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Da Follonica a Monaco di Baviera per studiare le stelle

La professoressa le consigliò di leggere “Nuvola Nera” di Fred Hoyle, un libro che la ha portata tra le nubi che generano le galassie
Paola Caselli
Paola Caselli

FOLLONICA. Da piccola il suo orizzonte era quello del golfo, adesso davanti ai suoi occhi c’è l’universo. Paola Caselli, astrochimica nata e cresciuta a Follonica, è direttrice manageriale del Max Planck Institute for Extraterrestrial Physix a Monaco di Baviera (Germania).

Paola è un astro della ricerca made in Maremma e questa terra la accoglierà di nuovo nell’occasione dell’evento “Noi, polvere di stelle”. Il 22 aprile alle 16.30 al centro visite della Riserva regionale Cornate e Fosini a Gerfalco.

Piedi per terra e occhi alle stelle

Paola ha mosso i primi passi verso le stelle al liceo scientifico.

L’astrochimica era indecisa se intraprendere la strada dell’artista oppure quella che la avrebbe portata a conoscere l’universo. Poi la professoressa Paganelli le fornì lo stampo per forgiare le chiavi del suo futuro. 

«La professoressa mi diede un libro – dice Paola“Nuvola Nera” di Fred Hoyle, parla di una nube vicino alla terra. Leggendolo ho capito che volevo conoscere l’universo e tutto ciò che c’è dietro».

Paola Caselli
Paola Caselli (foto: Phisyk & Astronomie)

Nel 1985 prosegue gli studi in astronomia a Bologna e al 4° anno inizia a studiare anche chimica: fondamentale per capire le molecole e i loro comportamenti che danno origine a stelle e pianeti.

La sua tesi di laurea si baserà poi su modelli teorici e chimici di nubi molecolari.

«Ho passato ore e ore al telescopio a Medicina (nel bolognese) per scrivere la tesi, ma il telescopio non era abbastanza potente e ho scovato solo una nube con acqua e altre molecole essenziali – racconta l’astrochimica – su cui poi ho basato i modelli della mia tesi».

L’esito della ricerca che ad alcuni potrà sembrare poca cosa, era in realtà solo l’inizio di qualcosa di più grande. «Una cosa che dico sempre ai giovani è di provare, sempre – continua Paola – al massimo non si riceve risposta. A me è successo così sia con l’University of Harvard, sia con la Columbus in Ohio, scrissi ad entrambe le università ed entrambe mi presero. Ho fatto 9 mesi in Ohio e poi ho preso la borsa di studio per il dottorato ad Harvard, dove sono rimasta per due anni».

Paola Caselli in laboratorio
Paola Caselli in laboratorio col collega Luca Bizzocchi (foto: Phisyk & Astronomie)

Dopo l’esperienza negli U.S.A. Paola si avvicina a casa per stare più vicina ai suoi affetti, facendo tappa a Monaco di Baviera. Qui si impegna anima e corpo per studiare con un astronomo esperto in infrarossi vincendo il posto e inaugurando così un nuovo percorso di studi.

Da studente delle stelle a insegnante tra gli asteroidi

Dopo il post dottorato in Germania torna in Italia ma la sosta è breve.

«Ho avuto difficoltà nel trovare fondi e studenti – dice – Poco dopo una mia collega di Harvard mi contattò per sostituirla alla cattedra di astronomia e formazione di stelle e pianeti. Sono partita con mia figlia di 5 anni e mezzo verso questa avventura, dove ho trovato amici e colleghi che mi sono stati vicino nei momenti peggiori. Per non far perdere a mia figlia il rapporto con il padre ci impegnavamo al massimo per farli incontrare sia in Italia e sia negli States».

Nel 2007 viene contattata dalla Leeds University nel Regno Unito per partecipare al concorso per la cattedra di astronomia, che vince. La situazione simile a quella vissuta in Italia: gli ostacoli non sono mancati per i fondi. Ma alla fine la spuntano con un finanziamento del Consiglio di ricerca Europeo.

Paola Caselli
Paola Caselli (foto: Phisyk & Astronomie)

Poi arriva la proposta di partecipare alla corsa come direttrice del Max Planck Institute a Monaco.

«Ero molto emozionata e incredula – dice Paola – chiesi addirittura se avessero sbagliato e-mail, non riuscivo a crederci, quando poi mi hanno presa ero al settimo cielo». Così nel 2018 diventa direttrice manageriale dell’istituto, un ruolo che viene assegnato a rotazione, ma non vede l’ora di tornare sul campo: perché la ricerca è la sua passione più grande.

Qualche consiglio per i più giovani

Paola Caselli non crede di essere “arrivata alla fine”, ogni giorno è un nuovo inizio e cerca sempre nuovi spunti per migliorarsi. «Bisogna sempre guardare il bello della vita e impegnarsi per gli altri – dice l’astrochimica – bisogna ricordarsi quanto sia bello il mondo per affrontare le problematiche ma anche che la vita è passione».

Telescopio
Telescopio

Provare, il segreto alla base di tutto. «Ai miei studenti e colleghi dico sempre di buttarsi – continua Paola – e che tutto è possibile, con figli oppure senza, l’importante è impegnarsi. Non reputo il mio lavoro più importante degli altri, perché in qualsiasi lavoro tutti si rimboccano le maniche, come faccio io, e fanno la differenza nel mondo».

«A tutti consiglio sempre di non ascoltare le persone trattano male e che minano il morale, in ogni ambito dal lavoro alla vita personale – consiglia la ricercatrice – ma di avvicinarsi invece a quelle che ti sanno far capire l’errore senza demolire chi hanno davanti. Come consiglio, sempre valido per tutto, direi che nella vita bisogna continuare ad andare avanti e credere nelle proprie capacità».

Un successo colmo di gratitudine

In un percorso così lungo e splendente Paola si sente di dover ringraziare molte persone.

«I miei genitori, che non mi hanno posto limiti nella scelta del mio futuro – ricorda – ma anche i miei amici e i miei colleghi che quando ero distante da casa erano pronti ad aiutarmi e ascoltarmi nei momenti più bui».

Per aspera ad astra Paola.

Autore

  • Marina Caserta

    Collaboratrice di MaremmaOggi. Amo le bollicine, rigorosamente in metodo classico; il gin e credo che ogni verità meriti di essere raccontata. Non bevo prosecco e non mi piacciono né i prepotenti né le ingiustizie. Maremma Oggi il giornale on line della Maremma Toscana - #UniciComeLaMaremma

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