Giornata dell’infermiere, l’allarme di Opi: «Troppe dimissioni e carenza di personale» | MaremmaOggi Skip to content

Giornata dell’infermiere, l’allarme di Opi: «Troppe dimissioni e carenza di personale»

Il presidente Luca Grechi: «Servono più valorizzazione, nuove tecnologie e incentivi per trattenere gli infermieri nel sistema pubblico»

GROSSETO. Si celebra domani, martedì 12 maggio, la Giornata internazionale dell’infermiere, ricorrenza istituita nel 1992 nella data di nascita di Florence Nightingale, nata il 12 maggio 1820 e considerata la fondatrice delle moderne Scienze infermieristiche.

Una giornata che rappresenta non solo un momento celebrativo, ma anche un’occasione per riflettere sulle difficoltà che la professione infermieristica sta vivendo, tra carenza di personale, dimissioni anticipate e crescente disaffezione delle nuove generazioni.

Grechi: «La professione è cambiata profondamente»

«Una ricorrenza che celebriamo ogni anno – spiega Luca Grechi, presidente di Opi Grosseto – e che è diventata anche un’occasione per riflettere sulla professione. In questi ultimi anni la professione infermieristica si è profondamente modificata, così come sono cambiati i percorsi di studio, dando modo agli aspiranti infermieri o ai professionisti già laureati di specializzarsi sempre di più, nell’ottica di offrire servizi puntuali ai cittadini».

Secondo Grechi, però, a fronte di una crescente specializzazione, si registra anche una forte carenza di professionisti rispetto ai bisogni della sanità nazionale, accompagnata da diffuse manifestazioni di scontento legate alle condizioni lavorative.

In Toscana 800 dimissioni anticipate nel 2025

I numeri diffusi recentemente dalla Corte dei Conti fotografano una situazione preoccupante: nel 2025 in Toscana si sono registrate 800 dimissioni anticipate da parte degli infermieri del sistema pubblico, mentre la carenza di personale è stimata attorno a 5mila unità.

«È evidente – dice Grechi – che dobbiamo interrogarci sulle motivazioni che spingono, da un lato, i professionisti assunti a rinunciare al proprio incarico e, dall’altro, sulle ragioni che non rendono questa carriera abbastanza appetibile per le nuove generazioni».

Tra i temi indicati dal presidente di Opi Grosseto ci sono le condizioni contrattuali, i riconoscimenti economici, l’organizzazione del lavoro e il carico di responsabilità sugli infermieri.

«Il rischio è perdere professionisti verso il privato o l’estero»

Grechi sottolinea come il rischio concreto sia quello di vedere sempre più professionisti scegliere il settore privato oppure trasferirsi all’estero.

«Il rischio che corriamo – continua – è che il personale qualificato si orienti verso il settore privato o, addirittura, decida di lavorare all’estero, rendendo di fatto inattuabile l’organizzazione del sistema sanitario nazionale e regionale, che fa sempre più affidamento sugli infermieri».

Una situazione che avrebbe conseguenze dirette anche sui cittadini: «A fare le spese della carenza di infermieri sono in prima battuta i cittadini, che rischiano di vedere aumentare i tempi di attesa per ricevere le prestazioni di cui necessitano».

«Più coinvolgimento e valorizzazione della professione»

La Giornata internazionale dell’infermiere diventa quindi anche un momento per avanzare proposte concrete.

«Potremmo lavorare per valorizzare maggiormente gli infermieri – conclude Grechi – sottolineando il loro ruolo non solo di esecutori, ma di professionisti con competenze strategiche per l’attuale e futura organizzazione del Servizio sanitario nazionale».

Tra le proposte avanzate dal presidente di Opi Grosseto anche la valorizzazione delle specializzazioni ottenute tramite master, incentivi per le aree più disagiate e un maggiore coinvolgimento degli infermieri nelle nuove tecnologie.

«Un maggiore coinvolgimento – conclude – potrebbe non solo stimolare i professionisti già assunti ad affrontare nuove sfide, ma anche rendere nuovamente appetibile la professione per le nuove generazioni».

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