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Follonica, si dimette la segretaria del Pd: «Così ripartiamo»

Si dimette la segretaria Mirjam Giorgieri con tutta la segreteria: «Atto dovuto, ma anche occasione per ripartire»
Mirjam Giorgieri con Andrea Pecorini in un incontro pubblico prima delle elezioni
Mirjam Giorgieri con Andrea Pecorini in un incontro pubblico prima delle elezioni

FOLLONICA. Azzerare per rinascere. Questa è la posizione con la quale la segretaria del Partito Democratico di Follonica e tutta la sua segreteria, si sono presentati dimissionari all’assemblea di mercoledì 12 giugno a seguito della sconfitta elettorale. 

Il Pd riflette sui motivi di una sconfitta bruciante. A partire dalla scelta di primarie forse troppo ravvicinate al voto, primarie che portano sempre con sé qualche strascico. E anche su risultati di figure di spicco del partito che sono andati ben al di sotto alle aspettative.

Nel comunicato della segretaria non si fanno nomi, si parla di responsabilità condivisa, in sostanza il “peccato” in questo caso è collettivo, ma se non entrano in consiglio due assessori uscenti (Catalani con il Pd e Ricciuti che con la lista civica non ha raggiunto i voti necessari), l’ex segretaria provinciale del partito (Pinzuti) e una consigliera regionale in carica (Spadi), significa che qualcosa non ha funzionato.

O che, forse, non funziona da tempo, perché il passaggio di consegne fra amministrazioni si prepara negli anni e non certo negli ultimi tre mesi.

Giorgieri: «Dimissioni atto dovuto, ma anche occasione per ripartire»

«Le dimissioni – commenta la segretaria Mirjam Giorgieri – non sono solo un atto dovuto, ma una chiara volontà mia e di tutta la segreteria di permettere al partito di poter ripartire, con nuovi organismi dirigenti ed aprendosi il più possibile a nuove forze». 

«Era necessario assumersi la responsabilità dell’insuccesso, perché, se le ragioni sono complesse e avranno bisogno di tempo per sedimentare ed essere comprese appieno, occorre assolutamente non nascondersi dietro un dito e rifuggire dalla reazione immediata ed umana di semplificazione, che può portare ad additare altri come unici responsabili, non valutando le proprie responsabilità e come alcuni hanno già fatto nei giorni scorsi».

«Sono stati commessi errori, sicuramente e la responsabilità di questo fallimento è stata condivisa da tutto il gruppo dirigente senza mai additare un solo responsabile. Gli interventi, tanti,  della serata hanno confermato questo atteggiamento di solidarietà e di condivisione del fallimento, come un vero partito plurale e democratico dovrebbe fare». 

«Dimettersi non significa per noi scappare dal partito, volersi flagellare e ritenersi gli unici responsabili, ma significa avere un atteggiamento proattivo per permettere al Pd di ripartire».

Giorgieri: «Già arrivano nuovi tesserati» 

«Nelle immediate ore successive alla sconfitta in tanti mi hanno contattata per rinnovare la tessera o per farla da nuovi tesserati e questo è un segnale che fa ben sperare per il futuro. Auspico che l’assemblea possa decidere di coinvolgere anche i nuovi nella definizione del nuovo gruppo dirigente, per non sprecare l’occasione di un vero rinnovamento». 

«Davanti a noi ci sono 5 anni di opposizione in consiglio comunale; svolgeremo il nostro compito con l’attenzione di chi conosce profondamente la città, la macchina amministrativa e i progetti che sono in atto e che non vogliamo che siano distrutti dalla nuova Amministrazione, così come non vogliamo che essa abdichi sui valori ideali sui quali si sono fondate le azioni delle precedenti amministrazioni: inclusione, cura, equità, sostenibilità». 

Giorgieri: «Grazie a Pecorini e a chi ci ha votato»

«Voglio concludere ringraziando Andrea Pecorini per la dedizione con la quale si è messo a disposizione della città e per la campagna elettorale che ha svolto, sapendo proporre senza mai offendere o senza mai millantare ciò che non poteva davvero fare».

«Voglio ringraziare anche i 2000 cittadini e le cittadine che hanno dato fiducia alla nostra proposta e hanno votato Andrea Pecorini e la lista del Partito Democratico e, ultimi ma non per importanza, i candidati della lista e i militanti che hanno dato vita ad una campagna elettorale onesta e trasparente.

«Abbiamo perso, e questo fa male, ma per come siamo, sia come gruppo dirigente che come persone, non abbiamo intenzione di mollare il nostro rapporto con la città e con i suoi cittadini e cittadine. Saremo sempre al loro fianco, staremo ancora di più per la strada, alle manifestazioni e iniziative, dialogheremo con tutti e ci faremo carico delle voci che la nuova amministrazione non saprà ascoltare».

«Da domani ci rimboccheremo le maniche, come abbiamo sempre fatto e torneremo a lavorare per la nostra città».

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