telefonata. Un’assenza insolita per chi conosceva bene Giuseppe e sapeva quanto fosse legato al suo cavallo.
I responsabili del centro ippico hanno capito subito che qualcosa non andava. Quel silenzio non era da lui. Così, martedì 21 luglio, hanno chiamato il 112.
In pochi minuti davanti al palazzo dove abitava l’architetto sono arrivati i vigili del fuoco e i carabinieri. Proprio mentre i soccorritori erano davanti all’ingresso è arrivato anche il fratello Michele, conosciuto e stimato medico ortopedico. Ha visto il mezzo dei vigili del fuoco parcheggiato sotto casa di Giuseppe e si è fermato subito. Probabilmente, in quel momento, aveva già capito che era successo qualcosa di grave.
Quando i vigili del fuoco sono riusciti a entrare nell’appartamento, hanno trovato il 62enne riverso a terra, ormai senza vita. Per lui non c’era più nulla da fare.
Un malore, forse due giorni prima
La morte, secondo una prima ricostruzione, sarebbe stata provocata da un malore improvviso. Il decesso potrebbe risalire a un paio di giorni prima del ritrovamento, anche se sarà il medico legale a stabilire con precisione sia le cause sia l’orario della morte.
Giuseppe Baggiani viveva da solo. E a raccontare che qualcosa non andava, questa volta, non sono stati il telefono che squillava a vuoto o un appuntamento mancato. È stata l’assenza di un uomo che ogni giorno trovava il tempo per andare dal suo cavallo o, almeno, per chiedere come stesse. Un’abitudine che chi gli era vicino conosceva bene e che, interrompendosi all’improvviso, ha fatto capire che c’era qualcosa che non poteva più aspettare.
Una persona molto conosciuta a Castiglione
La notizia si è diffusa rapidamente a Castiglione della Pescaia, dove Giuseppe Baggiani era molto conosciuto, sia per la sua professione di architetto sia per i rapporti costruiti negli anni con tante persone del paese.
Ma c’è un dettaglio che oggi rende questa storia ancora più dolorosa. A dare il primo segnale che qualcosa non andava non è stata una telefonata mancata di lavoro o un appuntamento saltato. È stato quel rapporto speciale con il suo cavallo, quell’appuntamento quotidiano che non veniva mai meno.
Un’assenza che i gestori del centro ippico hanno saputo riconoscere subito. E che ha portato alla scoperta della tragedia.



