Francesco Benelli, la voce della Maremma che trasformava la vita in poesia | MaremmaOggi Skip to content

Francesco Benelli, la voce della Maremma che trasformava la vita in poesia

Volti di Maremma. Nato a Maiano Lavacchio nel 1927, è stato uno dei grandi interpreti della poesia estemporanea e del canto a braccio. Con i suoi “maggerini” ha custodito e tramandato una delle tradizioni più autentiche della Maremma
Francesco Benelli

di Rossano Marzocchi

MAGLIANO IN TOSCANA. Tra le tradizioni che segnano la Maremma ve n’è una che vede protagonista l’uomo, come osservatore, testimone e poeta di ciò che accade intorno a lui. È il canto popolare, spesso in rima, nato per omaggiare la nostra terra e per tramandare di padre in figlio gli usi e i costumi del territorio e della sua gente.

Uno degli interpreti più autorevoli di questa tradizione, con particolare riferimento alla seconda metà del Novecento, è sicuramente Francesco Benelli.

La passione per la poesia estemporanea

Nato nel 1927 a Maiano Lavacchio, nel comune di Magliano, fin da giovanissimo, insieme al fratello Elidio e spronato dagli zii Argillano e Assalonne, coltiva la passione per la poesia estemporanea e partecipa a eventi e ricorrenze locali. Da allora si lega a filo doppio con la terra di Maremma e, appena può, ne decanta in rima le sue bellezze, ne racconta i cambiamenti e ne sottolinea le particolarità.

Nel 1955 sposa Ottavina, dalla cui unione nascerà Elena, a cui lui insegnerà le basi della poesia estemporanea, e non lo fa soltanto per piacere e divertimento, ma soprattutto nella convinzione dell’importanza della trasmissione dell’antica arte del canto a braccio.

I “maggerini” e il canto augurale di primavera

Persona gentile e sensibile, oltre che straordinario improvvisatore in ottava rima, negli anni Settanta crea un gruppo di “maggerini”, coi quali prosegue la tradizione del canto augurale di primavera per i poderi e le campagne, creando “maggi” diversi di anno in anno: vere e proprie poesie canore, che cambiano col momento e il contesto storico, prendendo spunto dall’attualità e persino dalla politica.

La memoria di Francesco Benelli

Fino a pochi anni prima della morte, partecipa a incontri nelle scuole e nei circoli per testimoniare quell’antica e tramandata arte orale che ha caratterizzato la sua vita. Francesco Benelli scompare a Grosseto nel 2016, ma la sua voce e la sua passione autentica restano nella memoria di chi l’ha conosciuto e nei canti di chi ancora porta avanti questa tradizione.

La raccolta di poesie “Arcadia”

L’attenzione su Benelli resta alta anche dopo la sua morte, tanto che nel 2018 esce una raccolta di sue poesie dal nome Arcadia, perché i versi scritti e il canto non sono disgiunti tra loro, ma costituiscono due facce della stessa medaglia chiamata arte. Oggi è ampiamente riconosciuto come l’opera di Francesco Benelli si collochi a pieno titolo nella tradizione della poesia improvvisata in ottava rima, ancora praticata con passione in Maremma e apprezzata ben oltre i confini locali.


Rossano Marzocchi, nota biografica

Rossano Marzocchi è nato e vive a Grosseto. Giornalista pubblicista, già direttore di banca, è un attento studioso e cultore di storia locale, tematica che da molti anni tratta su quotidiani e periodici legati al territorio.

In particolare, dal 2011 al 2025, su La Nazione Grosseto ha ripercorso ogni domenica le vite di uomini e donne che hanno segnato la Maremma, raccontando negli anni le storie di oltre seicento personaggi.

È membro delle redazioni del settimanale Toscana Oggi/Rinnovamento e del mensile Maremma Magazine, del consiglio di amministrazione della Fondazione Luciano Bianciardi e dell’Arciconfraternita di Misericordia di Grosseto.

Ha ricoperto in passato incarichi pubblici e istituzionali, tra i quali membro della Commissione Toponomastica del Comune di Grosseto, della Commissione consultiva del Teatro Comunale degli Industri e commissario dell’Azienda Farmaceutica Comunale. Per il suo impegno per il territorio, nel 2005 è stato insignito anche dell’onorificenza di Commendatore della Repubblica.

È autore, inoltre, di numerosi saggi che affondano la penna nella Maremma e nella sua gente. Tra questi, Vite nel vento – Storie e persone che hanno segnato l’ultimo secolo in Maremma” (Polistampa, 2009), acquisito anche dalle biblioteche statunitensi delle Università di Princeton, Harvard e Yale, nonché dalla Library of Congress e dalla New York Public Library; Maremma voce dell’anima – Il linguaggio della nostra terra (Innocenti Editore, 2017); La storia dei Grifoni – Sessant’anni del premio della Proloco di Grosseto, scritto insieme a Umberto Carini (Innocenti Editore, 2018).

Nel 2025, La Nazione ha pubblicato il libro da lui curato “Storie di Maremma – Grosseto e la sua terra nei volti dei protagonisti”, che raccoglie una selezione di articoli dell’autore tra quelli pubblicati nel tempo per il giornale.

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